Chiara Morellato con l’opera: senza titolo
Rosaria Boemi con l’opera: Micro tessiture
L’arte indaga ancora una volta il micro-cosmo e si confronta con le sue possibili interpretazioni. La tendenza all’ultra-piccolo, ultra-piatto e ultra-sofisticato, che già da tempo coinvolge nomi autorevoli del panorama artistico contemporaneo, incuriosisce sempre più anche i giovani artisti, alla ricerca di spazi di dialogo entro cui poter sviscerare la tematica del “micro” e le sue molteplici implicazioni.
Una prova di questo fermento sarà l’inaugurazione, sabato 3 Luglio alle ore 18 a Santa Maria Formosa, nel centro storico di Venezia, della prima edizione della “Microgalleria”, un piccolo pertugio di una casa privata eletto a spazio espositivo per “Micro Opere” create ad hoc per l’evento.
A promuovere la riflessione sul “Micro” ci ha pensato questa volta diad(à)laboratorio: un gruppo di giovani artisti che ha deciso di interrogare, attraverso un concorso, altri giovani artisti, chiamati a fornire la loro personale interpretazione del concetto di “Micro”. Le “Micro opere” pervenute al concorso sono il frutto di una riflessione e ricerca estetica sui concetti di miniatura e di micro, intesi nelle più diverse accezioni: fisica, matematica, filosofica, artistica o tecnologica. Il loro essere “micro” non si identifica necessariamente con l’essere di piccole dimensioni, ma con l’essere “miniaturizzato” in termini di volume espresso in mq, di peso reale in kg, di peso virtuale espresso in byte, o ancora, in termini di costo economico o dispendio energetico.
Gli artisti hanno raccolto la sfida lanciata da diad(à)laboratorio, cercando materiali e accostamenti che potessero esprimere il concetto alla base della loro idea di “Micro”. Così, Matteo Nazzarri, in “Don’t give me a silly advice” utilizza materiali moderni, quali plastica e pvc, per realizzare un omino tanto piccolo da poter essere contenuto in una mano, rapportandolo alle misure abituali e allo spazio circostante. In “Contaminazione” di Chiara Morellato, invece, decine e decine di farfalle, frutto di un piccolo gesto quasi meccanico, invadono pareti e oggetti, confondendo il confine tra micro e macrocosmo e determinando la perdita del concetto di limite e di orizzonte. “Grand Hotel Minerva” del gruppo “Crash in progress”, con le sue cinque stanze abitate ciascuna da un topo e personalizzate dai diversi componenti del gruppo, riflette, infine, sulla condizione umana e in particolare sulla vita nelle metropoli, dove l’individuo è sempre più costretto a spazi abitativi angusti e claustrofobici.
Si tratta di opere che si inseriscono bene, come già detto, nel contesto culturale e produttivo post-moderno, orami abituato a confrontarsi quotidianamente con le micro-misure e la nano-tecnologia. Dispositivi e tecnologie ultra-compatte e ultra-sofisticate, chip sempre più piccoli e al tempo stesso sempre più potenti e precisi, hanno pian piano trasformato il gusto estetico, facendo coincidere il “bello” con il miniaturizzato e compatto.
Anche l’arte ha conosciuto questa contaminazione e si è focalizzata sulla distorsione delle misure, giocando e scherzando al tempo stesso con le dimensioni degli oggetti e dello spazio. Così, per citare alcuni tra i più celebri esempi, Maurizio Cattelan lavora con il “fuori scala”, come in “Micro-Office”, riproducendo in versione micro il quartier generale della McCann & Erickson, o in “Mini Me”, dove rappresenta se stesso in versione “micro”, seduto sullo scaffale di una libreria. E sempre in tema di “micro”, Mimmo Totaro ha ideato “MiniArTextil”, una rassegna internazionale d’arte tessile che si svolge annualmente e in cui gli artisti propongono infinite interpretazioni e varianti tessili, in formato rigorosamente mini.
Vista l’attualità del tema, le “Micro-Opere” pervenute al concorso non potevano essere accolte se non in uno spazio miniaturizzato, diventato per l’occasione la “Micro-Galleria”: 10044,7 millimetri cubici che per tutto il mese di Luglio verranno messi a disposizione dell’arte e della sua fruizione. Uno spazio privato scelto per le sue caratteristiche, per la sua struttura e disposizione; uno spazio suggestivo che diventa pubblico proprio per dare voce alla riflessione in atto. Entrando nella Microgalleria ci si sente come Gulliver, sproporzionati rispetto all’ambiente e impacciati nei movimenti. Lo sguardo rimbalza rapido da una parete all’altra, sfiorando il soffitto e rimanendo impigliato nelle creazioni che vi abitano per l’occasione, rendendolo affollato. Ma con soli due passi è possibile arrivare al giardino pensile costruito sul balcone: un fazzoletto d’erba di mezzo metro quadrato su cui poter riposare lo sguardo. La sensazione che si prova però non è quella di uno spazio claustrofobico, ma di uno a misura d’uomo, in cui tutto sembra accessibile, intimo, adatto al racconto di piccoli segreti, archiviati e custoditi tra le piccole crepe delle pareti.
La Microgalleria si inserisce nell’ambito del progetto Junior, promosso dall’ ”Assessorato alle Politiche Sociali, Volontariato e No Profit e dell’Osservatorio regionale sulla condizione giovanile” della Regione Veneto.
Gli artisti di diad(à)laboratorio offriranno per l’occasione un rinfresco, rigorosamente micro, ed un “microcatalogo” della mostra.
Calendario delle opere esposte alla prima edizione del concorso “Micro Opere per Microgalleria”.
Dal 18 al 31 luglio 2004
Chiara Morellato con l’opera: senza titolo
Rosaria Boemi con l’opera: Micro tessiture
Allegato: un testo visivo in formato pdf che descrive la Microgalleria.
Referente: Chiara Grando Cell. 328.00.19.847
E.mail
chiara.grando@libero.it
www.diadalaboratorio.org