Sara Scalas / Dettaglio evento
Ifiglidellago
Dal Friday 09 March 2007
al Monday 19 March 2007
Orari: Inaugurazione 9 marzo 2007, ore 21.00
Gli artisti correlati
Alessio Gavinelli, Andrea Cillo, Arò, Carlo Varchetta, Clara Storti, Claudia Maina, Dada, Derek Di Fabio, Ellenica, Fresh, Gabriele Ficchì, Gaetano Muratore, Ino Lucia, Isabella Dovera, Manuele Benaglia, Marta Zappalà, Pedro Podestà, Samuele Roncari, Sara Scalas, Simona Arosio, Simona Belotti, Simone Berrini, Sonia Velluto, Umberto Corni, Umberto Manfredini, Viola & Attila
Comunicato stampa evento: Ifiglidellago
A cura di Viola Serra, Adolfo Castelluccio, Simone Berrini, Andrea Cillo
“I Figli Dellago sfilano silenziosi dai loro giacigli durante la notte, scivolano come tante ombre affamate fino alla porta dell’arte, e lì fluttuano, annegati nei fondali torbidi dell’ispirazione, sospinti da correnti profonde, sedotti e distrutti da ninfe chimiche e assordanti.”
Nei riti di purificazione l’Uomo s’immerge nell’acqua - mare, fiume, lago - seppellito con tutti i peccati riemerge, mondato e pulito di tutto, innocente. E’ una rinascita, è un nuovo inizio. L’artista si specchia nel lago, nell’ago, e non vede in esso il custode dei peccati del mondo, non vede uno scrigno luccicante ed empio; l’artista guarda il lago, l’ago, e riscopre in esso una porta, un varco, un cancello.
Nel suo percorso a ritroso, s’immerge là dove l’Uomo è fuggito, mosso da un desiderio di contaminazione col mondo segreto che oscilla sul fondo. Il lago diventa il varco spirituale che s’insinua nell’Artista contagiandolo con i suoi mondi sommersi. L’ago diventa la breccia che scava nella carne e nel sangue alla ricerca dell’Artista sepolto nell’Uomo. Il mondo fuori contagia i Figli Dellago attraverso le porte per poi smantellarsi e ricomporsi in svariate forme d’arte.
“I Figli Dellago rincasano, sporchi del loro viaggio. Nelle mani il sapore della materia, nelle vene ronza instabile la corruzione. La porta del lago, dell’ago, respira in loro. I Figli Dellago sono la porta, i Figli Dellago sono gli Untori. Guardate: per terra, ai piedi del letto, una fanghiglia di umori malsani si snoda in un cordone ombelicale fino a svenire nel ventre lacustre dell’Arte, come una lingua di impronte segnate da passi intricati e maligni presagi che avvolge il destino di questi Fratelli, affogandoli ineluttabilmente nell’abisso Dellago, del lago, dell’ago.
Luigi Pellini
"...Acque di acqua dolce,
riaffiorano, rianimano le nostre rive..
Si rinnovano in piogge ripercorrendo antichi canti..
Sublimi melodie di pensieri non ancora trascorsi..
Vive e ferme da sempre vegliano il nostro passaggio
poi riflettono attorno la nostra testimonianza..
Essenza e predisposizione di una sola nostra parola,
prima di sparire ancora..
Noi abituati a trasparenti presenze
a colorate, distinte descrizioni dell' unanime fluire..
Acque di acqua dolce,
che richiamano, che ricordano ciò che del passato sarà divenire..
Sussurri..
Ecco la riunione e nel silenzio si sussurra.
Diamo una muta voce e nel silenzio si ascolta, si pensa..
Una comunicazione che nasce dalle mani..
Così noi descriviamo la nostra epoca,
così noi.. gli artisti del lago,
Acque di acqua dolce."
Marco Bruno
"Straniero,
un siero cittadino, si insinua tra le acque dell'ago, ricco di:
malinconoia compulsiva, liquide passioni, scarti mnemonici, pezzi di fiore, liquami violenti, agùe lava mundo, cellule perse e legno da bere.
A siringare il siero siamo in pochi, da Milano, volentieri e per caso, per bagnarci, ma le acque non ci appartengono, sono di chi le abbraccia, oltre la sponda.
Quindi, le insaporiamo per nuotare supini e sierati di noi, con l'ago, ospiti del "vostro lago".
"L'AGHI" di Andrea Cillo
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