Pascale Marthine Tayou / Documentazione

Nato a: Yaoundé Camerun



Nonostante la giovane età il lavoro dell’artista camerunense Pascale Marthine Tayou ha già ottenuto pieno consenso della critica: nel 2002 è invitato ad esporre alla Documenta XI di Kassel, alla Biennale di San Paolo e al Palais de Tokyo. Nell’anno successivo, si riconferma una delle figure di maggior rilievo del panorama artistico internazionale partecipando alla 8° Biennale di Istanbul, alla mostra inaugurale del Mori Museum di Tokyo e alla Biennale di Scultura di Munster.
Nativo di Yaoundé (1967) vive attualmente a Gent pur non nascondendo, a tutt’oggi, una natura incline al nomadismo tanto da paragonare la sua personalità ad un oggetto che spesso usa nelle sue installazioni: “io sono un sacchetto di plastica, pieno e vuoto allo stesso tempo… è un oggetto in permanente transito, in movimento verso altre destinazioni… è un elemento popolare che appartiene a tutto il mondo, attraversa le frontiere, è qualcosa di universale nella sua utilità e nella sua inutilità”. Per quanto in dialogo con il mondo le opere di Tayou raccontano la sua storia e così, dai video alle installazioni, è sempre forte il richiamo alla cultura africana, alle tradizioni, alla famiglia come appare evidente anche nell’opera realizzata recentemente per il MACRO di Roma dove, diretta e indiretta, protagonista è proprio la madre.
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