Paola Adornato / Dettaglio evento





Cinque le mostre a Satura

Dal sabato 04 febbraio 2006
al mercoledì 22 febbraio 2006

Orari:
dal martedì al sabato, dalle 16:30 alle 19:00. Chiuso lunedì e festivi

Comunicato stampa evento: Cinque le mostre a Satura

Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova


"INFINITI RACCONTI"
Mostra personale di Pietro Pignatti a cura di Elliott Ross.
sabato 4 febbraio 2006 ore 17,00
sala maggiore - inaugurazione.
Aperta fino al 22 febbraio 2006

Vincitore del Premio della Giuria, X° Concorso Nazionale Saturarte. A cura di Elliott Ross. Piero Pignatti non è più un giovane pittore ma un architetto di cinquant’anni giusti. Nel suo ramo preferisce gli interni ai quali applica una seriosa eleganza modernista. E’ capace di suggerirti trasformazioni radicali, cambi di ambiente o di atmosfera imprevedibili e imprevisti. E può parlare senza stancarti dei suoi fumetti preferiti (Hawke, credo, per tutti i retini utilizzati) e degli illustratori beat che spesso usavano manipolare le fotografie delle star per le copertine dei loro dischi quando c’era ancora il vinile e la tv era solo black & white. Piero Pignatti non ama essere un artista contemporaneo con il corollario naturale di malesseri, pentimenti e acrobazie, ma preferisce ritagliarsi un ruolo da viaggiatore solitario nel mondo dell’arte; o meglio, di un esploratore che prende in prestito frammenti di ricordi e istantanee del presente, quasi sempre in forma di scatti fotografici, per raccontarci il suo mondano diario di bordo. Svelarci con la sovrabbondanza dei colori la trama segreta di una storia che come un film si sviluppa in piena luce, operando per sintesi e scorci, più speso focalizzando scenari di gruppo, condensando e congestionando - insomma - lo spazio del racconto, rappresentato dai luoghi della notte, dagli amati interni, dalle interazioni tra i soggetti. Le composizioni che vengono fuori dalla elaborazione fotografica, dall’uso del ritaglio e dalla computer graphics rivelano tracce del mondo pop come il gusto per una certa impaginazione neodadaista, unitamente alla dimestichezza professionale del fotografo di lungo corso: delle super iper fotografie che, riquadrate nei formati, scelti per l’occasione dall’artista, scandiscono con cadenzata serialità le tappe del lungo racconto della vita. Del suo muoversi tra le pieghe degli incontri, delle istantanee che il tempo ci regala e ci ruba. A volte Pignatti soggiace al piacere della ritrattistica che è gran parte del suo lavoro fotografico. Modella questi volti con fluidità, li ritaglia e li fissa in un divenire più spesso ludico che esistenziale. Niente di ingombrante o di catodico: soltanto la pura bellezza, che ha questa sì del rinascimentale, nel contemporaneo ridisegnare al computer una moltiplicazione di presenze, di vite fruscianti su di un fondale che per un attimo sono messe a fuoco. Come le sfilate e i trionfi barocchi nel loro divino ondeggiare tra lo spazio e il tempo. A cinquant’anni ci si permette il lusso di semplificare. Questo fa Pietro Pignatti quando si abbandona alle sue composizioni: fumetto filtrato da un taglio di copertina illuminata dai pixel del monitor, a un ritmo rock tutto suo particolare. Un ritmo ‘alcolico’ a dar retta al palato. Pignatti ci ha fotografati tutti quanti in una sorta di Heimat personale, ricomponibile nella sua astrazione computerizzata. Arredo, intervento, supporto, scenografia, scatto, flash, istantanea, una qualsiasi di queste tavole, di questi Tabloid di cronistoria quotidiana costituisce il suo e ovviamente il nostro infinito aleph.



"MOSTRA PERSONALE"
Paola Adornato
A cura di Domenco Mungo
sabato 4 febbraio 2006 ore 17,00
sala prima – inaugurazione
Aperta fino al 22 febbraio 2006.

Le tele di Paola Adornato raffigurano la plastica staticità dei paesaggi urbani, i residui della post archeologia industriale, l’afflato di una civiltà in declino, che trova musa ispiratrice nell’occhio che scruta lo skyline, indugiando su particolari apparentemente secondari, che esprimono la dialettica del disagio e della straniante dimensione umana contemporanea. Silos ricolmi di idrocarburi, che s’inerpicano verso le cime del grigio torbido di città, offuscate da un cielo incombente. Rimesse abbandonate, docks in disarmo, disincarnati di esistenze e brulicare di produttività. Strade che conducono indietro nel surreale agitarsi di una società in evoluzione verso l’ignoto. Un’ulteriore sguardo, d’arte e di sensazione, rivolto al requiem di una città, che cerca una nuova identità, specchiandosi nel suo passato.



