TITOLO: Meridiana Immaginaria
CURATORE: Jacqueline Ceresoli
SEDE: Galleria Eclettica, via Rosolino Pilo, 14 - 20124 Milano
tel 02.2940.0068 -
info@arteclettica.com
PERIODO: 20 novembre 2003 - 24 gennaio 2004
INAUGURAZIONE: giovedì 20 novembre, ore 18,30
ARTISTI: Sandra Krastina - Lituania
Gaetano Fracassio - Italia
Sandro Martini - Siria/origini
Richard Onyango- Kenia
Georges Lilanga - Tanzania
Meridiani che misurano le inclinazioni della creatività
Jacqueline Ceresoli
Tempo, spazio, immaginazioni fluide dal Nord al Sud del mondo, dalla Lituania, alla Tanzania sostano in una galleria di Milano, a pochi passi dal Duomo che accoglie una meridiana che a mezzogiorno attraverso il "foro gnomonico", permettendo al raggio di sole di tracciare sul pavimento un percorso d'ombra, scandendo ore, minuti e secondi di vite fluttuanti in metaspazi in cerca di esperienze estetiche.
In una stanza bianca si possono annullare le distanze: e qui le meridiane sono le immagini appese alle pareti che misurano tempi e spazi della creatività. Per un'istante annulliamo i nomi e luoghi di provenienza degli artisti, e cosa rimane se non le meridiane di luoghi apolidi, quelli che le immagini evocano?
Le meridiane possono indicare l'inclinazione dell'ombra che uno gnomone proietta su di un piano dove appaiono le ore, mentre le opere qui esposte annullano il tempo e lo spazio, visualizzando non l'altitudine, ma l'altritudine dai panorami poetici che creano attesa e suspense nel viaggio dal Nord al Sud del mondo.
Osserviamo le opere esposte come se fossero meridiane orizzontali, verticali, sferiche, cilindriche, scientifici misuratori di spazi trasversali, che dipendono dagli sguardi di chi li osserva. Attenzione perché possono essere anche punti di fuga da prospettive già note; in ogni caso sono ipotesi per evasioni mentali, visualizzazioni dell'effimero sguardo, istantanee oziose e perditempo che mettono a fuoco paesaggi cognitivi e dinamiche dei meccanismi del pensare il tempo.
Krastina, Fracassio, Martini, Onyango, Lilanga, costruiscono meridiane immaginarie, che non misurano il tempo, ma l'alterabilità del pensiero, del tempo e del luogo, oggettivizzando la neutralità dell'immagine e l'astoricità dell'arte. Queste immagini proiettano una meridiana evocativa, amplificando le potenzialità dei linguaggi con l'obiettivo di ristrutturare i percorsi della creatività. Non soffermiamoci su ciò che l'opera rappresenta, ma come l'artista ha scelto di immaginare lo spazio, definendo una scena in cui l'intenzione figurativa passa in secondo piano. Questa è una esegesi della meridiana, qui ripensata come prisma di colori, dall'arbitrarietà segnica. Le immagini non possono fare a meno dello sguardo che le lega alla civiltà, cultura e contesto che le ha generate, qui invece i riferimenti spazio-temporali sono limiti inutili, ci interessa l'astrazione dai luoghi, l'evocazione di un non so dove e perché; affascinanti peregrinazioni creative date come forme d'invenzione per viaggi nella meridiana della fantasia, in cui bello perdersi. Dipingere non è imitare, ma tradurre i luoghi in magia.
UFFICIO STAMPA
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