Piero Manzoni / Dettaglio evento





ON STAGE 3: monocromia

Dal lunedì 12 novembre 2007
al domenica 10 agosto 2008

Comunicato stampa evento: ON STAGE 3: monocromia

La monocromia racchiude in sé alcune tra le tematiche più significative dell’arte moderna occidentale – le sue aspirazioni spirituali più elevate, il suo sogno di un avvenire utopico, ma anche l’irrazionalità e la follia.

La pittura monocroma, priva di figure e costituita unicamente dallo sfondo, è legata alla tradizione del sublime: l’immensità della natura che sovrasta e pervade l’individuo è tematizzata nei dipinti di pittori romantici come Jean-Honoré Fragonard e Caspar David Friedrich. Il fascino per il sublime fa scomparire progressivamente la figura a favore nello sfondo: nel XX secolo tale processo trova il suo culmine nella superficie monocroma, nello sfondo puro. Fondamentali per quest’epoca sono le Composizioni Suprematiste di Kazimir Malevic: per l’artista la pittura bianca è una via d’accesso all’infinito, a una realtà al di là di ogni forma.
All’indomani della seconda guerra mondiale, l’anelito ad andare oltre la forma diventa una delle tematiche più importanti della pittura. Il francese Yves Klein mostra per la prima volta i suoi monocromi blu a Londra nel 1951 e nello stesso anno l’americano Robert Rauschenberg espone i suoi monocromi bianchi. Per l’italiano Lucio Fontana, che tra il 1959 e il 1969 produce centinaia di tele monocrome, il colore puro è funzionale alla volontà di attraversare la superficie pittorica e raggiungere lo spazio puro, l’immaterialità.
L’azzeramento della tradizione attraverso l’acquisizione del monocromo e del rilievo come uniche forme compositive possibili accomuna diversi artisti riuniti attorno alla rivista Azimuth - come Enrico Castellani, Piero Manzoni e Dadamaino, e altri come Turi Simeti e Agostino Bonalumi.
L’idea della smaterializzazione dell’arte è particolarmente forte in Germania, dove dal 1957 gli artisti del Gruppo Zero - Otto Piene, Heinz Mack e Günther Uecker - parlano di “una liberazione del colore”, di una “sensibilità spirituale della superficie”. Il nome Zero vuole indicare “una zona di silenzio e di possibilità pure per un nuovo inizio”.
Gli artisti delle generazioni successive non hanno più parlato di un colore che si apre sull’infinito, ma si sono per lo più confrontati con le possibilità formali della monocromia. Tra questi ritroviamo l’austriaco Hellmut Bruch, ma anche l’altoatesino Peter Fellin.
Negli anni Settanta-Ottanta la monocromia ha conosciuto una diffusione quasi universale ed è divenuta un elemento base del vocabolario dell’arte contemporan

Sequenza espositiva

Enrico Castellani, 12.11.07 – 09.12.07
Heinz Mack, 10.12.07 – 13.01.08
Dadamaino, 14.01.08 – 10.02.08
Hellmut Bruch, 11.02.08 – 09.03.08
Mario Schifano, 10.03.08 – 13.04.08
Peter Fellin, 14.04.08 – 11.05.08
Agostino Bonalumi, 12.05.08 – 08.06.08
Piero Manzoni, 09.06.08 – 13.07.08
Turi Simeti, 14.07.08 – 10.08.08

Museion - Museo d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Sernesi 1
Bolzano
info@museion.it
http://www.museion.it