Renato Barisani / Documentazione
Nato a: Napoli
Italia
BIOGRAFIA ESSENZIALE DI RENATO BARISANI (aggiornata al 2000)
Renato Barisani nasce a Napoli nel 1918. Diplomatosi in scultura nel 1938 presso l'Istituto d'Arte di Napoli, vince la borsa di studio "Filippo Palizzi" che gli consente di accedere al corso di perfezionamento, della durata di due anni, all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza (I.S.I.A.), presso cui si diploma dopo aver frequentato í corsi di P. Semenghini, G. Pagano, A. Pica e M. Marini. Nel 1940 vince ai Prelittorali dell'arte il primo premio per la scultura e per il bassorilievo. Tornato a Napoli, compie gli studi di scultura presso l'Accademia di Belle Arti. Nel 1941 consegue il primo premio (ex aequo con Bisanzio) per la scultura a bassorilievo e nel 1942 vince la borsa di studio "Vincenzo Gemito" con il lavoro Rematore. Dal 1946 al 1956 insegna materie artistiche al Liceo Artistico di Napoli. Nel 1948 espone alla Quadriennale d'Arte di Roma e nel 1949 aderisce al Gruppo Sud partecipando alle mostre alla Galleria Blu di Prussia a Napoli. Dissociatosi dal Gruppo Sud, nel 1950 costituisce assieme a Renato De Fusco, Guido Tatafiore e Antonio Venditti il Gruppo Napoletano Arte Concreta che si muove nell'ambito di una ricerca astratta di respiro internazionale.
Nel 1951 partecipa alla mostra Arte Astratta e Concreta in Italia alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, alle collettive di Montecarlo, di Milano e di Firenze. L'anno seguente espone alla prima mostra del gruppo concretista napoletano presso la Galleria Blu di Prussia di Napoli. Dal 1953 al 1957 partecipa alle attività del M.A.C. milanese ed è presente con opere di scultura e di pittura alle esposizioni organizzate dal gruppo in tutta Italia.
Nel 1954 il Gruppo Napoletano Arte Concreta espone alla Galleria Medea di Napoli dove Barisani propone gli esiti più recenti della sua ricerca, fra cui alcune strutture composte da sagome di legno dipinto o da esili tubi in tondino di ferro o di legno disposte per piani ad incastro ortogonale. In questa occasione viene pubblicato il manifesto del gruppo perché arte concreta poi raccolto nei "Documenti d'arte d'oggi".
Dal 1954 Barisani sperimenta nuovi materiali, utilizzando il perspex e i plexiglas con fili di ferro. Alcuni lavori, così realizzati, vengono presentati alla Mostra Nazionale d'Arte non oggettiva alla Galleria Numero di Firenze nel 1954 e alla Mostra del Gruppo Espace (di cui Barisani era membro) alla Galleria del Fiore a Milano nel 1955. Nello stesso anno partecipa alla mostra Le arti plastiche e civiltà meccanica alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
Contemporaneamente l'artista rivolge la sua attenzione al problema dell'architettura realizzando a Napoli la decorazione di due Caffè in Piazza Dante (1952 e 1954) e di un Bar in Piazza Municipio.
Negli stessi anni inizia ad occuparsi di design: progetta ed esegue una serie di gonne dipinte (1953-1954) interessandosi anche, dal 1957, alla progettazione di gioielli.
Nel 1954 intraprende la sua ricerca sui fotogrammi che, a fasi alterne, si riproporrà anche nei decenni successivi.
Nella seconda metà degli anni Cinquanta l'artista inserisce nelle sue opere materiali legati al territorio (lapilli, sabbie vulcaniche, conchiglie) ed oggetti meccanici (ingranaggi, ruote, frammenti metallici).
Alcuni di questi lavori vengono esposti nel 1957 alla I Rassegna Nazionale di Arte Concreta alla Galleria Schettini di Milano organizzata dal M.A.C., nel 1958 alla mostra Nuove tendenze dell'arte italiana organizzata dalla Fondazione Roma-New York a Roma e, nello stesso anno, alle personali tenutesi alla Galleria Minerva a Napoli e all'Attico a Roma mentre è del 1961 la personale alla Galleria San Carlo.
Nel 1962 Barisani partecipa alla XXXI Biennale di Venezia presentando un gruppo di quadri in cui campeggiano relitti di oggetti trovati e, nello stesso anno, è vincitore del Premio Sicilia Industria a Palermo e, con l'opera Fascia dorata, riceve la medaglia d’argento al Premio Internazionale Svizzero di Pittura Astratta della Nuova Scuola Europea di Losanna, fondata da George Kasper, e di cui Barisani fece parte. Nel 1963 partecipa alla V Biennale d'Arte Contemporanea di San Benedetto del Tronto dove vince il primo premio. Dal 1964 Barisani rinnova il suo interesse per il design dedicandosi alla decorazione della ceramica. Nel 1969 ottiene a Modena il secondo premio nel concorso Ceramica Grandecoro per una piastrella decorata per pavimentazione ed è ancora un secondo premio quello che ottiene a Gubbio nella V Biennale del metallo.
