Vincenzo Balsamo

Vincenzo Balsamo
Nato a: Brindisi Italia

Vincenzo Balsamo / Dettaglio evento

Nato a: Brindisi Italia

Vincenzo Balsamo - "L'improbabile identità del dogma"

Galleria Miralli

Sede Portico della Giustizia XII sec. - Via San Lorenzo, Viterbo 01100
Altre informazioni Tel +39 0761 340820 | amiralli@libero.it | http://www.galleriamiralli.com/

Data di apertura venerdì 19 dicembre 2003
Data di chiusura domenica 11 gennaio 2004

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Comunicato della mostra : Vincenzo Balsamo - "L'improbabile identità del dogma"

Galleria Miralli, Portico della Giustizia - XII° sec., Via San Lorenzo n. 57
Esposizione: Palazzo Chigi, Via Chigi n. 15, 01100 Viterbo

Mostra personale di: Vincenzo Balsamo
Periodo: 19 Dicembre 2003 - 11 Gennaio 2004
Inaugurazione: Venerdì 19 Dicembre ore 17,30
Titolo: "L'improbabile identità del dogma"
Catalogo in galleria testo di Ernesto d'Orsi "L'improbabile identità del dogma"
Orari Galleria Miralli: 10,30 - 12,30 -- 16,30 - 19,30
Tel: 0761/340820 cell. 349/0968679
Orari Palazzo Chigi: 16,30 - 19,30

La Galleria Miralli, in collaborazione con il Comune di Viterbo - Assessorato alla Cultura, presenta la mostra personale di Vincenzo Balsamo.

Vincenzo Balsamo presenta, in questa mostra personale di Viterbo, due gruppi di lavori particolarmente significativi all'interno del suo excursus artistico, che ha avuto inizio dagli anni '50.

A Palazzo Chigi espone una trentina di olii, risalenti a questi ultimi anni, che evidenziano con chiarezza che egli non ritiene essenziale per il suo percorso creativo arrivare all'astrazione pura, alle forme geometriche più rigorose e puriste, ma indica la sua disponibilità per l'impulso vitale, per una continua variazione immaginativa, per il colore reso sensibile da una luce che la superficie sfarinata della cromia, la quale non misconosce memorie impressioniste, divisioniste - ama il tocco "diviso" di Segantini e Pellizza - che sommano alle inquietudini di Mirò, Klee, Kandinsky, agli automatismi di Tobey e Twombly.
Per Balsamo la materia non vive alla stato grezzo, ma si dà al nostro sguardo come un agglomerato di remotissime esperienze sedimentate nel tempo. Nella sua scrittura pittura si notano frammenti minutissimi di residui organici di pesci, insetti e larve, essi rivelano gli strati profondi dell'esistenza, la parte più viva del nostro essere psichico e fisico, nel suo divenire suono e "figura".

Al Portico della Giustizia, XlI sec., sono invece esposte le belle carte (una decina a partire dagli anni ottanta), in cui Balsamo cerca un difficile equilibrio tra: colore, segno e immagine, tra memoria e tempo presente, tra autobiografia, confessioni, tra vita vissuta e gioco. Esse esprimono il pulsare dei giorni, la necessità di raccontarli in un "diario" segreto, di sottile fase poetica.
A Balsamo in fondo interessa esprimere una sua realtà, che non è visione frontale del mondo visivo, ma sostanza del sentimento, desiderio di meditare in silenzio e cercare la fluttuazione origine, luce e materia.