Da Raffaella Borghi.
Notizie sullo Spazio Arte dei Mori. Visita il sito (www.spazioartedeimori.com)
Lo SPAZIO ARTE DEI MORI si trova a Venezia al centro del Campo dei Mori, in prossimità della Casa del Tintoretto a pochi passi dalla antica chiesa della Madonna dell’Orto, luogo di secolari tradizioni antiche. Il Campo dei Mori deve il suo nome alle settecentesche statue dei Mori scolpite sulle pareti degli edifici che lo contornano ed è considerato uno dei luoghi più suggestivi ed affascinanti del Sestiere Cannaregio. Il locale, posto al piano terra di una casa del settecento, si affaccia direttamente sul Campo dei Mori ed è stato recentemente restaurato mantenendo tutte le caratteristiche originali della tipologia costruttiva Veneziana dell’epoca.
Lo SPAZIO ARTE DEI MORI si caratterizza come centro espositivo di arte contemporanea dedicato principalmente a far conoscere artisti italiani e stranieri, sia storicizzati che emergenti, di elevato livello qualitativo.
Lo SPAZIO ARTE DEI MORI ha aperto le sue porte ad eventi artistici nel 2006 in seguito alla passione della direttrice Raffaella Borghi per il movimento artistico giapponese Gutai, ospitando dal 9 settembre al 19 novembre 2006 una mostra dedicata a Yasuo Sumi e quindi dal 17 dicembre 2006 al 19 febbraio 2007 è seguita una mostra dedicata a Loco, mostra che ha visto la presenza dell’artista in occasione dell’inaugurazione, impreziosita da una sua performance.
Lo SPAZIO ARTE DEI MORI è presente alla 52a. Biennale d’Arte di Venezia (giugno-ottobre 2007) nell’ambito del P3Project.
Lo Spazio Arte dei Mori è fra gli artefici e promotori dell’evento performativo di Sumi Yasuo e Loco previsto per il 9 giugno 2007 presso la propria sede, in seno al progetto ufficiale P3Project – Performative Paper Project – Venice Biennale 2007 del circuito Eventi Collaterali della 52a Biennale di Arte di Venezia, progetto che vede coinvolte svariate sede nazionali ed internazionali (Stoccolma, Taiwan) in un programma di performance e live art rivolto al vasto pubblico della Biennale di Venezia.
L’impianto dell’intero progetto, pur trovando ubicazione estera per eventi estemporanei, si profila come un evento “scientifico” oltre che performativo: riflessivo e divulgativo, fucina di nuove idee, opinioni e provocazioni nel campo dell’arte performativa, della “memoria storica” e sociale, sul leit motiv di una “carta” vista come medium creativo oltre che come supporto fisico analogico e/o digitale di informazione e tradizione culturale.
P3Project, all’interno della 52a Biennale di Venezia intende, con questa operazione, proporre una visione “altra” ed in qualche modo inedita del rapporto creativo e filosofico (tanto centrale agli sviluppi socio-economici odierni) che si va formando in questi anni fra Oriente ed Occidente.
Lo SPAZIO ARTE DEI MORI ha messo a disposizione i propri spazi, ufficialmente inseriti nel P3Project così com’è stato approvato in Biennale, per ospitare, durante il periodo inaugurale della Biennale, il Maestro Yasuo Sumi, l’artista Loco ed altri giovani artisti giapponesi, in una serie di eventi performativi.
Per tutto i periodo della Biennale (giugno – ottobre 2007) presso lo Spazio Arte resterà aperta una mostra con opere del maestro Shozo Shimamoto uno dei fondatori del movimento Gutai, del maestro Sumi, di Loco ed altri giovani artisti giapponesi del Gruppo AU.
Si riportano a seguito alcune informazioni sul movimento Gutai.
GUTAI FRA PASSATO E PRESENTE.
Un’iniziativa espositiva presentata da Spazio Arte dei Mori – Venezia.
