Paolo Mussat Sartor / Dettaglio evento





‘A proposito di Alighiero’ – Omaggio a Boetti

Dal giovedì 18 settembre 2003
al sabato 08 novembre 2003

Comunicato stampa evento: ‘A proposito di Alighiero’ – Omaggio a Boetti

La collettiva “A proposito di Alighiero” intende rendere omaggio alla figura di Alighiero Boetti (1940-1994), alle soglie del decennale della sua scomparsa.
Attraverso le sue stesse opere (una selezione di autoritratti e lavori particolarmente autoreferenziali, come l’arazzo “Fuso, ma non Confuso” ) ed attraverso la preziosa testimonianza di amici artisti e fotografi che lo hanno frequentato nella vita quotidiana o accompagnato nei lunghi viaggi che amava compiere, la mostra intende tratteggiare alcune linee essenziali della personalità di Boetti.
E’ dunque il tentativo di organizzare un ritratto possibile dell’uomo Boetti, ancor prima che dell’artista, attraverso un mosaico di minute tessere eterogenee, ognuna scintillante e rivelatrice, in qualche modo, di una intima verità dell’animo dell’artista.
La coincidenza tra vita ed arte, il nomadismo culturale oscillante fra Oriente e Occidente, l’amore per geometrie,date, alfabeti e colori, la passione per l’alchimia letteraria ed il concetto filosofico, il rapporto con la musica e gli strumenti, la sua disponibilità umana e socievolezza a fronte di una profonda solitudine interiore….
Ecco dunque Boetti che tiene per mano Alighiero, il suo doppio, mentre ci viene incontro nel simbolico bianconero di Paolo Mussat Sartor (Gemelli,1968) poi ripreso nella recente rielaborazione con spilli su tela bianca di grande formato, da Nicus Lucà, che ne propone una lacerante separazione. E ancora l’artista che, dinanzi al suo elenco di compagni di strada, indicandone il nome, mima per ognuno di essi un’espressione diversa in una serrata sequenza di piccoli fotogrammi (Manifesto 1967/1972 - P. Mussat Sartor). E poi Boetti, instancabile viaggiatore della mente e dei luoghi, nell’inedita serie di 4 immagini b/n commissionate a 4 fotografi ambulanti in Guatemala nel 1974, che lo raffigurano con la popolazione locale in un ennesimo tentativo di “autoritrarsi”, e successivamente, durante un viaggio in auto nel deserto verso l’Atlantico (Marocco 1982), negli intensi ritratti e nell’evocativa installazione di Isabella Gherardi, costruita intorno al ricorrente, quasi ossessivo, motivo della scacchiera. Infine il ricordo affettuoso di Boetti si proietta nel futuro attraverso l’omaggio di Maurizio Galimberti, virtuoso della manipolazione fotografica, in un caleidoscopico collage/frottage di Polaroid (1/31 Gennaio 2010).