La mostra intende indagare l’inizio dello scandaglio interiore, della ricerca dell’identità’ e dell’evocazione dell’anima nella pittura italiana, e prende l’avvio dai primi ritratti psicologici in cui l’individuo si affaccia al mondo, dal doppio ritratto di Giorgione, dai ritratti romantici di Tiziano, dai melanconici personaggi del Lotto, con dipinti anche di Parmigianino, Moroni, Tintoretto e Passerotti. E da lì il passaggio dalla ritrattistica ufficiale all’espressione rubata dei ritratti non in posa o in atteggiamento disimpegnato, in un percorso della pittura del ’500, ’600, ’700 ed ’800 con testimonianze di Carracci, Artemisia, Crespi, Ribera, Preti, Solimena, Ceruti, Fra Galgario, Boldini, Corcos, Pelizza da Volpedo e allusioni, nelle emblematiche vanitas, al destino dell’uomo; fino al ’900, secolo di Freud, nel quale la proiezione di incubi e sogni, l’interpretazione di ansie ed inquietudini, mostrano la condizione umana anche nella metafora dell’assenza in spazi vuoti e desolati.
In questo secolo, inseguono un’immagine tormentata dell’uomo, grandi maestri come Boccioni, Morandi, Guidi, De Chirico, Savinio, Viani, Cagnaccio di San Pietro, Biasi, Sironi, Scipione, Leonor Fini, Guttuso, Ligabue e Pirandello, maestri non molto conosciuti come Buratti, Ar, e Nathan; e artisti inclini a una visione esistenziale quali Gnoli, Ferroni, Moreni, De Dominicis, Music, Sughi, Guarienti, Fieschi, Fioravanti.
Sorprendente è oggi, nella essenziale sezione conclusiva, la ricerca sulle ragioni dell’esistenza, nell’insistente sperimentazione dell’indagine psicologica sul tema del ritratto, della generazione dei più giovani come, Vaccari, Bottoni, Frongia, Papetti, Crocicchi, Martinelli, Morganti, Demetz e Russo Maresca.
La mostra, e’ ideata e curata da Vittorio Sgarbi e rappresenta il primo tentativo di mettere in luce l’analisi dell’io, nella pittura italiana, come ricerca dell’identità nei suoi più profondi significati spirituali.
Si differenzia qui dalla mostra del 1974 a Milano Palazzo Reale, curata da Gianfranco Bruno, incentrata sul tema della crisi di identità nelle sue implicazioni esistenziali, sociali e politiche nell’epoca moderna. L’attuale mostra, invece, indagherà il grande tema della ricerca dell’identità nel suo aspetto spirituale, non solo nell’arte dell’800 e del ’900 ma anche nell’arte antica.
Per la prima volta, le Istituzioni delle due maggiori isole italiane, il Comune di Cagliari e Assessorato ai Beni Culturali e Pubblica Istruzione della Regione Sicilia, si rendono promotori insieme di questo importante progetto espositivo.
La rassegna, porterà dunque, nelle città capoluogo dei rispettivi territori, un grande evento culturale presentando oltre centoventi opere dei grandi maestri dell’arte italiana dalla fine del Rinascimento sino ad oggi.
L’esposizione avrà luogo a Cagliari, Castello S. Michele, dal 21 giugno al 21 settembre 2003 e a Palermo, Albergo delle Povere, dall’18 ottobre 2003 all’18 gennaio 2004
La mostra, è organizzata da TEKNE, Associazione Culturale Organizzazione Grandi Eventi di Roma, ed il coordinamento generale è affidato al dott. Gilberto Algranti.
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