F.I.S.Co. - 6° Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo
venerdi 21 aprile
GAM Galleria d'Arte Moderna
h 22.00
Jonathan Burrows/Matteo Fargion (UK)
The Quiet Dance
(prima italiana)
+
dalle h 20.30 alle h 24.00
Mette Edvardsen – Stills (N), Robin Rhode – Microphone (SouthAfrica)
Éduard Levé - Rugby (F), Kinkaleri – Stadium (I), Absalon - videoworks (Israel)
(video-installazioni)
Fabrica Features
ciclo continuo
Robin Rhode - Air Guitar (SouthAfrica)
(video-installazione)
Venerdi 21 aprile si apre alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna la 6a edizione del Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo, dal titolo Figura N°, con la performance The Quiet Dance del duo Jonathan Burrows/Matteo Fargion (alle 22.00), preceduta dalle video-installazioni di Mette Edvardsen Stills, di Robin Rhode Microphone, di Éduard Levé Rugby, di Kinkaleri Stadium e dalla retrospettiva video sull'artista israeliano Absalon (visitabili dalle 20.30). Parallelamente nel centro della città, Fabrica Features, accoglie per tutta la durata del
http://festival la video-installazione Air Guitar del sudafricano Robin Rhode (a ciclo continuo).
F.I.S.Co. presenta le realtà più rappresentative di quella zona di convergenza esistente fra le arti contemporanee: danza, arti visive, teatro, performance, dando spazio a esperienze di punta della ricerca internazionale più avanzata. Nelle diverse opere che Figura N° propone in questa edizione, lo Spettacolo Contemporaneo si presenta come un progetto di decostruzione in cui l'arte prende le distanze da se stessa e invita lo spettatore a proiettare racconti fantasmatici. L’area di indagine affrontata è quella della figuralità nelle arti sceniche: 'tableaux vivants' che vivono in una zona di enigma tra bidimensionale e tridimensionale, provocando un appiattimento temporale.
Il programma del festival propone un insieme di opere che pongono dei quesiti sulla percezione visiva e sul passaggio del tempo, attraverso il confronto con iconografie e archetipi di oggi. Un teatro post-fotografico o post-pittorico che offre sagome di figure vuote, da riempire secondo il patrimonio di immagini posseduto da ciascun osservatore. Forme figurative dell'astrazione che raccolgono spunti dagli immaginari collettivi (la cronaca e il foto-giornalismo, la storia della pittura, della fotografia, del cinema muto, le leggi comportamentali nello spazio pubblico...) e mettono in moto una sorta di inconscio visivo.
Sono procedimenti che operano per sottrazione o dissoluzione dello spazio percettivo classico. Nei lavori presentati l'immobilità dell'immagine si confronta con lo sguardo mobile dello spettatore generando un movimento della visione e un senso della durata.
Figura N° ospita spettacoli, performance, installazioni, video di: Jonathan Burrows/Matteo Fargion (UK), Stoa - scuola di movimento fisico e filosofico della Socìetas Raffaello Sanzio (I), Compagnie 7273 (CH/F), Loïc Touzé/Latifa Laâbissi>Compagnie 391 (F), Mette Edvardsen (N), Kinkaleri (I), Robin Rhode (South Africa), Absalon (Israel), Édouard Levé (F), Alessandro Bosetti (I/D).
Ad oggi sono state realizzate cinque edizioni di F.I.S.Co.: CORPO SOTTILE (2001), NON IO (arte in mancanza di soggetto) (2002), DOING (2003), YOUR PRIVATE SKY (2004), DEFICIT! (2005) e la pubblicazione del libro CORPO SOTTILE (Ubulibri edizioni, 2003) dedicato alla nuova coreografia europea. Per Figura N° è stato prodotto un catalogo con testi e materiali inediti.
In programma venerdi 21 aprile:
h 22.00 Performance:
(prima italiana)
The Quiet Dance è una performance inclassificabile del duo Jonathan Burrows/Matteo Fargion in cui coreografo e compositore, entrambe in scena, tracciano e cancellano segni fantasmatici per occhi e orecchi esplorando la relazione tra passo e suono. I due propongono un gioco inventato, dalle logiche incomprensibili, davanti al quale si resta confusi ma si inchioda lo sguardo seguendo questa danza 'come se fosse vernice fresca che si asciuga'. Gioco assurdo e disarmante per la mancanza di arroganza di questi due uomini maturi. Una danza artritica in cui si può intravedere Beckett, Nijinski, Gilbert & George, strani rituali o una forma sospesa di umanità.
Per questa performance danno vita a una geometrica coreografia composta sostanzialmente da passi passi passi.. E nella ripetizione perenne si abbozzano piccole variazioni, si disegnano linee, si gioca con la simmetria e con le figure geometriche. Sempre scaturite dalla grammatica del grado zero: una camminata calamitata da terra a terra, una camminata pesante, ma ostinata, anche se in fin dei conti anonima.
