Studio Azzurro

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Studio Azzurro / Dettaglio evento

Studio Azzurro - il soffio sull’angelo

Pinacoteca Civica A. Modigliani

Sede Piazza Del Popolo, 2, Follonica 58022
Altre informazioni Tel +39 0566 42412 | pinacoteca@comune.follonica.gr.it | http://www.comune.follonica.gr.it/modigliani/

Data di apertura sabato 23 giugno 2007
Data di chiusura domenica 02 settembre 2007

Orari:
martedì-domenica, ore 17.30-19.30 / 21.00-23.00
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Comunicato della mostra : Studio Azzurro - il soffio sull’angelo

“Questa versione de “il soffio sull’angelo” si caratterizza per l’allestimento aereo affidato a cinque proiezioni sul soffitto di circa 2 x 2m attraverso cui vengono raffigurati una serie di corpi che galleggiano nel vuoto aggrappati a differenti oggetti. Di fatto si presenta come una grande nuvola abitata da esseri che si muovono distorcendosi in modo appena percettibile. Le figure proiettate sulla superficie formano una popolazione aerea, leggera che ricorda certe rappresentazioni dipinte con virtuosismo prospettico, su numerosi soffitti seicenteschi. Differentemente da questo riferimento però, i personaggi non hanno né l’atteggiamento sublime, né quello minaccioso. Sono figure riconoscibili e molto terrene. Volteggiano come contenitori aerostatici, imprestati alla leggerezza. Sensibili alle più piccole variazioni, essi sono sottoposti ad una continua e lenta trasformazione: ruotano, si allungano e allargano, espandono le loro membra. Come se il loro gesto, la loro condizione fosse in assenza di gravità. Molti cercano di restare aggrappati agli oggetti, appendersi al loro relitto, avvinghiarsi a questi simboli alla deriva. Come naufraghi del cielo (e del pensiero) essi si muovono lentamente, rallentati sino a quando il visitatore soffia su una piuma che scende dal centro della proiezione. A quel punto il soffio smuove i corpi, velocizzandoli fino a far perdere loro l’equilibrio precedente.
Il soffio sull’angelo non sarà solo una corrispondenza tra uno spostamento fisico ed uno virtuale, tra un atto e un’immagine; sarà anche suono, anzi molti suoni: soffi leggeri, modulati, trascinati, dolci, altri più meccanici, pneumatici, che daranno voce alla nube che sovrasta lo spazio.”

Il progetto originale risale al 1997, ma è del tutto inedito in questa versione perché appositamente rivisitato per gli spazi della Pinacoteca di Follonica adattandosi molto bene alle caratteristiche della sala e alla verticalità che essa offre.
La scelta di Studio Azzurro per inaugurare gli spazi restaurati della Pinacoteca Civica A.Modigliani di Follonica è stata fortemente sostenuta dall’amministrazione comunale, che ha così voluto imprimere un carattere nuovo all’attività espositiva di questo spazio pubblico, decidendo per la creazione di tre percorsi di visita che coniughino trazione e innovazione. Il salone centrale sarà interamente dedicato alle mostre temporanee presentando di volta in volta importanti artisti del panorama contemporaneo italiano ed internazionale; al piano primo, continueranno ad essere esposte, secondo un rinnovato criterio ancora oggetto di studio, la collezione di tutte le opere che hanno segnato la storia artistica locale e che rappresentano la collezione permanente; quindi una sezione a parte viene riservata alle iniziative relative alla raccolta Pepi.
Con questa nuovo proposito sono partiti i lavori di ristrutturazione della sala centrale e quindi si è deciso di cominciare con una installazione alquanto inusuale per i trascorsi espositivi di questo spazio. Il buio totale degli ‘ambienti sensibili ’ di Studio Azzurro si pone un po’ come punto di partenza assoluto e per l’occasione le luci del salone centrale si spegneranno annullando completamente la dimensione spaziale e temporale. Lo spettatore sarà quindi in balia delle proprie emozioni e sensazioni lasciando alla performance la libertà di guidarlo.
Avvolti dall’oscurità i visitatori vengono catapultati all’interno di un teatro di immagini dove diventa indispensabile intervenire. Un’installazione, dunque, che riassume in sé lo spirito con il quale si intende avviare questa nuova stagione di esposizioni: ovvero instaurare un dialogo con il pubblico coinvolgendolo ed emozionandolo.
La scelta di invitare come evento inaugurale il gruppo milanese è stata guidata dalla volontà precisa di stupire il pubblico dimostrando inoltre a tutta la città il serio impegno a promuovere iniziative di un certo spessore.
Con questo importante evento, infatti, Follonica oltre a rinnovare la sua posizione in ambito artistico, esprime la chiara volontà di dedicare all’arte contemporanea uno spazio preciso, attivo e concreto in grado di competere con le più note istituzioni regionali.