INTRODUZIONE
L’Italia è il paese dove il gruppo Gutai storicamente approda per la prima volta in Europa. Nell’aprile del 1959 una mostra dal titolo significativo “Arte Nuova” al “Centro Arti Figurative” del Circolo degli Artisti e presieduta da un comitato di cui fanno parte Michel Tapié, Luciano Pistoni, Angelo Dragone e Coichi Tominaga, presenta otto fra i maggiori esponenti del Gruppo Gutai: Yoshihara (leader del gruppo), Kanajama, Masanobu, Muratami, Motonaga, Shimamoto, Shiraga, Tanaka.
“...come una linea priva di spessore non esiste, un colore senza materia non si concretizza.
Io credo che la prima cosa da fare sia liberare il colore dal pennello”. (Shozo Shimamoto, Giappone 1957)
Il secondo conflitto mondiale lascia dietro di sé un mondo sconvolto e allibito, popolato da sopravvissuti all’inutile orrore post-atomico che gridano all’unisono: libertà.
Esistere genera passioni, tensioni, disagi, l’arte li esprime nel modo più libero, spontaneo e violento possibile, al di fuori di qualsiasi schema precostituito e contro ogni regola acclarata. L’opera, svuotata di qualsiasi residuo valore formale, si esaurisce con l’atto creativo e mette a nudo l’intenso valore espressivo di un grezzo supporto irregolare o di una materia cromatica densa, che diventano testimonianza di vita. L’evento artistico invade la quotidianità, l’incrocio di generi muove pittura, calligrafismo, performance, opere teatrali, improvvisazioni, “l’avanguardia sotto il cielo” (fondata nel 1954 da Jiro Yoschihara ad Osaka) risponde alla comune necessità del superamento degli sbarramenti della tela, con l’azione performativa e la violenza del caso. Gutai, cioè materializzato, attua una radicalizzazione del sentire, immediata, urgente, non compromissoria, pittura = azione. È un’arte insofferente dei limiti che nasce non come modalità di espressione di istanze ed impulsi soggettivi, ma quale “atto in sé”.
Ad un paesaggio brutalizzato dalla deflagrazione atomica, foriera di uno sviluppo a marce forzate fatto di accelerazioni ad alta tecnologia e speculazioni fluttuanti, sfruttamento e degrado industriale, artisti come Shozo Shimamoto oppongono lo sfregio, lo spazio, il quadro, la pietra, la macchina bellica, i passi, una pittura al servizio dei suoi stessi materiali, tesa alla valorizzazione delle loro qualità intrinseche.
SHOZO SHIMAMOTO è uno dei più significativi esponenti di quella rivoluzione artistica che nel dopoguerra si esprime negli USA attraverso l’opera di Pollock e John Cage, in Europa attraverso quella di Lucio Fontana: “pittura azione” dunque, e già importanti confronti sono stati fatti tra i percorsi di queste quattro cruciali figure che si muovevano simultaneamente nel complesso orizzonte postbellico, giungendo, attraverso percorsi autonomi e diversi, alla necessità condivisa di poter superare il limite, lo “sbarramento” della tela quale tradizionale supporto dell’opera d’arte pittoricamente intesa, attraverso l’azione performativa quindi, ed anche la violenza, la casualità, il gesto accidentale agite sul medium e sul supporto.
Esponente di spicco del magmatico movimento Gutai, Shimamoto lo supera negli anni ’70 fino a giungere a una visione totalizzante dell’uomo-artista: performance, body art, attitudine poetica, mail art, lavoro sociale, impegno pacifista, lungi però dall’assumere un ruolo di mostro sacro dell’Avanguardia (che pure ricopre oggettivamente nel panorama mondiale).
YASUO SUMI è conosciuto come uno degli Action Painters del movimento Gutai. Dopo essere entrato nel Gutai nel 1955, Sumi diventa membro dell’Art Club rappresentato da Taro OKAMOTO. Sumi ha partecipato a tutte le mostre del Gutai, dalla prima alla ventunesima.
Ora è membro AU alle cui esposizioni partecipa immancabilmente. È stato invitato ad esporre in moltissime mostre nei musei di arte moderna di Tokyo, Kyoto, Hyogo (prefettura), Osaka, Ashiya, Ciba (prefettura), Miyagi (prefettura), Fukuoka, Kitakyushu, Itami, Shibuya ed altri.
Sumi ha fatto anche molte mostre in diverse gallerie di Tokyo, Osaka e Itami. All’estero Sumi ha partecipato alla 45ma Biennale di Venezia (Strada verso l’Oriente) soggiornando in Italia per 2 settimane.
