A cura di Chiara Serri
La foto è di moda nelle stanze della Galleria 8,75 Artecontemporanea, dove, mercoledì 30 aprile, sarà alzato il sipario sulla personale Fotoscenica di Stefania Paparelli, la spumeggiante fotografa romana “uscita” dalle pagine di Glamour, di Elle e delle più importanti riviste internazionali di settore.
La mostra, allestita nell’ambito della terza edizione di Fotografia Europea, raccoglie una quindicina di scatti, tra loro diversi, ma accomunati dalla passione per un racconto sottile, scritto e interpretato dalla luce. Non una sola storia, ma tanti incipit, che l’autrice sussurra e poi lascia scorrere via, certa, un po’ come Calvino nel romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore, che le trame lasciate in sospeso si riallacceranno in un unico discorso.
La luce è il linguaggio, la storia il fine: i racconti fotografici di Stefania Paparelli sono teatro, sono cinema, sono invenzione, sono pellicola che scorre, seduce e rimane per sempre attuale, pur essendo finzione. La fotografia di moda, infatti, sfida la realtà, la guarda, la stravolge e poi la “mette in posa” davanti all’obiettivo del fotografo, che deve svelarne il sogno.
“L’intimità della posa”, come si legge nella nota critica di Chiara Serri, “enfatizzata dalle infinite morbidezze di una luce vaporosa che, del corpo, sussurra l’essenza, la citazione artistica del nudo femminile e l’atmosfera di un erotismo contenuto fanno delle fotografie di moda un racconto senza tempo, che attinge e reinterpreta l’allure romantica della Parigi di fine anni Cinquanta. Le dive di ieri rinascono nella moda di oggi, perché l’artista romana non fotografa l’abito, ma l’immaginario, la fiaba principesca di Grace Kelly o la Sabrina di Audrey Hepburn, insomma il sogno della moda tout court, tradotto da una luce palpabile che, spingendosi oltre i confini di ogni scatto, segna la fine di un mondo e l’inizio di un altro. Immagini morbide, quasi da toccare che, tra tulle e chiffon, rivelano il fascino avvolgente delle stoffe e la levigatezza della pelle, come velata da un sottile tessuto celeste”.
Romana per nascita, parigina per lavoro, sarda per affetti, Stefania Paparelli vive e lavora tra Cagliari e Parigi. Nonostante la giovane età, ha all’attivo importanti servizi fotografici per le principali riviste italiane ed internazionali, nonché la partecipazione al Mois de la Photo, alla collettiva milanese Lo sguardo italiano. Fotografie di moda dal 1951 a oggi e alla quinta edizione di FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma.
Fotoscenica
di Chiara Serri
L’intimità della posa, enfatizzata dalle infinite morbidezze di una luce vaporosa che, del corpo, sussurra l’essenza, la citazione artistica del nudo femminile e l’atmosfera di un erotismo contenuto fanno delle fotografie di moda di Stefania Paparelli un racconto senza tempo, che attinge e reinterpreta l’allure romantica della Parigi di fine anni Cinquanta.
Le dive di ieri rinascono nella moda di oggi, perché l’artista romana non fotografa l’abito, ma l’immaginario, la fiaba principesca di Grace Kelly o la Sabrina di Audrey Hepburn, insomma il sogno della moda tout court, tradotto da una luce palpabile che, spingendosi oltre i confini di ogni scatto, segna la fine di un mondo e l’inizio di un altro.
Immagini morbide, quasi da toccare che, tra tulle e chiffon, rivelano il fascino avvolgente delle stoffe e la levigatezza della pelle, come velata da un sottile tessuto celeste.
La luce è il linguaggio, la storia il fine: i racconti fotografici di Stefania Paparelli sono teatro, sono cinema, sono invenzione, sono pellicola che scorre, seduce e rimane per sempre attuale, pur essendo finzione. La fotografia di moda, infatti, sfida la realtà, la guarda, la stravolge e poi la “mette in posa” davanti all’obiettivo del fotografo, che deve svelarne il sogno.
Se in alcuni casi le atmosfere sono vagamente ovattate e velate da un’aria eterea che, sfiorando la superficie dell’immagine, rivela la sostanza tattile delle scelte visive, in altri casi, una luce abbagliante investe in pieno la figura, innervandola con una generosa dose di divismo, che certo non guasta. E poi la luce trasparente dell’intimità, quella magica, che rischiara l’incarnato della modella in penombra e poi si perde nelle profondità di uno specchio, perché la moda, almeno per Stefania, è anche incontro, viaggio e rappresentazione.
Non a caso, lo spazio con cui la modella interagisce è fondamentale, sia che si parli delle dune del deserto, sia che la ragazza respiri il profumo di una moquette floreale o dei fiori di pesco. Il corpo si muove nello spazio, ne asseconda gli andamenti o ne interrompe le linee, spesso dialogando con un fondo che diventa esso stesso protagonista della scena, grazie ad una scelta cromatica giocata sui colori pastello o sui toni ocra e castani, dal sapore leggermente vintage, ma anche sulla forza espressiva di tinte sgargianti come l’azzurro, il giallo o il violetto, carpite direttamente da un ambiente di cui questo corpo è estensione cromatica e formale.
Inaugurazione mercoledì 30 aprile 2008 ore 17.00
30 aprile - 28 maggio 2008
CATALOGO in galleria
75 ARTECONTEMPORANEA
Corso Garibaldi 4
Reggio Emilia
www.875artecontemporanea.it