Piero Dorazio / Dettaglio evento

Nato a: Roma Italia



Comunicato stampa evento: MULTIPLUS

a cura di Ada Lombardi

Il 14 luglio 2007 alle ore 19,00 si inaugura presso la piccola hall del Ristorante Albergo Vinicio nell’ incantevole cornice diAnsedonia (Argentario) la mostra “MULTIPLUS” che vedrà riunite in esposizione rare edizioni di opere grafiche di Maestri che hanno notevolmente contribuito alla scrittura della Storia dell’ Arte italiana ed internazionale più recente :

Carla Accardi, Vincenzo Agnetti, Giovanni Albanese, Giovanni Anselmo, Enrico Castellani, Mario Ceroli, EnzoCucchi, Gino De Dominicis, Piero Dorazio, Joseph Kosuth, Mario Lamorgese, Felice Levini, Sol LeWitt, H H Lim, Fabio Mauri, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Vettor Pisani, Emilio Prini, Man Ray, Aldo Rossi, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Marco Tirelli e Giulio Turcato.

Dal Dadaismo al Gruppo Azimuth, dal Gruppo Forma all’ architettura neo e post moderna, dall’ Arte Povera ai Concettuali, dalla Transavanguardia ai Nuovi Nuovi fino alla generazione esordita negli anni novanta, la selezione di queste opere ricopre idealmente oltre quaranta anni di vicissitudini artistiche con rare edizioni realizzate dai primi anni ’60 fino ai giorni nostri :

reperti storici dunque nella maggior parte dei casi ampiamente pubblicati e catalogati finanche esposti alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia.

La mostra che verrà introdotta da un saggio critico curato da Ada Lombardi si protrarrà sino al 5 agosto 2007 incluso.

