Vincenzo Montella / Dettaglio evento





LUNGO IL BRENTA

Dal Wednesday 08 December 2004
al Thursday 23 December 2004

Comunicato stampa evento: LUNGO IL BRENTA

Antica nobile via d’acqua che interessa due regioni o meglio la cultura di uno spazio che costituiva una stessa identità politica culturale già dai tempi della Serenissima. Lungo il Brenta è posizionato uno degli spazi umani culturali del network Itinerari 80 che vede nell’idea del movimento e quindi del museo diffuso una realtà per testimoniare vitalità antiche e nuove. Vecchie battaglie, vecchi desideri di chi affida al sogno la forza di realizzazione di idee che il più delle volte tutti noi manteniamo nel nostro intimo, un intimo rattristato dal non aver fatto o almeno tentato di fare.
Noi abbiamo costruito la nostra idea di museo diffuso non per isolarci dagli altri ma per valorizzare il punto d’arrivo lungo quella Nuova Frontiera da sempre obiettivo del nostro operare. Un obiettivo riconfermato dagli artisti presenti.
Carmela Corsitto:spesso le sue opere sono Senza Titolo ma mai prive di significato. L’uso di fibre vegetali o di elementi del quotidiano sottoposto ad usura sono pretesti per farci riflettere sul significato di ciò che abitualmente dopo l’uso tendiamo a banalizzare. Il tutto ha il sapore dell’installazione ma di dimensioni più usufruibili da chi è costretto a vivere in spazi fisici, ma non psicologici, limitanti.
Lamberto Caravita: uno stile personale che ci dice come la volontà dell’artista sia quella di creare opere senza pensare al mercato. Una libertà che viene sbandierata in maniera elegante ma decisa senza lasciare spazio al dubbio su cosa fare e soprattutto sulla funzione dell’artista mai funzionale ad un sistema frustro dell’arte.
Vincenzo Montella: la conoscenza del proprio Io attraverso l’occhio fotografico. Argomenti di un oggi pieno di contraddizioni che ci fanno faticare a comprendere dove siamo. Foto come rielaborazione e analisi approfondita di un mondo sempre più complicato dove si ragiona per comparazione.
Francesco Capasso: una sua tendenza alla riservatezza lo porta a considerare il già utilizzato con un certo rispetto. In questo caso l’usato per eccellenza è costituito dalla carta abrasiva che porta in sé tutte le tracce di un utilizzo feroce che può essere paragonato solo alla vita
Peter Friesländer: padre dell’arte nomade. Vive in una remota isola della Germania del nord ma questo suo apparente isolamento costituisce la sua forza nell’operare e nell’aver contatti con il mondo.
Domenico Napolitano: crede nell’astrazione. Un’astrazione sottolineata dalla liquidità del colore che più creare forme tende a sottolineare una situazione in divenire continuo come il pensiero.
Salvatore Starace: gonfaloniere del ponte di Seiano e di un desiderio di cultura come elemento naturale al vivere. Un desiderio che mi accomuna e mi ha fatto subito sentire parte di un insieme di persone che si riconoscono nel fare e non nel pensare di fare.
Stella Dina: la poesia del neogeometrismo sia in una composizione di fiori, in una marina, in una Venezia. Ed è in Venezia come oggetto del desiderio di tutti gli artisti che si potrebbe cadere nel banale, nell’ovvio. Una sfida che nell’opera Inverno in Laguna viene vinta.
Roberto Sanchez: artista del movimento e non dell’astrattismo. Movimento che da sempre sta alla base della sua ricerca. Ricordiamo le sue opere da viaggio, le opere mobili e soprattutto il suo modo di porsi di fronte a chi dovrà avvicinarsi all’arte.
Yolaine Carlier: professionista delle opere su carta sia grafiche sia a collage e soprattutto di quel genere sconosciuto che è il libro d’artista. Sconosciuto poiché ogni nazione ha artisti che vi operano in modo diverso e scambiando spesso il libro d’artista con il libro oggetto o con il diario delle proprie tensioni.

Giancarlo Da Lio

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