Alla fine degli anni '60 Barisani realizza lavori in formica e legno e in plexiglas mentre è a partire dai primi anni '70 che inizia a impiegare il neon per costruire cubi luminosi. A questa nuova ricerca sulla luce si lega l'installazione di un grande oggetto luminoso realizzata in Piazza Carità a Napoli nel Natale del 1970.
Nel 1972 partecipa alla XXXVI Biennale di Venezia esponendo nella sezione grafica.
Dal 1975 aderisce al gruppo napoletano Geometria e Ricerca di cui fanno parte Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero, Riccardo Riccini, Guido Tatafiore, Giuseppe Testa, Riccardo Trapani.
Nel 1977 gli viene dedicata la prima importante antologica al Museo di Villa Pignatelli di Napoli dove vengono esposte opere realizzate dal 1940 al 1975. Si tratta di un percorso che, partendo dalle sculture giovani ancora legate ad un linguaggio di matrice accademica, documenta i lavori del periodo del M.A.C, i primi fotogrammi, le esperienze degli anni Sessanta ed i cubi luminosi.
Nel 1978 ottiene la cattedra di design all'Accademia di Belle Arti di Napoli dove insegnerà fino al 1984.
Nel corso degli anni '80 Barisani prosegue la sua sperimentazione di tecniche e materiali utilizzando colori ad olio, spray, acquerello, pastelli, vinavil, legno, formica, carte e cartoni, fotocopie, sagome di legno con cui realizza i collages che segnano la sua attività lungo tutto il decennio.
Nel 1984, presso lo studio dell'architetto Squillante, Barisani espone il plastico e alcune serigrafie di una scultura, mai realizzata, da collocare all'esterno di un edificio scolastico progettato dall'architetto napoletano ai Colli Aminei. Nel 1986 partecipa alla XI Quadriennale di Roma con opere come Solchi nella calma, Corrosione drammatica, Avvenimento imprevisto, mentre alla Galleria “II Campo” di Cava dei Tirreni (SA) presenta un ciclo di collages su carta.
Nel 1991 una mostra personale a San Severo propone i disegni realizzati dal 1940 al 1990 e, nello stesso anno, allo Studio Morra vengono esposte le sculture in legno, ferro e carta create tra il 1980 e il 1990.
Nel 1993 gli viene conferito un prestigioso riconoscimento dalla Krasner Foundation di New York con l'assegnazione del premio Pollock.
Nello stesso anno a Palazzo Fazio di Capua viene organizzata una mostra che documenta la fase più recente della ricerca di Barisani: in esposizione opere come Tufo e Rottura, in cui Barisani si serve di fondi ottenuti con impasti di colore e vinavil e l'uso di carte, mentre nucleo centrale dell'itinerario della mostra è la scultura Percorso ritrovato.
Dal 1996 si dedica alla realizzazione di mosaici partecipando con un grande pannello alla rassegna Artinmosaico organizzata presso le Scuderie del Palazzo Reale di Napoli. L'anno successivo, ancora nelle Scuderie del Palazzo Reale di Napoli, espone alla mostra Artinceramica alcuni moduli per mattonella realizzati a Vietri sul Mare.
Nel 1998 progetta due stendardi in occasione della prima rassegna Bandiere di maggio in Piazza del Plebiscito a Napoli.
Nel 1999 presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli vengono presentati i fotogrammi realizzati dal 1954 al 1997. La mostra evidenzia le diverse fasi della sperimentazione compiuta da Barisani che, partito dal gioco della trasparenza delle forme, nei fotogrammi della metà degli anni '50, giunge all'evidenza geometrica delle stesse.
Recentemente ha realizzato due progetti (una scultura in ferro e un pannello in mosaico) destinati alla nuova metropolitana di Napoli.
Nel 2000 la città di Napoli gli dedica una grande mostra personale antologica in Castel dell’Ovo, con opere dal 1950.
Le opere di Renato Barisani sono presenti in numerose collezioni in Italia e all’estero e nelle raccolte delle seguenti Istituzioni pubbliche italiane:
Museo Revoltella di Trieste; Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Termoli; Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma; Galleria Civica d'Arte Moderna di Bologna; Museo di Gibellina, Trapani; Galleria Comunale d'Arte Moderna di Rieti; Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino; Galleria Civica d'Arte Moderna di Gallarate; Galleria Comunale di Torre Pellice; Galleria Civica d'Arte moderna di Verona; Galleria Comunale d'Arte Moderna di Macerata; Galleria d'Arte Moderna "Villa Guinigi" di Lucca; Museo Giulio Bargellini di Pieve di Cento; Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli; Museo all'aperto, Ripe San Ginesio.
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