8,75 Artecontemporanea - Dettaglio evento

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SILVA NIRONI - JAM SESSION

Dal sabato 02 febbraio 2008
al giovedì 28 febbraio 2008

Orari:
Tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30
Lunedì, giovedì e festivi su appuntamento
Gli artisti correlati Silva Nironi
Curatori Chiara Serri

Comunicato stampa evento: SILVA NIRONI - JAM SESSION

INAUGURAZIONE
SABATO 2 FEBBRAIO 2008, ore 17.00


A sette anni dalla personale Ein Weltklasse, allestita con successo nelle stanze della 8,75 Artecontemporanea, la giovane fotografa reggiana Silva Nironi torna in galleria, questa volta con le seducenti sequenze narrative di Jam Session, dove la musica si muta in architettura e l’architettura canta sulle note del jazz.

“Attraverso le analogie tra i suoni musicali, le forme e il simbolismo dei colori”, dice l’artista, “ho cercato di far scaturire la loro forza evocativa e farne risuonare l’eco, prendendo a prestito terminologie jazzistiche come “groovy” (musicista jazz pieno di ardore), “growl” (sonorità sporca ottenuta con gli strumenti a fiato), “tailgate” (modo di suonare il trombone con largo uso di glissandi, in uso a New Orleans) e altre ancora”.

“Nelle sue mani”, come si legge nella nota critica di Chiara Serri, “la fotografia diventa lo strumento privilegiato per indagare uno spazio che, in perfetta consonanza con l’evoluzione stilistica del jazz -da sempre colonna sonora degli scenari urbani- è uno spazio cittadino. Le sue fotografie, però, non sono scattate per trasporre la ridondanza estetica di un determinato monumento o scolpirne un dettaglio, al contrario sono apparizioni, immagini vaporose che dell’edifico sussurrano l’essenza. Un’architettura, la sua, che, in una giostra di forme, suoni e colori, è pervasa da morbidi fiati di luce e da iniezioni cromatiche che, svincolando sempre più le colonne, i cancelli e le scalinate da un referente razionale, le proiettano in una dimensione altra, estremamente evocativa e personale, tendente all’astrazione”.
“Immerse nel nero, sospese nel vuoto, virate nel colore, queste immagini sono mute solo per chi non sa guardarle. In esse vediamo, con tutto il piacere del riconoscimento e della scoperta, il segno del suono, ossia di una linea a tratti rigorosa, a tratti sciolta e fluente che, attraverso sottili stimolazioni percettive, dà vita ad un’avvolgente narrazione, quella del ritmo che si fa colore e del colore che diventa ritmo, suggerendo anche note rauche che, come in Tailgate, sembrano strappate alla tromba di Bubber Miley”.

Nata a Reggio Emilia e diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla scuola di Concetto Pozzati, Silva Nironi ha poi seguito un Corso di Specializzazione in Didattica dell’Arte. La sua ricerca artistica è da sempre incentrata sugli aspetti caratterizzanti del paesaggio urbano contemporaneo (scelta probabilmente influenzata dalle sue precedenti esperienze musicali come cantante jazz), in un percorso che parte dall’archeologia industriale per arrivare ad afferrare lo spirito dei non luoghi.