Si tratta di una 'tiptografia' ripetuta con poche variazioni: immaginarsi un martello che batte sull'ordine ferreo del codice, la solita goccia sulla pietra che scava con ostinazione solchi irreparabili. Le sequenze di movimenti stilizzati non possono provocare che il brivido di qualche scintilla numerica. Il codice appare in tutta la propria crudezza matematica, ritraendosi nell'algoritmo, nella legge segreta, nell'enigma. Ricorda i celebri video di Samuel Beckett (almeno Quad) ma l'orizzonte si è trasformato in linea orizzontale, il trascendente non c'è più e la scena vuota è scomparsa. Perché non esiste più scena. (Rodolfo Sacchettini)
Jonathan Burrows, danzatore di formazione classica - poi abbandonata - è uno dei più interessanti coreografi inglesi della scena contemporanea. Inizia la carriera nel London Royal Ballet e fonda nel 1988 la propria compagnia firmando parallelamente lavori per il Ballet Frankfurt di William Forsythe, Sylvie Guillem e Jan Ritsema. Il suo lavoro prende in esame la potenzialità e i limiti della danza. Collabora da tempo con il compositore Matteo Fargion (formatosi con Kevin Volans e Howard Skempton) con cui studia i rapporti di reciprocità tra danza e musica elaborando un linguaggio coreografico-musicale minimale. Assieme hanno realizzato Both Sitting Duet presentato in tutto il mondo e vincitore del New York dance and performance 'Bessie' Award 2003.
h 20.30 Installazioni audio/video:
Stills video-installazione della performer norvegese Mette Edvardsen è una riflessione sul tempo e sulla presenza. Consiste in una serie di 12 immagini da 1 minuto (una sorta di 'foto' in video) in cui sono i soggetti ripresi a creare gli 'effetti' e non la tecnologia video. Il lavoro è incentrato sulle ambiguità e le tensioni tra intenzione e azione, sul'idea di durata e resistenza e gioca coi disturbi della percezione ottica. Volevo vedere come si può restituire attraverso questo medium l'esperienza della presenza. Una sorta di 'idea fisica'. (M.E.)
I pezzi della serie fotografica Rugby del fotografo francese Éduard Levé sono ricostruzioni in cui dei modelli reinterpretano scene ispirate a foto di cronaca sportiva con un approccio pittorico. Il risultato è semplice ed ambiguo: tutte le tracce dello sforzo sono sparite; di tutto il movimento e della violenza dei gesti non resta che la composizione, in una moderna pittura rinascimentale. Levé lavora sul paradosso fotografico e sugli immaginari personali e collettivi, tra astrazione e realismo.
Stadium opera video di Kinkaleri che deriva dalla performance realizzata allo Stadio di San Siro per Domus Circular, mostra-evento organizzata dalla rivista Domus nel 2005, documenta gli urli (o atti irresponsabili) di alcuni prescelti dalla folla, che accedono a un microfono al centro del campo. In quell'urlo, nella sua semplice potenza scaricata in pochi secondi, vi è tutto ciò che di umano/inumano, di violento, di costrittivo, di giocoso, di liberatorio può esistere nella città contemporanea.
La retrospettiva video dell'israeliano Absalon, misteriosa figura artistica che ha operato alla fine del xx secolo tra architettura, scultura e suggestioni urbanistiche, propone per la prima volta in Italia rare opere video dei primi anni '90 (Propositions d'habitation, Solutions, Bruits, Bataille, Assassinats). Sfuggenti alle definizioni, le opere di Absalon, rivelano un’immediata relazione con il reale. Le sue forme geometriche dipinte di bianco sono una potenziale forma di resistenza ai codici imposti all’individuo. I suoi oggetti, realizzati in scala uno a uno (le Propositions d’habitation o le Cellules), spazi abitativi ridotti al minimo, sono opere che navigano in una zona temporale a cavallo fra residualità utopica di un passato modernista e proiezione di un futuro sospeso e straniante. I video si presentano come ipotetici test di resistenza per il corpo in movimento dentro le forme architettoniche dei dispositivi spaziali.
Le installazioni video (in origine film super8) dell'artista sudafricano Robin Rhode partono dal disegno di oggetti su pareti, marciapiedi, o altre superfici con cui poi lui stesso interagisce. Il suo corpo entra in contatto con un mondo disegnato, uno spazio artificiale. Le azioni vengono documentate da una serie di scatti fotografici dai quali nascono performance, video animazioni, video e sculture. Lo sfondo è quello della metropoli contemporanea: il mondo della street culture e l'arte della sopravvivenza nelle periferie. Rituali urbani reinterpretati con ironica astrazione concettuale, come i concerti muti delle video-performance Microphone e Air Guitar in cui è il corpo dello stesso Rhode a performare con il disegno.
Per la durata del festival la Biblioteca Sala Borsa (Piazza Nettuno 3) mette a disposizione del pubblico una selezione di testi connessi alle tematiche del festival.
Xing è un network nazionale che progetta, organizza e sostiene eventi, produzioni e pubblicazioni contraddistinti da uno sguardo interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con una particolare attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi linguaggi.
Partners: Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Quartiere Navile, Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Fabrica Features, Fondazione Carisbo, AFAA Association Française d'Action Artistique, Ministère des Affaires Etrangères, Ambasciata di Francia a Roma - BCLA, British Council, Istituto Svizzero di Roma, Hamb. Media partners: Edizioni Zero, Art'o rivista di cultura e politica delle arti sceniche, Parachute, Mouvement, Work, Alias, Il Manifesto, Nero, Città del Capo - radio metropolitana, Radio Città Fujiko.
Luoghi:
GAM Galleria d’Arte Moderna - Piazza Costituzione 3 Bologna
Fabrica Features - Via Rizzoli 8 Bologna
Orari:
apertura cassa e accesso visita installazioni GAM dalle h 20.30
inizio spettacoli h 22.00
servizio bar sulla terrazza
Biglietti:
ingresso unico E 10
abbonamento a 4 spettacoli + installazioni E 32
Xing info:
Via Ca' Selvatica 4/d Bologna tel 051.331099
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Xing press:
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