Paola De Pietri / Dettaglio evento

Nato a: Reggio Emilia Italia



Comunicato stampa evento: TRANS EMILIA

TRANS EMILIA
The Linea di Confine Collection:
A Territorial Reconnaissance of Emilia Romagna.


Fotomuseum Winterthur (CH)
22 Ottobre 2005- 12 Febbraio 2006
Inaugurazione 21 Ottobre ore 18


Il Fotomuseum Winterthur, con sede nella cittadina di Winterthur (Cantone di Zurigo, Svizzera), una delle più importanti e prestigiose istituzioni museali europee presenterà in una mostra che sarà inaugurata il 21 di Ottobre 2005 alle ore 18, un’ ampia selezione delle fotografie delle collezioni di Linea di Confine.
Si tratta di opere realizzate nel corso delle numerose indagini promosse da Linea di Confine dal 1990 al 2005 sulle trasformazioni del paesaggio e del territorio, della provincia di Reggio Emilia e Modena e della Regione Emilia-Romagna, conservate nell’archivio di Linea di Confine.
La mostra, che fa seguito all'esposizione al Fotomuseum Winterthur dell'antologica su Luigi Ghirri, testimonia, anche attraverso i saggi che saranno predisposti per il catalogo, il filo diretto fra l'esperienza di ricerca fotografica sul paesaggio condotta da autori emiliani come Ghirri, Guidi, Barbieri negli anni Ottanta e l'attività d'indagine e di ricerca intrapresa da Linea di Confine proprio sul territorio emiliano a partire dai primi anni Novanta.
Linea di Confine è tuttavia il primo progetto italiano ad aprirsi al contributo della più qualificata fotografia internazionale e attraverso l'esperienza didattica dei Laboratori di Fotografia, ha fortemente contribuito al rinnovamento dei linguaggi e della cultura fotografica contemporanea in Italia. Dal 1990 ha invitato in Italia alcuni tra i più importanti autori internazionali: sono stati invitati autori il cui lavoro ha segnato le principali tappe della fotografia contemporanea, tra i quali Michael Schmidt (D), Lewis Baltz (USA), Stephen Shore (USA), John Davies (GB) , Axel Hute (D) e altri.
Fin dall’inizio della sua attività Linea di Confine si è distinta da altre esperienze italiane soprattutto per questo contatto con la cultura fotografica internazionale, necessità avvertita proprio alla fine degli Anni Ottanta da alcuni autori italiani e da una particolare concezione della fotografia contemporanea del critico Paolo Costantini che ricoprì il ruolo di responsabile scientifico fino al 1997, anno in cui scomparse prematuramente. E’ all’intelligenza e alla sensibilità di Costantini verso una fotografia attenta al valore di ‘margine’, del confine nel concetto stesso di ‘paesaggio’, che sono riferibili per esempio le scelte di Linea di Confine verso i fotografi americani. Occasione per riallacciare le fila su quella fotografia era stata la cura dell’importante esibizione Nuovo paesaggio americano/ Dialectical Lanscape, curata da Costantini nel 1987. Le ricerche di questi autori, condotte sul paesaggio contraddittorio della contemporaneità, avevano operato un significativo scarto all’interno della cultura fotografica determinando influenze sul piano internazionale.
La mostra sarà curata da Urs Sthael, direttore del Fotomuseum Winterthur che, in collaborazione con Linea di Confine, ha realizzato una selezione dei lavori prodotti dagli autori, stranieri ed italiani, anche delle più recenti generazioni, che hanno partecipato ai progetti d'indagine commissionati da Linea di Confine, nel corso di quindici anni d'attività. Complessivamente gli autori presentati sono 16, fra i quali 10 sono italiani. Pertanto la mostra rappresenta una significativa panoramica sulla produzione contemporanea della fotografia italiana.
Saranno esposte fotografie sul paesaggio del fiume Po e dei centri di Boretto, Gualtieri, Brescello e Poviglio (John Davies, 1992), sul paesaggio e il centro di Luzzara (Stephen Shore, 1993), sul paesaggio dell'appennino reggiano, nell'area di Canossa (Axel Hütte, 1995), sulle aree in trasformazione delle Casse d'espansione del fiume Secchia (Guido Guidi, 1989 e Walter Niedermayer, 1995), sul paesaggio urbano di Cavriago (Olivo Barbieri, 1990) e di Fiorano modense (Gilbert Fastenaekens, 2000).
Saranno inoltre esposte fotografie e video sulle trasformazioni urbanistiche avvenute nell'area urbana "Gardenia" di Reggio Emilia (Guido Guidi, Gardenia, 1996), sulle trasformazioni del territorio emiliano visibili percorrendo la Via Emilia da Piacenza a Rimini, con in evidenza l'area dei centri commerciali di Modena Nord e la viabilità autostradale della città di Bologna (Olivo Barbieri, 2000, Paola De Pietri, 2000, Lewis Baltz (video), 2000, Gianluca Liverani, 1999, Michele Buda, 1999 e Marco Signorini, 1999), oltre a fotografie del tratto costiero di Cattolica (Guido Guidi, 2003). Saranno esposte immagini sull'identità storica del mondo del lavoro tratte dall'archivio della Camera del Lavoro di Modena e sulle innovazioni nei processi produttivi dello stabilimento "Ferrari" di Maranello (William Guerrieri, 2003, Olivo Barbieri, 2003).
Infine una selezione ampia delle più recenti indagini sulla costruzione della linea veloce Bologna Milano, ed in particolare sul tratto Bologna-Parma, (John Gossage, 2003, Andrea Botto, 2004) e sulla memoria dei luoghi e delle attività di cura della storica sede dell'ospedale Sant'Agostino-Estense (Marco Signorini, 2005, Marina Ballo Charmet, 2005).

