Sergio Scabar

Sergio Scabar
Nato a: Ronchi dei Legionari Italia

Sergio Scabar / Dettaglio evento

Nato a: Ronchi dei Legionari Italia

REALISTICA / MENTE

Associazione Culturale La Roggia

Sede Viale Trieste, 19, Pordenone 33170
Altre informazioni Tel +39 0434 552174 | laroggia@tin.it | http://www.laroggiapn.it

Data di apertura sabato 20 novembre 2004
Data di chiusura giovedì 02 dicembre 2004

Comunicato della mostra : REALISTICA / MENTE

(un percorso nel Friuli V. G.)

dal 20 novembre al 2 dicembre 2004

Inaugurazione sabato 20 novembre alle ore 18

Giulio BELLUZ, Guido CECERE, Carlo MARZUTTINI, Giuseppe ONESTI,

Massimo POLDELMENGO, Sergio SCABAR, Franco VECCHIET.



Un atteggiamento disinvolto e spesso senza un fondamento ideale o filosofico aveva caratterizzata le arti visive lungo buona parte del secolo XX.

Contro di esso, un’ipotesi di intenzione umanistica dell’arte come base per un’estetica innovativa è stata abbozzata e suggerita più volte in diverse situazioni ed elaborazioni nel corso della seconda metà del Novecento.

Agli inizi del secolo XXI e del terzo millennio, si fa sempre più evidente l’esigenza di portare a chiara definizione un impianto dell’estetica che si affidi alla centralità dell’uomo; la massima espressione di questa nuova tensione risulta senza dubbio nell’insistenza con cui il recupero del realismo nell’arte si propone come linea di molte proposte espositive.

Ad alcuni potrebbe apparire (e non è detto che non lo sia) un tentativo di recupero stanco di una “funzione sociale dell’arte” conseguente alla caduta delle molte illusioni che avevano alimentato le tensioni antropologiche e politiche di certe tendenze recenti e passate.

Per qualche altro, si tratterebbe forse di una naturale evoluzione dal manierismo di ultima generazione ad un nuovo barocco come forma di reazione allo strapotere che lafiducia nella tecnologia ha forse eccessivamente inciso sulle scelte in questi anni: ed anche questo potrebbe far parte del gioco.

Ma, più intimamente, credo si debba pensare piuttosto ad un bisogno di fermarsi a riflettere e di tentare percorsi non nuovi (il realismo, per sua stessa natura, non può esserlo) ma certamente più aderenti ad una società contemporanea apertamente aggredita da meccanismi perversi che l’uomo una volta “sapiens” riducono sempre più a “produttore”, “consumatore” e troppo spesso “bersaglio”.

Questa convinzione non è, almeno per me, né nuova né recente.

Sin dal 1982 (“Maghi, Streghe & C.”) avevo indicato nella cultura popolare e nelle radici umane (individuali e collettive) il campo di riferimento di un’arte che non volesse ripiegare su se stessa o asservirsi al consumo.

La sintesi arrivò nel 1984 con la tesi di un “Umanesimo Poetico/Politico”, via via approfondendo il tema fino alla verifica della “Attualità del Realismo” nel 1987.

In altre successive manifestazioni il discorso su un “Nuovo Umanesimo” - in parallelo con quanto si andava definendo nella religione e nella scienza - divenne il

tema dominante (fino ad essere ossessivo) delle mie proposte espositive.

Alla luce di quanto emerge oggi nell’arte, mi pare giusto ed opportuno tornare sul tema insieme a “compagni di viaggio” vecchi e nuovi per ribadire la necessità di ricondurre la creatività ad un rapporto più esplicito con la realtà del quotidiano.

Da questa convinzione nasce l’esigenza di raccogliere in differenti momenti autori spesso disparati e lontani nel linguaggio, ma sostanzialmente uniti nell’intento di riportare all’uomo il prodotto della ricerca creativa.

L’”Anteprima” è in effetti una proposta anticipatrice di quello che, nei prossimi mesi, sarà certamente il lavoro più impegnativo, fatto di mostre proposte e realizzate in varie sedi, con sfumature di differenze che concorreranno a dare vivacità e interesse alla proposta.

La scelta di sette autori friulani (due pittori, due scultori, due fotografi ed un incisore) nasce dall’esperienza maturata in questo territorio, dove le proposte di “nuovo umanesimo” sono maturate, e dal rapporto di produttiva collaborazione che con gli autori si è sviluppata nell’arco di oltre un quarto di secolo.

Le seguenti edizioni saranno di confronto più ampio (possibilmente, anche internazionale) e di verifica “a tutto campo”; ma già tutte le premesse ci sono, per ipotizzare risultati lusinghieri e positivamente pregnanti.