Paolo Radi

Paolo Radi
Nato a: Roma Italia

Paolo Radi / Dettaglio evento

Nato a: Roma Italia

Gino De Dominicis | Paolo Radi - Vuoto a Rendere

LAC - Libera Arte Contemporanea

Sede Via del Teatro Pace 3 - Piazza Navona, Roma 00186
Altre informazioni Tel +39 06 68301685 | info@liberaartecontemporanea.it | http://www.liberaartecontemporanea.it/

Data di apertura venerdì 30 novembre 2007
Data di chiusura domenica 30 dicembre 2007

Orari:
martedì-sabato, ore 16.00-20.00; mattina su appuntamento
Gli artisti correlati Gino De Dominicis, Paolo Radi

Comunicato della mostra : Gino De Dominicis | Paolo Radi - Vuoto a Rendere

a cura di Alessio Verzenassi

Inaugurazione: venerdì 30 novembre 2007, ore 18:00.
Luogo di presentazione: galleria LIBERA Arte Contemporanea, via del Teatro Pace 3, Roma
Gallerista: Elisabetta Remondi

Testo in catalogo: Alessio Verzenassi.
Contatti: 06/ 68301685
info@liberaartecontemporanea.it http://www.liberaartecontemporanea.it

L’esibizione personale di Paolo Radi titolata Vuoto a rendere, apre l’ufficiale stagione espositiva della galleria LIBERA Arte Contemporanea. L’artista propone al pubblico quattro opere inedite, che si misurano da un lato con le caratteristiche dello spazio espositivo, dall’altro con un’opera del maestro Gino de Dominicis. Con quest’ultimo l’artista stipula un dialogo fondato sugli aspetti comuni delle relative ricerche: il senso dello spazio, del vuoto, delle distanza. In parole succinte, è la condizione di uno stato precario a legare i due linguaggi. Ma senza per ciò sottendere ad emulazioni espressive; i due artisti hanno identità ben distinte e percorsi generazionali diversi, in tutta evidenza. Questa esibizione personale esordisce un ciclo di quattro mostre, ciascuna dialogante con un’opera di un maestro acclarato dalla storiografia ufficiale e tutti i lavori sono riprodotti a colori in un unico catalogo presente in galleria. Alessio Verzenassi, curatore della stagione espositiva della L.A.C., così si esprime nel testo critico redatto per questa circostanza : “(…)E’ l’interesse per quella terra di mezzo posta tra onnipresenza e vuoto, ambito del possibile, che porta senso all’accostamento fra la ricerca di Radi e quella del maestro De Dominicis, raccordandoli. E lo stato analogo si acclara non di certo sotto il profilo iconografico o formale, assolutamente, bensì nella finalità del compito, nel senso dominante del testo espressivo; vale a dire, nella necessità privata d’internare l’enigma e il dubitativo nel cuore della comunicazione estatica. E solo in tale accezione l’accoppiamento risulta plausibile, clinico, assennato.(…)”.