8,75 Artecontemporanea - Dettaglio evento

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Giovanna Magnani - Bibbidi-bobbidi-bu

Dal sabato 08 marzo 2008
al sabato 29 marzo 2008

Orari:
tutti i giorni h. 16.30/19.30; lun-gio-festivi su appuntamento
Gli artisti correlati Giovanna Magnani
Curatori Chiara Serri

Comunicato stampa evento: Giovanna Magnani - Bibbidi-bobbidi-bu

A cura di Chiara Serri

Arte al femminile per la Galleria 8,75 Artecontemporanea che, in occasione dell’8 marzo, alzerà il sipario sulla spumeggiante personale di Giovanna Magnani, che, a vederla e conoscerla di persona, è tale quale alle sue creature fatate, che si cullano, lievi, in un tempo senza tempo, quello, appunto, del Bibbidi-bobbidi-bu.

Tra incantesimi, specchi magici e scarpette di cristallo, la pittura di Giovanna Magnani varca, ancora una volta, le frontiere impalpabili dei regni di fiaba, con un olio talmente soffice e vaporoso, che riesce ad imbrigliare nella luce la polvere magica di ogni racconto.

Come si legge nella nota critica di Chiara Serri, “Non sono più le bambine delle prime opere, quelle raccolte attorno ai piedini sproporzionati, che alludevano ad un lungo percorso di crescita, ma giovani donne che vogliono fare le principesse e, a piedi scalzi, dispiegano le ali e seguono il vento. Gli spazi si dilatano, i fondali godono di una maggiore profondità, come scatole magiche, scandite da partizioni cromatiche e perfetti equilibri formali. Tra queste mura, si dipanano le fila di una doppia narrazione: da un lato quella più immediata, che ammicca alla tradizionale morfologia della fiaba, dall’altro quella più sottile e seducente, che affonda lo sguardo nella sottigliezza vaporosa di un vestito o nella nuvola di tulle in cui volteggiava elegantemente Cenerentola al gran ballo”.

BIBBIDI-BOBBIDI-BU
di Chiara Serri

C’era una volta -sì, questa storia comincia proprio come le belle fiabe d’un tempo- un regno incantato, dove le bambine erano principesse e le casupole castelli.
Tra incantesimi, specchi magici e scarpette di cristallo, la pittura di Giovanna Magnani varca, ancora una volta, le frontiere impalpabili dei regni di fiaba, con un olio talmente soffice e vaporoso, che riesce ad imbrigliare nella luce la polvere magica di ogni racconto.
Vibranti di un respiro impercettibile e intinte in una pennellata liquida, che alleggerisce notevolmente il peso dei volumi, le piccole donne di Giovanna, così come le sue casette puntute come trulli, guardano al mondo da un palcoscenico di velluto, forse un po’ stretto, come del resto “calzava” a Biancaneve la casetta dei Sette Nani, ma comunque terso e sereno.
Non sono più le bambine delle prime opere, quelle raccolte attorno ai piedini sproporzionati, che alludevano ad un lungo percorso di crescita, ma giovani donne che vogliono fare le principesse e, a piedi scalzi, dispiegano le ali e seguono il vento.
Gli spazi si dilatano, i fondali godono di una maggiore profondità, come scatole magiche, scandite da partizioni cromatiche e perfetti equilibri formali.
Tra queste mura, si dipanano le fila di una doppia narrazione: da un lato quella più immediata, che ammicca alla tradizionale morfologia della fiaba, dall’altro quella più sottile e seducente, che affonda lo sguardo nella sottigliezza vaporosa di un vestito o nella nuvola di tulle in cui volteggiava elegantemente Cenerentola al gran ballo.
Un racconto dunque tattile, sensoriale, fatto di sogni e di aromi, che si sofferma sulla morbidezza dei tessuti e sul candore delle vesti, cullandosi tra le trame di una materia pittorica disegnata per morbidi fiati di luce e per guizzi di pesca e d’arancio.
Ad illuminare gli ovali torniti dei visi, sono monili scintillanti, nastri e forcine per capelli che “assorbono” il chiarore e lo proiettano oltre la tela. Delicati punti luminosi che si riflettono sulle gote rosate e sui tratti sensuali leggermente accennati, ma anche sulle pareti cremose del borgo, che sembrano prendere luce direttamente dalla luna.
Pittrice dai colori solari e dalle linee cristalline, Giovanna Magnani conferma, con questa nuova personale, la sua vocazione per una ricerca figurativa, ma allo stesso tempo onirica, declinata sulle note di un mondo incontaminato e di un tempo senza tempo, quello, appunto, del Bibbidi-bobbidi-bu.

Nata a Reggio Emilia e diplomata presso l’Istituto d’Arte Gaetano Chierici, Giovanna Magnani ha inaugurato nel 1999 la sua prima personale, dando il via ad un ricco programma espositivo, che l’ha portata, certo, a Reggio Emilia, dove da sempre partecipa alle iniziative promosse dalla Galleria 8,75 Artecontemporanea, ma anche in diverse città d’arte italiane, come Parma, Bologna e Firenze.

INAUGURAZIONE SABATO 8 MARZO 2008 ore 17.00
In occasione del vernissage, ad ogni signora sarà offerto un piccolo cadeau d’artista

9 - 29 MARZO 2008

Catalogo in galleria

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