91 mQ Art Project Space - Dettaglio evento

Sede Landsberger Allee 54, Berlin 10249 -  Mappa
Informazioni Tel +49 1635452575 | info91mq@gmail.com | http://www.91mq.org/




Paolo Bottarelli - MIND ≠ BRAIN

Dal giovedì 16 ottobre 2008
al sabato 01 novembre 2008

Orari:
mer/sab h. 16.00/19.00; su appuntamento (+49 1635473412 - +49 16352575)
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Curatori Elena Agudio

Comunicato stampa evento: Paolo Bottarelli - MIND ≠ BRAIN

A cura di Elena Agudio

A Berlino bastano 91 mQ per dialogare. Nella città che accoglie più di 400 gallerie di arte contemporanea, lo scorso giugno 2008 è nata una nuova alternativa per lo sviluppo del pensiero artistico: uno spazio indipendente, gestito da artisti, frequentato da curatori e teorici e, soprattutto, assolutamente aperto. Oggi che il sistema dell’arte sembra essere sempre più una torre d’avorio le cui chiavi di accesso si nascondo solo nelle porte interne alla torre stessa, l’esperimento di Elena Bellantoni e Marco Giani è un’eccezione da osservare con attenzione. La sfida è quella del confronto, della pratica della curiosità e della coltivazione delle idee. Nello spazio di Landsberger Allee 54, in una diroccata ex fabbrica di birra che custodisce ancora atmosfere della Berlino dei tempi del muro, tra ateliers di artisti e spazi espositivi indipendenti, il 16 ottobre 2008, 91 mQ presenta la sua prima mostra personale.
Mind ≠ Brain, un’installazione del giovane artista italiano Paolo Bottarelli: un progetto site-specific, studiato e pensato insieme a Giani e Bellantoni. Un cervello posato su un universo, una proiezione di questo negli infiniti rimandi di specchi incisi con i primi 1.000 decimali di pi greco e delle sculture di plexiglas cangiante, fuso e inciso con geroglifici matematici delle più recenti teorie scientifiche sull’infinto. Luci nascoste, posizionate a riflettere sulle pareti misteriosi giochi di ombre e immagini di “universi paralleli”, daranno vita all’installazione. L’artista, interessato al connubio tra arte e scienza, dopo l’esposizione milanese “Epifanie Matematiche” presso la Basilica di Sant’Ambrogio, a Berlino presenta una sua riflessione sulle facoltà della mente e i limiti del cervello umano. Dopo aver assistito a un’operazione chirurgica a cranio aperto nella sezione di neurosurgery dell’ospedale berlinese di Charitè, e dopo aver indagato attentamente il pensiero contemporaneo sulle più ardite possibilità della mente, Paolo ricrea nel project art space di 91 mQ i propri stati di coscienza.

Un giorno prese il suo cervello e lo osservò. L’involucro carnale della sua coscienza divenne un labirinto fisico dal quale si convinse di potere uscire. Lo ispezionò, lo osservò con meticolosità scientifica e si mise a interrogarlo. Quale è la natura della mia essenza contingente? La mia mente rappresenta solo le funzioni superiori di queste spire di carne e nervi? Volontà, ragione, memoria, intelligenza ed emozioni sono solo frutto di processi cerebrali? La questione, impenetrabile, non gli sembrava del tutto irrisolvibile. Fin dai tempi più remoti dell’origine della coscienza le risposte sembravano avvicinarsi a una qualche teoria ultima: se per Platone la mente aveva un’esistenza sostanzialmente autonoma, già per Aristotele invece valeva la prospettiva funzionalista, e se per l’allievo di Darwin, Huxley, la mente non rappresentava nulla di più che l’insieme dei meccanismi cerebrali, per gli psicanalisti e i filosofi del XX secolo la riduzione della mente al cervello pareva insostenibile.
Appoggiò il cervello su un piedistallo. Iniziava a fargli male. Ne prese distanza. E si concentrò. Io ho un cervello. Io sono un cervello. L’atlante di anatomia gli permise di mappare le diverse aree dell’intricato pezzo di carne e di comprendere con più precisione fino a dove si potesse arrivare a catalogare. Ma la testa continuava a fargli male, il chiodo fisso della risoluzione della questione non gli permetteva di liberarsi dall’emicrania.
L’agopuntura, gli avevano detto, normalizza il flusso del qi, poco importa se sia questo flusso l’energia vitale del corpo, come vuole dire la parola cinese. Il cervello in questo caso veniva analizzato come un corpo a sé stante, e il Q.I. da normalizzare poteva allora essere il quoziente di intelligenza. Gli aghi diedero una scossa illuminante al suo paziente.
“L’universo è un circuito autointrecciato, e l’osservazione ne alimenta la genesi”. Questa fu la risposta che gli balenò alla mente. La trasparenza dei suoi pensieri si trasformò in una proiezione di riflessi. Il dolore scomparve. E il suo cervello smise di esistere.
E.A.

16 ottobre - 1 novembre 2008

91 mQ
Art Project Space
Landsberger Allee 54
10249 Berlin
info91mq@gmail.com
www.91mq.org


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