Linea di Confine avrà con questa mostra la sua prima esposizione retrospettiva in una delle istituzioni museali più prestigiose d'Europa e il Fotomuseum Winterthur promuoverà un tour europeo della mostra, in collaborazione con alcune delle maggiori istituzioni europee. L'esposizione, che sarà accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo edito in Svizzera in lingua tedesca ed inglese (una brochure conterrà i testi del catalogo in lingua italiana), e distribuito in Europa, contribuirà alla conoscenza della fotografia italiana e degli autori che hanno dedicato il loro impegno e la loro creatività all’interpretazione delle grandi trasformazioni del paesaggio contemporaneo e alla ricerca dell'identità storica e ai valori culturali della nostra Regione.

Il catalogo, a cura di Urs Stahel, di circa 180 pagine circa, con 60 pagine di testo (tedesco e inglese) e 110 pagine di fotografie, sarà realizzato nelle edizioni di Christoph Merian Verlag, Basilea e distribuito in Europa e Usa. Una brochure della stessa dimensione del catalogo, che potrà essere inserita nel catalogo stesso, presenterà i testi contenuti nel catalogo in lingua italiana.
Gli autori dei saggi nel catalogo sono:
Urs Stahel (direttore del Museo) / Thomas Seelig (curatore collezioni). Testo introduttivo alla mostra. William Guerrieri (coordinatore Linea di Confine)/Tiziana Serena (storica della fotografia): Introduzione e descrizione del contesto culturale, organizzazione, finanziamenti e comparazioni con altri progetti europei Nicoletta Leonardi (storica e critica della fotografia): Descrizione dei lavori e delle tematiche esposte in mostra; Stefano Munarin (urbanista): Trasformazioni urbane e sociale della Regione Emilia-Romagna.

Il Fotomuseum Winterthur è stato fondato nel 1993 ed è dedicato alla fotografia come forma d’arte, documento e rappresentazione della realtà. Il Fotomuseum Winterthur svolge un attività di Galleria d’arte per la fotografia, con artisti e fotografi contemporanei (Lewis Baltz, William Eggleston, Nan Goldin, Andreas Gursky, Roni Horn, Boris Mikhailov e molti altri), ma svolge anche un’attività come museo tradizionale collezionando opere del XIX° e XX° secolo ( Karl Blossfeldt, Bill Brandt, Dorothea Lange, Lisette Model, Albert Renger-Patzsch, August Sander, Charles Sheeler, Edward Weston, Weegee e altri). L'attività del Museo riguarda anche la dimensione culturale, storica e sociologica della fotografia applicata al campo dell’industria architettura, della moda (con mostre di fotografia raccolte dalla polizia, oppure realizzate nell'ambito della fotografia industriale, scientifica). Questi tre orientamenti assunti dal Museo nei confronti della fotografia, formano la base della programmazione espositiva, che prevede anche eventi e pubblicazioni.
Insieme con il Fotostiftung Schweiz, il Fotomuseum Winterthur, gestisce una nuova sede dall’autunno 2003, con un bistrò, una biblioteca, aule didattiche, lounge e un negozio. Nei nuovi locali ampliati il Fotomuseum Winterthur espone periodicamente le opere dalle sue collezioni di fotografia contemporanea, includendo lavori di Nobuyoshi Araki, Vanessa Beecroft, Lewis Baltz, Daniele Buetti, Larry Clark, Hans Danuser, William Eggleston, Nicolas Faure, Hans-Peter Feldmann, Robert Frank, Nan Goldin, Pul Graham, Andreas Gursky, Roni Horn, Axel Hutte, Urs Luthi, Boris Mikhailov, Gilles Peress, Liza May Post, Thomas Ruff, e Annelies Strba.

