Osvaldo Licini

Osvaldo Licini
Nato a: Italia

Osvaldo Licini / Dettaglio evento

Nato a: Italia

Comunicato della mostra : BIBLIOTECA DI SEGNI. DISEGNI DA UNA COLLEZIONE DI CONCETTO POZZATI

BIBLIOTECA DI SEGNI. DISEGNI DA UNA COLLEZIONE DI CONCETTO POZZATI
Museo Morandi - Sala Ottagonale, 20 novembre 2003 - 11 gennaio 2004



“Una festa di dialetti grafici”
Le opere esposte provengono da un’importante collezione di disegni realizzati da artisti europei del ventesimo secolo.
La maggior parte appartiene ad artisti italiani, anche se l’antologia prende avvio da un eccellente disegno a gessetto del simbolista tedesco Max Klinger del 1918 ed anche l’espressionismo ed il surrealismo risultano degnamente rappresentati da pregevoli opere di Otto Dix, Ernst Ludwig Kirchner, Magritte e Masson.
Il co1lezionista, che in quanto artista si sente assolutamente obbligato nella sua opera verso la grafica, ritiene - d’accordo con l’autore – che il disegno, nonostante tutti i cambiamenti mediatici che hanno investito l’arte, non abbia perso il suo ruolo chiave e continui quindi ad occupare una posizione centrale che segna anche l’inizio del progetto creativo chiarificatore. A tal riguardo, dimensione e volume pittorico non assumono nessuna rilevanza, come la presente raccolta con i suoi formati intimi è inequivocabilmente in grado di dimostrare.
La collezione di un artista si configura in modo diverso da un’esposizione pubblica, quale ad esempio la collezione di disegni di un museo, che invece ha l’obbligo di fornire una certa completezza storico-artistica oggettiva.
Grazie alla figura scintillante del collezionista, che in questo caso non solo è artista, ma anche professore universitario (ed in passato è stato direttore di museo), il fine ultimo della presente collezione - limitato dalle opportunità di mercato e dai mezzi a disposizione - equivale ad un processo di outing, poiché gli interrogativi che sorgono si rivolgono innanzitutto alla cosa mancante, in una brillante rassegna di testimonianze caratteristiche e convincenti. L’aspetto della maggiore o minore presenza di alcuni artisti piuttosto che di altri è indicativa dell’attrazione e del senso di vicinanza dell’artista, del suo interesse per l’opera del collega.
Chi visiterà la collezione - interamente racco1ta in un’unica sala, cornice dopo cornice, che rivela l’appetito dei sensi del collezionista - sarà in grado di paragonare le lingue, di distinguere i dialetti. Sono rappresentati tutti i movimenti principali dell’arte italiana del secolo scorso, in cui più di qualcuno sottovalutò, ad esempio, Fontana come disegnatore o Licini (nella sua influenza sulla transavanguardia), ma anche colui che viene considerato il Klee italiano: Melotti.
L’intimità del disegno, che per il nostro collezionista è rappresentata dal disegno puro che si affida alla linea, spesso non fa trasparire come con questo mezzo siano stati fissati i progetti rivoluzionari, concepite idee, e quanto al disegno spetti quindi un ruolo chiave nell’arte del ventesimo secolo.
Si tratta di una collezione di annate squisite per quanto concerne le calligrafie ed i dialetti di un intero secolo, una selezione che rispecchia il giudizio, la sensibilità ed un forte temperamento e che riflette in sé l’opera di un artista che attraverso il mezzo del disegno pensa in modo produttivo.


Peter Weiermair


Opere esposte (ordine alfabetico per autore)

Pierre Alechinsky (1927) Je le sais , 1962 - inchiostro e pastello - 37.5x50 cm
Hans Arp (1887-1966) senza titolo, s.d. - matita e acquerello - 33.5x24.5 cm
Umberto Boccioni (1882-1916) Two men in armchair, 1909 – matita - 16.3x11.5 cm
Carlo Carrà (1881-1966) Scomposizione di bicchiere, 1913 – carboncino - 30.6x19 cm
Giorgio de Chirico (1888-1978) senza titolo, s.d. – matita e carboncino - 15x17 cm
Filippo De Pisis ( Tibertelli) (1896-1956) Ritratto di Mario Pozzati, 1943 – inchiostro –
27.5x21 cm
Otto Dix (1891-1969) senza titolo, 1922 – matita e acquerello - 50x40.5 cm
Jean Fautrier (1898-1964) senza titolo, 1944 – inchiostro- 23x19 cm
Lucio Fontana (1899-1968) senza titolo, s.d. – inchiostro- 24x34 cm
Arshile Gorky (1905-1948) senza titolo, 1932 – matita - 23x28.5 cm
George Grosz (1893-1959) senza titolo, 1915 – inchiostro - 31x19.5 cm
Virgilio Guidi (1891-1984) senza titolo, 1954 – acquerello –23.5x32 cm
David Hockney (1937 ) Dale + Mo, 1966 – matita – 50x40 cm
Ernst Ludwig Kirchner (1880-1938) Paesaggio, 1922 – carboncino - 20.5x17.5 cm
Max Klinger (1857-1920) Ritratto di giovane ragazza di profilo, 1918 – gesso nero e biacca - 39x32.5 cm
Osvaldo Licini (1894-1958) Luna, s.d. – matita - 21x31 cm
René Magritte (1898-1967) senza titolo, 1959 – matita.- 26x20 cm
Conrad Marca-Relli (1913-2000) senza titolo, 1966 – pastello su carta –44.5X29 cm
André Masson (1896-1987) senza titolo, s.d. – inchiostro e pastello - 20x26.9 cm
Fausto Melotti (1901-1986) senza titolo, s.d. – guazzo e matita - 34.5x25 cm
Juan Mirò (1893-1983) Femmes , 1949 – matita - 22x33 cm
Amedeo Modigliani (1884-1920) senza titolo, s.d. – matita -.25.4x22.4 cm
Giorgio Morandi (1890-1964) Natura morta, 1950 –matita - 31x22 cm
Ben Nicholson (1894-1982) Glass with ringed stopped , 1970 – matita e colla - 43x38 cm
Mario Pozzati (1888-1947) Chiave della vita, s.d. – carboncino - 42x26.5 cm
Man Ray (1890-1976) Composizione, 1954 – inchiostro - 28x38 cm
Alberto Savinio (1891-1952) Ritratto, 1933 – matita e inchiostro - 21x30.5 cm
Scipione (Gino Bonichi) (1904-1933) Corrado Alvaro, 1930 – matita –21.5x15 cm
Sepo (Severo Pozzati) ( 1895- 1983) senza titolo, 1918 – matita - 29x22.5 cm
Gino Severini (1883-1966) senza titolo, 1940 –inchiostro - 26.7x22 cm
Mario Sironi (1885-1961) senza titolo, s.d. – matita - 18.5x18.5 cm
Graham Sutherland (1903-1980) Studio per arazzo con aquila di San Giovanni Evangelista, 1953/61 –matita e pastello - 31x21 cm
Cy Twombly (1928) senza titolo, 1963 – matita e pastello - 47x67.5 cm