Nell'ambito della VIII SETTIMANA DELLA CULTURA, 2-9 APRILE 2006
In collaborazione con: Galleria d'Arte l'Occhio - Venezia; Ermanno Tedeschi Gallery - Milano - Torino; Galleria Radar - Mestre (VE); Horti Lamiani - Bettivō; World's Artists - Roma
La mostra, come suggerisce il titolo stesso, nasce dall'idea del doppio. Due sono infatti le sezioni della personale che rappresentano il cammino artistico di Tobia Ravā: una dedicata alle opere degli anni novanta a cui fa da contraltare la sezione pių recente sulle ultime ricerche alfanumeriche. Parlare di numeri, in un'opera d'arte, puō sembrare una stranezza, un controsenso, ma la creativitā dello spirito artistico non ha limiti e con Tobia Ravā veniamo condotti ad esplorare la logica alfa-numerica che, appunto si basa sulle regole del codice binario. Una doppia lettura della realtā, attraverso numeri e lettere, quelle antiche dell'alfabeto ebraico. Succede cosė che il quadro ci ricordi, al primo impatto, un'immagine, di natura, d'interno d'abitazione, di paesaggio urbano, di scorcio monumentale . ma poi, quasi contemporaneamente, lo sguardo dello spettatore percepisce la "costruzione" dell'immagine che, nell'avvicinarsi si sgretola in migliaia di simboli matematici. Cifre e lettere "sfidano" l'occhio e la mente promettendo nuovi scenari e significati, sottesi appunto al tranquillo impatto paesaggistico. E' un invito al gioco, la pittura di Tobia Ravā, il gioco dei numeri, e dei messaggi che ci vogliono trasmettere, in un'operazione comunicativa che č come un fiume in piena e che, proprio per la sua tridimensionalitā, ti "tira dentro al quadro", ti ipnotizza, ti dā soluzioni che perō non tolgono la "sete" della conoscenza, anzi la acuiscono. E' un gioco a due, "binario", tra l'autore che propone l'arcano e lo spettatore che lo deve scoprire, decodificare, e questo del gioco di numeri, che richiama la cabala e la Kabalah, č anche un lascito settecentesco veneziano, di quell'epoca fastosa e dorata che fece da sfondo e quasi da matrice del personaggio Casanova. L'impressione che se ne riceve č quella del gioco di prestigio, dove la lettura finale, la legenda, offerta allo spettatore per aiutarlo a decodificare il quadro, č solo l'inizio di un percorso infinito, proprio come le fughe che i paesaggi di Ravā ci offrono, a simboleggiare la consapevolezza del limite della mente umana che č infinitamente piccola rispetto all'universo e alle leggi che lo governano, ma anche infinitamente assetata di quella conoscenza delle cose di cui puō solo intuire le ombre incerte, ombre che sono presenti nei quadri di Ravā, come proiezioni dell'oggetto reale e, in quanto tali, come rappresentazione del doppio nel suo ruolo ricorrente, determinante, inquietante, ossessivo, complesso come lo č la nostra stessa esistenza.
Tobia Ravā (Padova nel 1959), lavora a Venezia. Si č laureato in Semiologia delle arti all'Universitā di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Dipinge dal 1971 ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone e Stati Uniti. Presente in collezioni, sia private che pubbliche, in Europa, negli stati Uniti, in America latina e in Estremo Oriente. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 č il promotore del gruppo Triplani. Nel 1998 č tra i soci fondatori di Concerto d'Arte Contemporanea e dello spazio PaRDeS.
Presentazione a cura di MARIA LUISA TREVISAN
Catalogo mostra a cura di GIORGIA CALO'
VERNISSAGE DI APERTURA DOMENICA 9 APRILE ALLE ORE 11,00
DAL 9 APRILE AL 1° MAGGIO 2006
ABBAZIA DI POMPOSA - PALAZZINA INFORMAZIONI TURISTICHE
Ente Promotore: COMUNE DI CODIGORO, ASSESSORATO AL TURISMO
UFFICIO STAMPA E INFORMAZIONI
Dott. ssa GIANNA BRAGHIN
Tel. 0533/729511
respurp@comune.codigoro.fe.i