Osvaldo Licini

Osvaldo Licini
Nato a: Italia

Osvaldo Licini - Documentazione

Nato a: Italia

Osvaldo Licini lasciò le Marche, dove era nato, e si trasferì prima a Bologna per frequentarvi l'accademia, insieme a Morandi e Vespignani, poi a Firenze.
Nel '17, ferito in guerra, andò in convalescenza a Parigi, dove conobbe Picasso, Derain e Modigliani, orientandosi verso un naturalismo pervaso di vivaci succhi cromatici alla Dufy.
A Parigi espose più volte al Salon d’Automne e al Salon des Indépendents; presentò la sua prima personale alla Galleria André Devambez e nel ‘28 partecipò alla mostra degli Italiens de Paris.
Ma è a partire dal ritorno in patria che presero a delinearsi i caratteri inconfondibili della poetica liciniana, tutta costruita su immagini archetipe e fantastiche. “Con l'impareggiabile bellezza della sua captante scrittura visiva, Licini trasvola universi ignoti alle mappe dello sguardo”.
Dagli anni ‘40 il suo astrattismo assume accenti fortemente lirici e vicini all’arte informale.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, torna al suo paese natale dove si isola e si dedica alla vita politica. Solo nel 1948 l’artista ricompare sulla scena artistica esponendo alla XXIV Biennale ove viene nuovamente invitato nel 1950.
Il 1957 è un anno cruciale per la fortuna critica di Licini: alla XXIX Biennale, presentato da Umbro Apollonio, ottiene il Gran Premio Internazionale di Pittura.
Come afferma Toni Toniato “Sono ben rari gli artisti per i quali l'opera disegnativa può vantare una qualità pari a quella delle loro pitture espressivamente più alte. Licini appartiene a questo gruppo perché per lui il disegno non solo è materia di pura invenzione formale, assolutamente autonoma, ma perché esso si configura altresì quale organismo morfologico del significarsi proprio dell'immagine, della sua profondità ideativa e della sua spazialità costruttiva”.