Jam Session - Nota Critica
di Chiara Serri


Struttura e armonia, ritmo e proporzione sono concetti che appartengono sia alla composizione musicale che alla HYPERLINK "http://www.bintmusic.it/cultura/architettura.htm" costruzione architettonica, come se ad un musicista fosse possibile progettare il tempo e ad un architetto suonare lo spazio. “L'architettura è musica pietrificata”, diceva Goethe, sintetizzando in poche parole quella che era stata la pratica architettonica rinascimentale, quando musica e architettura erano strettamente connesse e le innovazioni nella polifonia corale dipendevano anche dalle proprietà acustiche degli edifici in cui questi repertori erano eseguiti, primi fra tutti quelli del Palladio e del Sansovino.
Fra musica jazz e ritmi architettonici, la giovane fotografa reggiana Silva Nironi propone affascinanti sequenze narrative, dove la musica si muta in architettura e l’architettura canta sulle note del jazz. Nelle sue mani, la fotografia diventa lo strumento privilegiato per indagare uno spazio che, in perfetta consonanza con l’evoluzione stilistica del jazz -da sempre colonna sonora degli scenari urbani- è uno spazio cittadino. Le sue fotografie, però, non sono scattate per trasporre la ridondanza estetica di un determinato monumento o scolpirne un dettaglio, al contrario sono apparizioni, immagini vaporose che dell’edifico sussurrano l’essenza. Un’architettura, la sua, che, in una giostra di forme, suoni e colori, è pervasa da morbidi fiati di luce e da iniezioni cromatiche che, svincolando sempre più le colonne, i cancelli e le scalinate da un referente razionale, le proiettano in una dimensione altra, estremamente evocativa e personale, tendente all’astrazione.
Fotografare il jazz, pretendere di fermare la musica che vive, per sua stessa natura, nel fluire del tempo, è una sfida, specie se ad essere fotografati non sono il musicista ripreso nella danza rituale con il proprio strumento o quelle mani che suonano anche quando non lo fanno direttamente, ma un ritmo diverso, architettonico, fatto di pieni e di vuoti, ma che, allo stesso modo, va “sentito”.
Immerse nel nero, sospese nel vuoto, virate nel colore, queste immagini sono mute solo per chi non sa guardarle. In esse vediamo, con tutto il piacere del riconoscimento e della scoperta, il segno del suono, ossia di una linea a tratti rigorosa, a tratti sciolta e fluente che, attraverso sottili stimolazioni percettive, dà vita ad un’avvolgente narrazione, quella del ritmo che si fa colore e del colore che diventa ritmo, suggerendo anche note rauche che, come in Tailgate, sembrano strappate alla tromba di Bubber Miley.



Silva Nironi - Note biografiche

Nata a Reggio Emilia e diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla scuola di Concetto Pozzati, Silva Nironi ha poi seguito un Corso di Specializzazione in Didattica dell’Arte.

La sua ricerca artistica è incentrata sugli aspetti caratterizzanti del paesaggio urbano contemporaneo, in un percorso che parte dall’archeologia industriale per arrivare ai non luoghi.

Le sue precedenti esperienze musicali come cantante jazz hanno contribuito alla scelta dell’ambiente urbano e metropolitano, fondamentale componente del mood jazzistico.

Attività espositiva:

1997 Reggio Emilia, Galleria Zona di visibilità, mostra personale "Clangore" a cura di A.Vaccari.
1998 Forlì, Circolo di Santa Sofia, mostra collettiva a cura di Fabio Cavallucci.
1999 Reggio Emilia, Padiglione Buccola, Istituto Psichiatrico, mostra collettiva "Ricicla".
2000 Modena, Galleria Artipici cartesiani, mostra personale "Still life".
2000 Reggio Emilia, Galleria 8,75 Artecontemporanea, mostra personale "Ein Weltklasse".
2000 Reggio Emilia, Artefiera, mostra collettiva "Reggio in arte".
2001 Bologna, Stazione Centrale, mostra collettiva "Accademia in stazione" a cura di Roberto Daolio e Mili Romano.
2002 Reggio Emilia, Sala giardino dei Musei Civici, mostra collettiva "Singolare-Plurale" a cura di Pietro Mussini.
2003 Bologna, Galleria Sessantaquattro, mostra collettiva "Corsie" a cura di Concetto Pozzati.
2003 Bologna, Galleria Sessantaquattro, mostra collettiva "Biennale di Corsie" a cura di Concetto Pozzati.
2004 Reggio Emilia, Galleria L'Ottagono, mostra collettiva "Presenze femminili nell'arte contemporanea".
2007 Reggio Emilia, Fotografia Europea Reggio Emilia 2007, mostra personale "Radiografie".
2008 Reggio Emilia, Galleria 8,75 Artecontemporanea, mostra personale "Jam Session" a cura di Chiara Serri.





CATALOGO
In galleria


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