Multiplus
Per un breve percorso espositivo

La serialità fin dai tempi a noi più remoti, è sempre stata motivo di condivisione e ricerca, laddove per differenti vicissitudini legate alle varie funzioni del multiplo stesso, sia inteso come strumento di lavoro o di divulgazione, ancor prima più strettamente connesso alle primarie evoluzioni tecnologiche per costruire elementi di offesa utili alla caccia o per il predominio sul territorio o successivamente per il conio di monete, la nostra stessa storia si è sviluppata attraverso l’ ottimizzazione di uno standard sempre più globale : l’oggetto in serie.
In Arte, con alterna frequenza, assistiamo alla definitiva affermazione di questo “medium” solo a seguito del ‘500, con le affinazioni delle tecniche dell’ incisione, cui molti artisti nei decenni a seguire si sono prodigati per lasciarci testimonianze e memorie inerenti architetture, assonometrie, allegorie e vedute, forme urbis, raffigurazioni di templi e monumenti, altrimenti stravolti se non addirittura cancellati dallo scorrere del tempo.
Ma è nei primi decenni del secolo appena trascorso, anche a seguito della consacrazione della fotografia e del cinema poi, che le tecniche seriali trovano una naturale elevazione a vere e proprie opere d’ Arte :
se pensassimo al genio di Marcel Duchamp e al movimento Dada e ad un altro dei suoi esponenti fondanti come Man Ray che della “serie” ne fece un eccellenza con i suoi rayograph o agli object cadeau tirati finanche a 5000 esemplari oppure ben dopo, al gruppo milanese costituitosi sulla fine degli anni ’50 denominato Azimuth con Vincenzo Agnetti, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana e Piero Manzoni (autore delle celeberrime scatolette contenenti merda d’ artista) od anche alla Pop Art con Andy Wharol e al suo alter ego europeo Mario Schifano, la serialità, il multiplo, la sequenzialità divengono esse stesse veicolo e valore linguistico oltre la mera rappresentazione del prodotto standard che sia esso un paradossale ferro da stiro, una nota marca di pomodoro o una globale bevanda di massa o appunto, una scatoletta standard di autentico (soggettivo) prodotto d’ artista. L’intersecazione e la moltiplicazione comunicativa tra i media, tra i giornali, i news magazine, la televisione (ed ora internet) il confluire delle notizie in contemporanea, il bombardamento dei messaggi pubblicitari, ha ovviamente generato una evoluzione nei processi e nei procedimenti dell’ Arte contemporanea (ed anche in tutte le altre discipline come la musica, il teatro o nella ricerca scientifica) decretando qualcosa che potremmo definire “ripetitivo in sequenza” con varianti costanti ma progressive nel contempo.
Sulla fine dei ’60 il giovane Joseph Kosuth, protagonista dell’ Arte Concettuale, esponeva le proprie teorie scritte, utilizzando le affissioni di enorme formato nel cuore pulsante della città di New York, mentre Gino De Domincis (che ricorderete per aver scandalosamente esposto un vero handicappato alla Biennale di Venezia) ha prodotto pochissimi multipli, sempre nel 1972, quello in mostra, in 300 esemplari, e in seguito un altro, di tiratura 100, dove la ripetizione della piccola testa, crea un cerchio perfetto. De Dominicis espose queste due opere grafiche anche alla Biennale di Venezia e al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Ci sarebbe da aggiungere che l’ ‘artista negli ultimi anni della sua vita, ha strenuamente tentato di recuperare tutta la tiratura alfine di eliminarla dal mercato, riuscendo in larga parte negli intenti.
Sempre sulla fine dei ’60 nel nordovest italiano prendeva vita un grande movimento internazionale di pensiero e di Arte, che muoveva i propri passi dalla sperimentazione teatrale : l’Arte Povera.
Con Emilio Prini naturale anello di congiunzione tra la stessa Arte Povera e l’ Arte Concettuale, con le sue prove di introspezione standard, così come Giovanni Anselmo e Giulio Paolini per altri versi e con altri insigni protagonisti di questo movimento come Jannis Kounellis, Mario Merz, Penone, Pistoletto, Zorio etc. si affermava oltretutto una connotazione anche politica del fare Arte. A monte, negli anni ’50, una nutrita schiera di artisti che aveva vissuto il dramma del secondo conflitto mondiale, prese posizione contro le direttive del realismo socialista e dalla figurazione indottrinata dettata dall’ allora Partito Comunista Italiano costituendo un grande movimento inneggiante all’astrattismo come Forma 1 che vide tra i sottoscrittori Antonio Sanfilippo, Piero Dorazio, Achille Perilli etc. Giulio Turcato e Carla Accardi. Quest’ ultima in particolare, ha vissuto una felice evoluzione che ha molto tenuto in considerazione le influenze e le teorie dei movimenti succedanei talora innovandoli, intersecando inoltre altri intenti che muovono da lontano come l’ opera di Sol LeWitt.
Questo per affermare, che ogni gruppo, ogni movimento ogni scuola di pensiero è strettamente connessa se non addirittura commista l’una all’altra creando storicamente una sorta di concatenazione permanente che si evolve ri-generando se stessa attraverso nuovi talenti attraverso gli impulsi e le evoluzioni progressive del tempo contemporaneo.
In questo senso non possiamo tralasciare, alfine di completare il quadro storico, un movimento dei ’60 come il Nouveau Realism, i suoi protagonisti da Jean Tinguely a Niky de Saint Phalle da Arman a Cesar a Mimmo Rotella ed altri.
Oggetto non Oggetto, questa la diatriba, questo il dibattito, questo il solco tracciato nel secolo appena trascorso. Se dai ’60 in Mario Ceroli convergono gli stilemi visuali e sequenziali ruotanti attorno alla figura umana, al suo habitat alla sua dimensione mentale, Fabio Mauri muove dalle dinamiche di una rivisitazione storica dei drammi della modernità adducendo ad una analisi intimista del comportamento, laddove si contrapporranno poi, le performance inneggianti al paradosso nell’ iconografia del mito nel “duchampiano” Vettor Pisani.
Finendo gli anni ’70 si affermeranno in Europa le teorie di un ritorno all’ ordine attraverso la Transavanguardia, con il riappropriarsi dei mezzi ed i supporti classici dell’ Arte: pennello, tela e ovviamente il disegno, l’incisione, la litografia, la serigrafia, cui tra i massimi artefici va collocato Enzo Cucchi mentre in architettura una nuova corrente post-moderna nasceva dalla matita e dal genio di Aldo Rossi.
Nel gruppo dei Nuovi-Nuovi con Luigi Ontani prima e Felice Levini poi, si concentreranno e si evolveranno a loro volta gran parte delle confluenze generatesi nei decenni precedenti.
Negli ’80 Marco Tirelli è tra i fondatori della Nuova Scuola Romana oramai consacrata internazionalmente mentre nel decennio successivo emergeranno l’artista cino-malese H.H. Lim, l’eclettico Giovanni Albanese e concludendo la selezione Mario Lamorgese per un quadro generale di celebrazione del multiplo che rimane un necessario momento di condivisione, ancor più attuale con l’ avvento dell’ informatizzazione e della multi medialità.

A cura di
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Inaugurazione: sabato 14 luglio 2007, alle ore 19.00