Note biografiche

L’attività artistica di Studio Azzurro inizia tra la fine del 1970 e i primi anni ’80: “ Non abbiamo determinato la costruzione di un gruppo, diciamo piuttosto che si è formata spontaneamente un’aggregazione, sulla base di un progetto specifico: la realizzazione di Facce di festa, un film girato nel 1979. C’era già un nucleo di persone interessate a fare il film, a cui si sono aggiunti alcuni amici. Ci è parso naturale chiedere una mano a loro, anche per le competenze che esprimevano: Leonardo Sangiorgi, illustratore che si occupava di bioenergetica, e Fabio Cirifino, fotografo nel campo del design e dell’arte. Si è creata subito una sintonia. Dopo l’esito favorevole di questo primo lavoro, abbiamo deciso di andare avanti, senza però pensare ad un vero gruppo. Credo che determinare questo rapporto tra noi sia stato il clima degli anni settanta: essere uniti da un’esperienza politica, dalla cultura dello stare insieme, era una modalità usuale. Nel periodo in cui tutto ciò si stava dissolvendo nella dimensione più individualistica degli anni ottanta, abbiamo deciso di ‘fare blocco’ e ci siamo chiesti: perché non lavorare evidenziando il clima amicale e informale piuttosto che disperderci in singole professioni? L’arricchimento reciproco è così derivato da un sentimento di fondo condiviso” (Paolo Rosa, intervista a cura di Bruno Marino)
Stefano Roveda si aggiunge nel 1995 e da allora, intervenendo anche sulle poetiche di cinema, teatro, danza e musica, il gruppo produce uno sterminato numero di opere che troveranno grande risposta di pubblico sia in Italia che all’estero (Giappone, Olanda, Germania).
In molti hanno definito il loro collettivo “un laboratorio-bottega” delle arti multimediali che, nonostante non sia inglobato nel grande giro del mercato delle gallerie, è riuscito a dare una prospettiva internazionale alla videoarte e alla videoinstallazione prodotta nel nostro paese.
“Paolo Rosa, Fabio Cirifino, Leonarado Sangiorgi, Stefano Roveda e tutti gli altri membri di questo laboratorio dell’immaginario hanno intrapreso il lungo viaggio nell’arte elettronica animati da uno spirito che ricorda quello di una bottega medievale o rinascimentale, dove l’obiettivo è produrre un’arte che, pur utilizzando le più elaborate e moderne tecnologie, conservi uno spirito antico; un’arte comportamentale che non sia qualcosa da guardare a distanza, ma un’esperienza collettiva da condividere, in cui potersi riconoscere, rispecchiarsi….” E’ l’asserzione di un’arte digitale che sostituisce una realtà smaterializzata in continuo ricambio e in cui “ il dispositivo non è solo un medium, un apparato tecnologico, un contenitore di immagini, un sistema di segni, ma diviene un sistema di segni la forma simbolica che condiziona tutti gli elementi in gioco e instaura una nuova visione del mondo e delle cose”. ( B: Di Marino, Il dispositivo come forma simbolica, in Tracce, sguardi e altri pensieri, Feltrinelli 2007)
una visione che nel corso degli anni è stata segnata da alcune evoluzioni: dapprima si è codificata la ricerca su quelle opere chiamate videoambientazioni, consistenti nel generare, attraverso l’utilizzo di innumerevoli monitor, un semplice rapporto di dialogo tra video, ambiente fisico e spettatore. Successivamente a partire dai primi anni ’90, con le installazioni di ambienti sensibili (fino alle recenti esperienze di musei territoriali), Studio Azzurro ha puntato sul concetto di interattività per agevolare un coinvolgimento più diretto col pubblico. Per i quattro artisti ( e i numerosi collaboratori) “l’interattività riapre un dialogo, riconoscendo che un processo di creazione e d’informazione non è completo se non c’è un’assunzione di responsabilità anche da parte del fruitore, il quale diviene non più solo spettatore, ma produttore di un’esperienza”.

Principali installazioni e mostre :

Palazzo Fortuny Museum, Venice, 1984
Il Nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg)
Documenta 8, Kassel, 1987
La camera astratta. UBU Prize 1988 for Theatrical Research
Brucknerhaus, Ars Electronica , Linz, 1990
Kepler’s traum S.I.A.E. Prize 1990 for opera
Mudima Foundation, Milano
Laforet Museums of Kokura, Nijgata, Tokyo, 1992
Videoambienti 1982-1992
“Oltre il Villaggio Globale”, Palazzo dell’Arte, Triennale of Milano, 1995
Tavoli (perché queste mani mi toccano?) Francesca Alinovi Prize ‘95
Mole Antonelliana, Torino, 1995
Coro . First prize for best multimedia project from the Transmedia Videofestival of Berlin
Teatro Almeida, London, 1997
The Cenci
Palazzo delle Esposizioni, Rome
Niitsu Art Forum, Japan, 1999
Ambienti sensibili
Ace Gallery, New York, 2000
Aristocratic Artisans
Biennale di Architettura, Venice, 2000
Megalopoli
Fosdinovo, 2000
Museo audiovisivo della Resistenza
ICC, Tokyo, 2001
Tamburi
Castel Sant’Elmo, Naples, 2002
Musée de la Vieille Charité, Marseille, 2003
Mori Art Museum, Tokyo, 2003
Meditazioni Mediterraneo
In viaggio attraverso cinque paesaggi instabili
Festival International d’Art Vidéo FIAV, Villa des Arts, Casablanca 2003 - 2004
Frammenti della Battaglia
Coro
Opernhaus, Stuttgart, 2004
Neithe