Tommaso Cascella - Dall’interno del fuoco
Fabbrica Maioliche d’Arte Galleria Moretti
Sede S.S. E 45 Km. 73800, Deruta 06053
Altre informazioni Tel 075 9711171
Data di apertura domenica 02 dicembre 2007
Data di chiusura lunedì 31 dicembre 2007
Orari: lunedì-venerdì, ore 9.00-12.00 / 15.00-17.00
Comunicato della mostra : Tommaso Cascella - Dall’interno del fuoco
Fondazione Ceramica Contemporanea d’Autore Alviero Moretti
c/o l’Antica – Fabbrica Maioliche d’Arte Galleria Moretti
S.S. E 45 Km. 73800 – 06053 Deruta, Perugia – tel. 075 9711171
Tommaso Cascella, romano, classe ’51, vive e lavora tra Roma e Bomarzo nell’alto Lazio. La sua ricerca creativa trae origine dalla libertà avanguardistica legata al secondo Novecento, ma si evolve sulla base di un rapporto strettamente individuale con le potenzialità della materia. Cascella, erede di una lunga dinastia di artisti, ha a suo attivo circa cento mostre personali.
La componente ludica, intrinseca nelle sue opere, assume verso gli anni settanta forma e fisicità materializzandosi su tele, ceramiche e sculture. Ferro, bronzo, carboncino, terracotta e molti altri materiali diventano i mezzi che gli consentono di viaggiare indisturbato nei terreni della memoria tra la pittura e la scultura.
I diversi linguaggi si rincorrono e si ritrovano in una narrazione unica: le immagini tridimensionali della scultura si riconoscono nelle grafie che animano le sue tele dove la pittura e scultura sono due modalità dello stesso pensiero.
Il lungo lavoro presso l’Antica di Deruta vede una serie di piatti con il serpente Uroboro, cioè il serpe che si mangia la coda simbolo del tempo e della rigenerazione. Un segno questo, che contraddistingue i i lavori di Cascella con la traccia dell'otto, o della spirale del DNA.
Sono esposti anche una selezione di “altari” o “leggii”. Le due interpretazioni non sono in contrasto perché come le pagine aperte di un libro, rivolte al cielo, non siano altro che altari dove la parola dialoga con il cielo.
Importante è una serie di piatti con la testa decollata del Giovanni Battista. Per la prima volta l’autore ha voluto affrontare il tema della morte. Interrogandosi sull'uso del piatto ribaltando la visione del piatto contenitore di cibo/vita.
Con il ferro e la ceramica ha anche realizzato una “scala” dove, nei gradini, sono posti una serie di "pianeti" (sfere, dischi, doppie sfere, ).
La scala di Giacobbe dove nel suo sogno gli angeli andavano su e giù tra Dio e gli uomini: Sempre in grandi dimensioni è esposto il progetto per una “fontana”. Qui si intrecciano costellazioni fantastiche, pianeti improbabili per predire oroscopi benigni e assolutamente bugiardi.