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le immagini dell’invisibile. Ádám Würz

Dal martedì 29 novembre 2005
al martedì 13 dicembre 2005

Orari:
dal Lunedì al Venerdì 10.00/13.00 e 16.00/19.30; Sabato 16.30/19.30
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Comunicato stampa evento: le immagini dell’invisibile. Ádám Würz

Ádám Würz crea un microcosmo personale, in cui si combinano le idee della filosofia e le nozioni dell’intelletto che formano e modificano il mondo della cultura. Il suo obiettivo: rendere visibile l’invisibile. Adam Würtz Jr. ricrea il mondo tangibile in un modo che invita lo spettatore alla riflessione su ciò che si vede e su ciò che si sperimenta. Si può dire che tutte le sue opere sono autoritratti.
Le sue opere innovative sia nel contenuto che nelle soluzioni di forma e tecnica, creano un linguaggio d’immagine originale, sono spiritualmente bilanciate. La composizione dei suoi quadri, caratterizzati da un tripudio di colori e forme, avviene con una molteplicità di tecniche: acrilico, acquarello, pastelli ad olio, pastelli solubili, inchiostro, tempera, e carta Fabriano. Utilizza la tecnica dell’acquaforte, e lastre di rame colorate.
Gli elementi meccanici presenti nei quadri ruotano come pianeti intorno al loro Sole che rappresenta l’uomo, i suoi atteggiamenti e le sue decisioni. I muscoli stilizzati, l'ossatura ed i sistemi nervosi esprimono dei contesti: il grado di libertà, ed allo stesso tempo anche i suoi limiti.
Secondo Ádám Würz Jr. lo stato più bello è quello della libertà. Da cio deriva che i dipinti sono animati dalla preoccupazione per la manipolazione e le minacce, nonché dai rischi emergenti. Per mantenere un simile equilibrio ci vuole una capacità di composizione assoluta. Per un intreccio di dettagli cosí ricco, e cosí dettagliatamente ed attentamente elaborato sono necessarie delle soluzioni tecniche di bravura, grazie alle quali ciascuna delle sue pitture affascina nella sua pura realtà fisica.
Ádám WÜRZ Jr. non segue tendenze di moda. Lui ha appreso dal padre la competenza tecnica e l’amore per l’arte.
La sua arte non si richiama ad uno stile o movimento specifico, nonostante critici d’arte conosciuti in Europa, (come Lucas Gehrmann del Kunsthalle di Vienna) inseriscano la sua arte nel movimento della neoavanguardia ungherese.
La simbologia da lui utilizzata presenta le storie, i caratteri e gli oggetti nel loro sviluppo, in uno stato di movimento e transizione. Sulle sue acqueforti, i suoi dipinti e le sue piccole plastiche si presenta il processo di transizione da uno stato attuale ad una nuova entità.Oltre ad una morale percettibile da tutti, l'osservatore coglie anche il messaggio destinato esclusivamente ad esso.

Ogni volta l’artista tramite le sue opere si presenta nel contesto di una o più comunità, sia come membro di esse o come esterno. Si riferiscono ai valori da lui adottati le simbologie delle grandi culture del passato (aztechi, maya, egiziani, indiani). Allo stesso tempo l’artista vuole attenersi alla santità dell’opera. Anzi, fa molto di più: svela i suoi segreti più intimi. Il corpo, l'anima, lo spazio ed il tempo si uniscono in un’unica entità. È un percorso spitituale questo, dalla visualità al pensiero.

La sua arte poetica si può spiegare con questi due passaggi:

„ Per me c’è solo il viaggio sui sentieri che hanno un cuore, su ogni sentiero che può avere un cuore. Là io viaggio, e l’unica sfida meritevole per me è attraversare la loro completa lunghezza.” (da L’insegnamento di Don Juan: una via Yaqui alla conoscenza” di Carlos Castaneda)

“….non si può più tentare di stabilire l’inizio e la direzione di una infinita lunga strada. La pretesa di ogni sistematica e definitiva completezza sarebbe un’autoillusione.” (dal filosofo George Simmel).


Inaugurazione: Martedì 29 novembre 2005 0re 19 .00
29 novembre / 13 dicembre 2005


A cura della d.ssa Miklósné Csapody Direttore degli Istituti culturali Ungheresi all’Estero

Ingresso libero


UFFICIO STAMPA
Amelia Vescovi 339 3151147 ameliavescovi@libero.it
Cristiana Persia 393 9719595 cristianapersia@tiscali.it
Andrea Cangelli 347 5201446 andrea.cangelli@alice.it



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