Il progetto è stato finanziato dalla Japan Foundation e sostenuto dal governo italiano.
Sumi ha fatto molte mostre all’estero, tra cui la Galerie National du Jeu de Paume di Parigi, etc. in Francia; Martha Jackson Gallery di New York, New York Cultural Exchange Center (mostra personale), etc. in America; Museo Auckland in Australia; Museo di Arte Contemporanea di Roma, Torino Figurative Gallery, Torino International Aesthetic Studio, l’Art Center di Milano etc. in Italia; Museo d’Arte di Rauma, Helsinki Art Academy etc. in Finlandia; Rotterdam Design House etc. in Olanda; Off Center in Canada; e ancora in Inghilterra, ed in Cina.
È stato invitato anche in numerosi musei, studi e gallerie dove molte delle sue opere sono state acquisite.
In occasione di un’esposizione su palcoscenico Sumi ha proposto una action painting consistente nel lanciare dei colori su un telo di vinile in maniera che scorressero spontaneamente sul supporto. In esperienze artistiche successive ha cominciato a separare i colori meccanicamente con strumenti (vibratore e altro). In questo modo molte linee riempiono la superficie in maniera organica a formare una corrente principale, ma è degno di nota il contrasto con altre opere in cui le linee si susseguono a intervalli ritmici. La caratteristica dell’action painting di Sumi è quella di non riflettere troppo sulla struttura e la disposizione del colore bensì di agire con spontaneità ed istinto.
LOCO è stata la discepola prediletta del maestro Gutai Shozo Shimamoto, con il quale ancor oggi collabora artisticamente. LOCO ha inizialmente creato una forma d’arte nuova e vitale, prendendo i bicchieri di carta o di plastica come materiale di espressione privilegiato sostituendoli alla più comune tela da pittore, cosa che l’ha resa famosa specialmente in Giappone dove molto spesso ella appare in televisione. La sua arte esprime la gioia di vivere e l’importanza del contatto tra persona e persona. La sua è un’arte che vuole stupire con l’immediatezza e la semplicità dell’innovazione creativa.I suoi lavori precipuamente su tela rientrano in una sua fase artistica successiva. Possono sembrare apparentemente ermetici ma non sono altro che uno specchio delle sue performances traboccanti di vita. Una volta vista una sua performance, anche la sua opera diventa chiara. Non è un lavoro, il suo, che va spiegato o commentato con molte parole, ma che va vissuto e “compartecipato” con un sentire empatico, pre-lessicale.
Loco (Hiroko Mardegan) è nata nel 1976 nella prefettura di Ibaraki.
E’ apparsa sulla televisione nazionale giapponese 10 volte, 60 sulle televisioni minori, 20 volte alla radio e più di 100 volte sui giornali.
Ha in attivo più di 100 eventi e 2 libri e numerosi seminari universitari. Invitata 7 volte a musei di rilevanza internazionale.
“L’arte non e’ qualcosa difficile da capire o difficile da realizzare.
Per me arte e’ ridere di fronte a una cosa inaspettata. Forse l’arte e’ solo uno scherzo.” LOCO.
Inaugurazione sabato 9 giugno 2007: cocktail ore 19, performances dalle 19.30
In occasione del vernissage vi saranno alcune performances di importanti artisti giapponesi (Sumi e Loco), dei quali abbiamo l'esclusiva per la nostra area, e di altri artisti giapponesi che eseguiranno opere nel Campo dei Mori davanti al nostro Spazio:
Shozo SHIMAMOTO, ospite d'onore
Mayumi HANDA, performance e probabile produzione di un'opera
Miyuki NISHIZAWA, la Donna Giornale: performance
Yoko e Mitsunobu MIYAMOTO, performance e produzione di 2 opere o più.
Yuhei TAKADA, performance e produzione di 2 opere
TOMY, performance e probabile produzione di un'opera
10 giugno - 21 novembre 2007
Spazio Arte dei Mori
Cannaregio 3384/b, Campo dei Mori
30121 Venezia
Tel. 041 5244424
info@spazioartedeimori.com
http://www.spazioartedeimori.com