Paola Ricci / Dettaglio evento





Comoedia

Dal venerdì 12 maggio 2006
al sabato 03 giugno 2006

Orari:
dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle 19.00
Gli artisti correlati Jerney Forbici, Paola Ricci
Curatori Gaetano Salerno

Comunicato stampa evento: Comoedia

IL BUIO E LA LUCE
a cura di Gaetano Salerno

Doppia personale di PITTURA

JERNEJ FORBICI (MARIBOR, 1980)
PAOLA RICCI (MESTRE, 1961)


I due artisti sono invitati a condividere l’ambiente-galleria, strutturando percorsi emozionali e comunicativi con lo spazio fisico e sensoriale, nelle penombre e negli scarti di luce dell’allestimento, attraverso la giustapposizione di momenti ed esperienze pittoriche contrastanti, non immediatamente accostabili nei concetti e nelle forme.

I monocromi neri su carta (china, tecnica mista) della Ricci, segni sovrapposti e stratificati di masse cromatiche in divenire, movimenti cinetici riaffioranti solo ad uno sguardo attento e cangianti in funzione del fascio luminoso che le colpisce, creano stati pittorici ogni volta unici e solo in parte prevedibili, irripetibili ne loro evolversi di creazione grafiche informali. La linea, il segmento, si muove veloce, ora accumulandosi, ora rarefacendosi, divenendo il punto iniziale di racconti potenzialmente infiniti, verticali e profondi come le realtà nascoste che sottendono.

La pittura di Forbici, acrilici su tela di piccole, medie e grandi dimensioni, è invece apertura ariosa verso spazi fortemente prospettici, luoghi naturali di una natura bucolica e cromaticamente strutturata che nei lontani punti di fuga introduce scenari nuovi agli spettatori, attraendoli improvvisamente in un mondo-altro, al tempo presente e lontano, che si sviluppa dietro l’ansa di un fiume o un filare di pioppi o una linea dell’orizzonte bassa ed irraggiungibile. Sguardi a volo d’uccello su mondi svelati ai nostri occhi da punti di vista rialzati e privilegiati.

Pitture dichiaratamente antitetiche eppure prossime; due mondi opposti che dalla tela-membrana, luogo della visione e della realtà fintamente riprodotta e quindi mimetizzata, facilmente dialogano. Supporti, siano essi carta o tela, che determinano ora chiusure (iperboli claustrofobiche) ora aperture (iperboli agorafobiche). Due modi opposti di utilizzo dell’elemento cromatico e della sua funzione compositiva. I pieni ed i vuoti, l’intimismo di un segno che in-potenza crea forme cinetiche desiderose di staccarsi dalla massa cromatica e di-segnare, ed un segno che invece autonomo si esprime in punti di fuga che già contengono gli slanci ed i ritmi della narrazione.
Ricci e Forbici organizzano così storie narrative metaforicamente riconducibili ad un momento iniziale e finale dell’espressione pittorica - idea del colore e forma del colore - ; contenuti materici che blandamente prendono forma, svelandosi in un unicum pittorico che ora è inizio e ora è fine, intercambiabili e fortemente dipendenti l’uno dall’altro.

Come nella commedia della tradizione narrativa classica greca, forma narrativa in cui ad un inizio tragico e apparentemente privo di speranza segue un finale inaspettatamente lieto, aperto e sereno, così qui i bui monocromatici si illuminano di significati segnici primigeni solo nella luce, che ne sonda le superfici alla ricerca di graffi che ne divengono il codice interpretativo, e dall’oscurità insondabile dei neri si aprono prima scarti di bianco, assenze di colore, fino a veri e propri spiragli di luce che velocemente ci immettono in un mondo-paesaggio che è forma conclamata.
Anche le linee prospettiche di Forbici, il reticolato che organizza ortogonalmente il nostro mondo fisico e terreno, null’altro sono se non le linee della Ricci che improvvisamente si distendono e tendono verso un punto di fuga unico e lontano in cui il particolare descrittivo ridiviene parte dell’unità e la tavolozza multicromatica si riscopre massa nera, magmatica.


Inaugurazione: Venerdì 12 Maggio ore 18. 30
fino al 3 Giugno


ingresso libero


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