Some people è un punto di vista - tra i tanti possibili - sulla società contemporanea e sulla gente che la popola. Uno spaccato che non pretende di descrivere l’umanità nel suo complesso, ma semplicemente alludere ad una parte di essa. Quella a noi più nota e a noi più vicina e vuole farlo attraverso uno sguardo assolutamente attuale, quello della più nota fotografia contemporanea.
Persone che camminano per la strada, persone che ballano, persone che crescono, che cambiano, si travestono. Persone che si raccontano. Aveva iniziato Luigi Ghirri, a descrivere un’Italia connotata da una silente e sottile trasformazione - economica prima e culturale poi - con uno sguardo dimesso, discreto, con uno sguardo intenzionalmente ‘qualunque’ e proprio lui aveva parlato del paesaggio dicendo che esso “non è là dove finisce la natura e inizia l’artificiale, ma una zona di passaggio non delimitabile geograficamente, ma più un luogo del nostro tempo, la nostra cifra epocale.” Oggi il paesaggio è diventato sostanzialmente “paesaggio umano”. Non più esclusivamente luoghi e segni a rappresentare l’uomo e i suoi cambiamenti, ma l’uomo stesso a parlare di sé. La gente, dunque, a descrivere un mondo che continua a cambiare e a crescere.
Lo testimoniano tutti i fotografi in mostra a partire da Philip-Lorca diCorcia che, nella sua serie Streetwork, esegue ritratti di strada illuminando i passanti con luci stroboscopiche e isolandoli dal loro contesto; le persone fotografate si trasformano in attori inconsapevoli sul palcoscenico del mondo. Jitka Hanzlova nella sua serie Female ferma donne per la strada tra i 13 e i 50 anni, incontrate per caso, chiedendo loro solo il nome ed indagandone l’individualità. Rineke Dijkstra racconta l’adolescenza e i suoi cambiamenti fotografando una ragazzina a differenti età e ancora – in mostra - i noti ritratti di Thomas Ruff e le celebri folle di Thomas Struth. Il fotografo giapponese Yasumasa Morimura si traveste e si fotografa, diventa Marilyn Monroe e Marlene Dietrich: la persona diventa personaggio. A volte solo perché è fotografata. Come le giovani lap dancer di Luigi Gariglio, emblemi contemporanei nel mezzo di una folla indistinta, o i carcerati prigionieri di sé di Marco Delogu… “Some people” è un punto di vista - tra i tanti possibili - sulla società contemporanea e sulla gente che la popola. Uno spaccato che non pretende di descrivere l’umanità nel suo complesso, ma semplicemente alludere ad una parte di essa. Quella a noi più nota e a noi più vicina e vuole farlo attraverso uno sguardo assolutamente attuale, quello della più nota fotografia contemporanea.
La mostra sarà visibile dal 6 aprile al 31 maggio 2006
Vernissage mercoledì 5 aprile, dalle ore 18.30
Nepente Art Gallery
Via Volta 15
20121, Milano
info: +39 02 29008422
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