Paolo Leonardo

Paolo Leonardo

Paolo Leonardo / Dettaglio evento

GEMINE MUSE 2003-TORINO

Museo di Antichità

Sede Via XX Settembre 88/c, Torino 10124
Altre informazioni Tel +39 011 5211106 | museoantichita@museitorino.it | http://www.museoantichita.it/

Data di apertura sabato 08 novembre 2003
Data di chiusura domenica 11 gennaio 2004

Comunicato della mostra : GEMINE MUSE 2003-TORINO

Inaugurazione sabato 8 novembre 2003 alle ore 16.30 al Museo di Antichità (via XX Settembre 88c)


GEMINE MUSE 2003
8 novembre 2003 / 11 gennaio 2004


L’APPUNTAMENTO DI ARTE CONTEMPORANEA
CON 89 GIOVANI ARTISTI IN 28 MUSEI ITALIANI




TORINO / Museo di Antichità



Inaugurazione

sabato 8 novembre 2002 ore 16.30

Museo di Antichità – via XX Settembre 88c



Si inaugura l’8 novembre in 28 città italiane la seconda edizione nazionale di Gemine Muse, il progetto di arte contemporanea che apre le porte di 28 prestigiosi musei a 89 artisti emergenti, proposti da 32 giovani critici.



Gemine Muse è un’iniziativa promossa dal GAI - Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani - e da CIDAC - Associazione delle Città d’Arte e Cultura. Il progetto si è poi sviluppato in collaborazione con DARC - Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (MAXXI) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, inserendosi pienamente nell’attività di promozione dell’arte contemporanea in Italia e all’estero, in particolare dei giovani artisti, che la Direzione ha fra i suoi obiettivi istituzionali. La creazione di un circuito informativo di riferimento e di un network di spazi espositivi delle città italiane che aderiscono a questa iniziativa è infatti il nodo fondamentale per la creazione di una vera e propria rete dell’arte contemporanea italiana.



Per Gemine Muse i giovani artisti si sono ispirati ad un’opera “antica” per realizzare un lavoro inedito - con esiti a volte inusuali - che verrà esposto nei diversi siti museali. Alla direzione artistica del progetto espositivo Virginia Baradel che ha disegnato le tracce di questo viaggio nelle diverse città grazie alla complicità di giovani voci della critica italiana.



Il Comune di Torino - Ufficio Creatività e Innovazione, in collaborazione con la Regione Piemonte e con il Museo di Antichità, e all'interno del contesto degli appuntamenti di Torino Contemporanea - Luce e Arte presenta, a cura di Guido Curto, tre artisti che pur essendo giovani hanno già maturato la giusta esperienza per confrontarsi con un museo così importante, dove sono conservati i monumenti più antichi della storia di Torino e del suo territorio dall'epoca preistorica all'età Romana, per giungere sino al Medioevo.



Valerio Berruti propone due grandi affreschi su tela che raffigurano una famiglia di visitatori, gli Spectatores, fermi in estasiata ammirazione davanti alle Statue degli Imperatori Romani. Ester Viapiano ha realizzato con delle semplici spugne un tappeto-installazione che cita un elemento decorativo in marmo a forma di nodo di Salomone presente nel museo, e ha poi disseminato in varie sale anche dei “reperti” - tazze, stoviglie, oggetti – costruiti, prendendo spunto da reperti delle Necropoli Golasecchiane, utilizzando della semplice tela bianca inamidata con zucchero, in modo da simboleggiare il congelamento generato dallo scorrere del tempo anche sulle cose più fragili. Paolo Leonardo propone le immagini ingigantite a poster dell’Acrolito di Alba, e dà estrema rilevanza alla splendida testa in marmo bianco, campendo di rosso carminio, pompeiano, tutto lo spazio intorno al volto, fino a rendere quest’antico capolavoro un’opera metafisica e post-dechirichiana.



Gemine Muse è un percorso tutto italiano che svela tra opere, installazioni, realizzazioni sonore, performance, video, l’armonia tra tradizione e innovazione. Per esplorare il pianeta Gemine Muse è in fase di pubblicazione un catalogo bilingue che costituisce lo strumento ideale anche per riscoprire i tanti musei che ospitano la manifestazione; inoltre sul sito www.giovaniartisti.it approfondimenti, news, schede, database e molte altre curiosità.







GAI - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani
Segreteria Nazionale - Via M. Vittoria 18, 10123 TORINO

tel. 011.4430020 - n. verde 800 807082

e-mail: info@giovaniartisti.it

www.giovaniartisti.it
CIDAC - Città d’Arte e Cultura
Via Condotti, 61 - 00186 Roma

Tel. 06 6785815 - fax 06 6781041

e-mail:infocidac@mecenate90.it


SCHEDA GEMINE MUSE - TORINO

Museo di Antichità
Via XX Settembre, 88/C
tel 011/5211106

Acrolito di Alba
La testa di divinità femminile colossale in marmo bianco greco rinvenuta nel 1839 nel centro di Alba (CN) e immediatamente acquistata da re Carlo Alberto per il Museo di Antichità, è quello che tecnicamente si definisce parte di un “acròlito”, di una statua, cioè, in cui solo alcune parti (in genere la testa, le braccia, i piedi) erano realizzate in materiali nobili, per essere poi montate su un supporto, una specie di manichino rappresentante il corpo, in legno e stoffa. Oggetto di molte controversie per quanto riguarda la sua datazione, se effettivamente collocabile tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C. costituirebbe un’eccezionale testimonianza della precoce acquisizione da parte delle genti liguri di elementi culturali e cultuali romani, ancor prima o al momento della fondazione della colonia di Alba Pompeia. Il rinvenimento in circostanze casuali impedisce di sapere se, com’è probabile, la scultura fosse conservata all’interno di un tempio dedicato a qualche divinità femminile, probabilmente Giunone, la sposa di Giove.