Il Fotomuseum Winterthur ha la sua sede in Gruzenstrasse 44 e 45, in due edifici ai lati opposti della strada. Dispone di un'area espositiva di 1.000 mq., e un'area totale (inclusa l’area condivisa con il Fotostiftung Schweiz) di 3.000 mq.

Il progetto Linea di Confine nasce nel 1990 per iniziativa del Comune di Rubiera (RE), di un gruppo di amministrazione pubbliche e della Provincia, i quali, grazie ad uno sponsor, danno vita ad una prima serie di indagini fotografiche sul territorio provinciale. Dal 2000, un gruppo allargato di comuni costituisce l'Associazione culturale “Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea” che ha sede nell'Ospitale di Rubiera.
L'idea di realizzare indagini fotografiche sul paesaggio ebbe origine nel 1988 quando alcuni fotografi la proposero al Comune di Rubiera. Ci si avvalse del contributo di Guido Guidi, il quale prima della costituzione di Linea di Confine, condusse un “Laboratorio di fotografia” (1989): per due settimane affiancò alla sua ricerca quella di un gruppo di allievi.
Il “Laboratorio di fotografia”, vera e propria officina di idee, vero e proprio work in progress durante il quale i fotografi invitati hanno spesso lasciato numerose proposte e sollecitazioni, si propose nel panorama italiano come strumento innovativo per la diffusione della cultura fotografica grazie alla costruzione di un comune progetto condiviso con giovani autori, rappresentando così l'anima stessa di Linea di Confine.
Fra il 1990 e il 1993 seguirono altri cinque Laboratori condotti da Olivo Barbieri, Michael Schimdt, Lewis Baltz, John Davies e Stephen Shore su aree assunte a simbolici “confini del territorio reggiano”, collocate lungo la linea di demarcazione politico-amministrativa della Provincia, coincidenti con aree marginali oppure con gli stessi centri storici dei comuni partecipanti al progetto.
Già durante questa fase di attività gli obiettivi del progetto di Linea di Confine sono programmaticamente delineati: realizzare con continuità rilievi fotografici su aree del territorio emiliano affidando l'incarico ad autori della più qualificata fotografia nazionale e internazionale; creare una innovativa collana di pubblicazioni di fotografia e promuovere la ricerca fotografica attraverso l'originale esperienza dei Laboratori.
Fra i punti maggiormente qualificanti il progetto, assieme al carattere di continuità delle indagini sul medesimo territorio amministrativo, pur nella diversità delle situazioni, è stata certamente la pubblicazione autonoma dei lavori commissionati, con la quale si voleva offrire una risposta concreta alle necessità di qualità editoriale espresse dagli autori della “nuova fotografia italiana”. Le piccole – quanto accurate – pubblicazioni di Linea di Confine si distinsero per la notevole qualità grafica e di stampa che le rendevano superiori alle proposte editoriali del mercato italiano.
Inoltre, per una precisa volontà del responsabile scientifico del progetto, Paolo Costantini, i volumi erano accompagnati da un testo essenziale, con lo scopo di non tradurre riducendo sul piano linguistico le complessità del lavoro fotografico e di rimarcare il peso assegnato alle immagini dell'autore, al quale si voleva riconoscere piena autonomia progettuale.
Altro punto saliente del progetto Linea di Confine è stata la pluralità di esperienze e saperi eterogenei, fra fotografia, architettura, urbanistica, storia dell'arte e della fotografia, che man mano si sono voluti far convergere nel Comitato scientifico e che hanno offerto la possibilità di costruire dialoghi e indagini parallele con università o con pubbliche amministrazioni della Regione Emilia-Romagna.
* Per l’attività svolta dal 1990 al 2005 potete consultare il sito: www.lineadiconfine.org

La mostra è realizzata con il Patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

Si ringrazia la Calcestruzzi Corradini S.P.A. per il contributo istituzionale a Linea di Confine.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Linea di Confine per la
Fotografia Contemporanea
Associazione Culturale
Via Fontana 2
42048 Rubiera (RE) Italy
Phone: +39(0)522/629403
Fax: +39 (0)522/262322
www.lineadiconfine.org
linconfine@comune.rubiera.re.it

Ufficio stampa:
Elisa Mezzetti
cellulare: 335/5431343
mail: info.linconfine@comune.rubiera.re.it elisamezzetti@email.it