"LA TEORIA DELLE COINCIDENZE"
Alberto Magrin
A cura di Mario Napoli
sabato 4 febbraio 2006 ore 17,00
sala pozzo e cisterna – inaugurazione
Aperta fino al 22 febbraio 2006

La “coincidenza” determina lo stato d’essere dell’uomo in equilibrio ed in armonia con l’universo. In tale istante il caso diventa la legge più pura che possa esistere in natura ed oltre la natura stessa manifestando il collegamento inscindibile tra relativo ed assoluto nonché la nascita di ogni forma di vita e d’amore. Punto d’unione tra la realtà e l’immaginazione, tra il desiderio e il sogno, tra il corpo e lo spirito, tra la morte e la vita, l’importanza di codesto attimo dovrebbe essere posta alla base di ogni legge scientifica, artistica, economica, politica e religiosa in quanto può determinare o meno l’esistenza e la sussistenza di un essere umano sulla Terra come su qualsiasi altro pianeta. Essendo le leggi sopra citate come ogni loro istituzione inseparabili l’una dall’altra questa teoria è quel legante che potrebbe migliorare la ricerca, la crescita e l’evoluzione dell’umanità.



"MOSTRA PERSONALE"
Angela Cigna
A cura di Andreina Parodi Monti
sabato 4 febbraio 2006 ore 17,00
sala colonna – inaugurazione
Aperta fino al 22 febbraio 2006

Il temperamento entusiasta, passionale di Angela Cigna è espresso nelle sue opere con luci e toni elaborati in un rapporto cromatico di grande forza espressiva. Con l’uso delle pennellate staccate ottiene grande luminosità e l’acceso cromatismo rivela intensità psicologica e forte carica emotiva. I corpi, i volti delle sue immagini femminili e lo spazio attorno sono un turbine di pennellate, una dinamica espressione di Angela, il risultato di un’attenta ricerca sul colore, di un esame di se stessa, del suo essere donna. La figura femminile è rappresentata nelle varie età ed il colore predominante, acquisendo un valore simbolico, esalta i sentimenti e gli stati d’animo del soggetto. Angela traduce in forma pittorica i suoi sentimenti: vita e natura sono in un equilibrio instabile e dinamico e l’essere donna ne è un’espressione.



"AMBROSIA"
Paolo Badini
A cura di Mario Napoli
sabato 4 febbraio 2006 ore 17,00
sala portico – inaugurazione
Aperta fino al 22 febbraio 2006

Una delle definizioni dell'”eternità” è che essa rappresenti, stia a significare, la concezione, resa astratta, del simultaneo e lucido possesso di tutti gli istanti del tempo. Noi, dunque, presupponiamo che esista nell'universo qualcosa che si avvicini a questo concetto. Ma, potrebbe anche essere vero, che, invece, l"eternità" consista in una continua ed "eterna" mutazione. Il tempo "infinito" ed "eterno" costituisce uno dei territori più ambiti dal pensiero umano, che aspira a raggiungere il luogo in cui non si è più necessariamente legati alla linearità e alla continuità del tempo, così come esso viene misurato dagli orologi. Sono anche arrivato alla conclusione che tale forma di "amministrazione" del tempo (come viene ponderato dagli orologi) costituisca una forzatura e una semplificazione, che si è resa necessaria, appunto per permettere a miliardi di persone, in qualche modo, di "amministrarsi" e "di comunicare". Nulla ci vieta di ipotizzare l'opportunità di accedere a maniere di pensare molto più ampie, ed a possibilità di ragionare con meno costrizioni. Cerchiamo dunque di introdurre, o forse è meglio dire, di reintrodurre questo senso dell'immediata, e forse anche mutevole, perpetuità in tutte le azioni della giornata, e, principalmente nell'arte, che è certamente l'attività che più si presta immediatamente a riceverlo. Probabilmente esiste qualcosa di singolare e, forse, neppure esattamente troppo riproducile sistematicamente, nel fatto di immaginare il tempo come una geometria legata allo spazio, e viceversa. Probabilmente il nostro pensiero, pur approvando la teoria della relatività, non riesce in alcun modo a rappresentarla se non in una percezione geometrica: siamo alle porte di una nuova geometria, che esuli completamente dalle masse dei corpi, e li immagini come creazioni immaginate dal tempo-spazio?' Come potrà essere la nostra prossima forma di pensiero? Quali i possibili futuri rapporti tra gli uomini ?




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