Gli imperatori
Il busto in lamina argento sbalzata dell’imperatore Lucio Vero (161-166 d.C.) costituisce il pezzo principale di un tesoro di argenterie di età romana, conservatosi nascosto in una fossa dall’antichità, forse in seguito ad un furto, sino al ritrovamento casuale nelle campagne di Marengo (AL) nel 1928. Le caratteristiche dell’insieme degli oggetti ne fanno ipotizzare l’appartenenza ad un complesso votivo, dedicato in un santuario della dea Fortuna. L’imperatore si presenta con le caratteristiche del capo supremo dell’esercito, indossante la corazza, così come i tre busti in marmo recuperati nel corso delle demolizioni delle mura della città di Susa (TO). Delle tre figure di imperatori (I-II secolo d.C.) onorati a Susa, l’antica Segusio, nessuna è identificabile con certezza, non essendo conservate le teste pertinenti. Il ritratto di Claudio (41-54 d.C.) accostato alla maggiore doveva in realtà appartenere ad una quarta scultura.

Necropoli golasecchiane
Nel corso dell’età del ferro si sviluppò lungo il corso del Ticino una cultura caratteristica, alla quale, dal luogo dei primi rinvenimenti, venne dato il nome convenzionale “di Golasecca” (X-V secolo a.C.). Gli elementi più significativi ci sono offerti da ampie necropoli, in particolare, in territorio piemontese, quella di Castelletto Ticino (NO). Emblematici dell’importante livello sociale raggiunto da alcuni esposnenti di questo centro sono i ricchi corredi ceramici, ma soprattutto la presenza di oggetti metallici (recipienti, fibule, oggetti di ornamento), taluni importati, come l’eccezionale calderone bronzeo etrusco del VII secolo a.C. decorato da animali fantastici e figure alate. I contatti con la più sviluppata Etruria sono testimoniati non solo dall’importazione di merci pregiate, quali il vino (anfore da Cerveteri), ma anche dall’acquisizione dell’alfabeto, utilizzato adattandolo alla lingua locale, come è evidente nel graffito su un bicchiere presente nel corredo di una sepoltura.

Curatore: Guido Curto

Le opere di Ester Viapiano, Paolo Leonardo, Valerio Berruti
Un curatore che invita dei giovani artisti a realizzare un intervento site specific all’interno di un museo archeologico corre dei rischi. Il più grave è che gli artisti individuati sulla base, solo “teorica”, dei loro lavori pregressi, quando si trovano di fronte ad uno spazio espositivo molto connotato, che è tutto l’opposto di un white cube, non riescano ad ideare e a mettere “in pratica” un progetto significativo e originale che sappia cogliere il genius loci e a rapportarsi con quegli antichi reperti. Per questa seconda edizione di Gemine Muse a Torino ho tenuto conto di questo fattore e, dopo una survey fatta su tutto il territorio piemontese, la scelta è caduta su tre nomi che pur essendo giovani avevano già maturato la giusta esperienza per confrontarsi con un museo così importante dove sono conservati i monumenti più antichi della storia di Torino e del suo territorio dall’epoca preistorica all’età Romana, per giungere sino al Medioevo.
Valerio Berruti propone due grandi affreschi su tela che raffigurano una famiglia di visitatori, gli Spectatores, fermi in estasiata ammirazione davanti alle “Statue degli imperatori romani”. Ester Viapiano ha realizzato con delle semplici spugne un tappeto-installazione che cita un elemento decorativo in marmo a forma di nodo di Salomone presente nel museo, e ha poi disseminato in varie sale anche dei “reperti” - tazze, stoviglie, oggetti – costruiti prendendo spunto da oggetti ritrovati nelle Necropoli golasecchiane, utilizzando della semplice tela bianca inamidata con zucchero, in modo da simboleggiare il congelamento generato dallo scorrere del tempo anche sulle cose più fragili. Paolo Leonardo propone le immagini ingigantite a poster dell’Acrolito di Alba, e dà estrema rilevanza alla splendida testa in marmo bianco, campendo di rosso carminio, pompeiano, tutto lo spazio intorno al volto, fino a rendere quest’antico capolavoro un’opera metafisica e post-dechirichiana.

Ester Viapiano è nata nel 1973 a Torino, dove vive e lavora. E’ diplomata in Scultura presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. Lavora con la galleria Artandarts di Torino. Ha realizzato mostre personali e collettive curate da Guido Curto, Olga Gambari, Ivana Mulatero, Riccardo Passoni, Maria Teresa Roberto, Gabi Scardi.

Paolo Leonardo è nato nel 1973 a Torino dove vive e lavora. Ha come gallerie di riferimento Bagnai di Firenze, The Flying Cow Projects di Bruxelles e la ES di Torino. Ha un fitto curriculm di mostre personali e collettive curate da Luca Beatrice, Guido Curto, Alberto Fiz, Alessandro Riva, Maria Teresa Roberto.

Valerio Berruti è nato nel 1977 ad Alba, vive e lavora a Verduno (CN). Lavora con le gallerie SpiraleArte di Milano, Artandarts di Torino, 41 artecontemporanea di Torino. Nel suo curriculum troviamo numerose mostre personali e collettive curate da Luca Beatrice, Guido Curto, Olga Gambari, Chiara Guidi, Alessandro Riva, Maurizio Sciaccaluga.







Chiara Bobbio / Francesca Ponzetto
Segreteria Organizzativa GEMINE MUSE 2003
tel. 011.4430034 - 32 / fax 011.4430033
e-mail: chiara.bobbio@giovaniartisti.it
Via Maria Vittoria 18 - 10123 TORINO