Accademia di Ungheria - Dettaglio evento

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Armonia, vibrazioni e ritmo estetico - Márton Barabás

Dal giovedě 02 novembre 2006
al sabato 02 dicembre 2006

Orari:
tutti i giorni 10.00 / 13.00 e 16.30 / 19.30 sabato 16.30 / 19.30 (domenica chiuso)
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Comunicato stampa evento: Armonia, vibrazioni e ritmo estetico - Márton Barabás

In Accademia d’Ungheria pianoforti in disuso promossi aopere d’arte.
Armonia, vibrazioni e ritmo estetico sono gli elementi salienti dell’innovativa produzione artistica di Márton Barabás, originale artista ungherese le cui opere sono esposte fino al 2 dicembre presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma. Una personale che vede il ritorno di Barabás in Italia dopo una sua partecipazione, come giovane artista, nel 1980 alla Biennale di Venezia.
Le sue sono opere che sfumano i contorni fra pittura e scultura, trasformando se stesse in creazioni plastiche integrate perfettamente nell’ambiente che le ospita.
Casse, tavole armoniche, tasti, martelletti e corde di pianoforti ormai in disuso sono gli elementi utilizzati da Barabás come materia creativa di tutta la sua produzione artistica. Usati come base di pittura o aggregati in nuove forme, gli elementi di vecchi congegni a corda percossa si trasformano in strumenti di nuove emozioni visive, capaci di ricordare a chi le osserva le motivazioni che sottendono il perché, al tocco, un tasto di pianoforte diffonde nello spazio infinite armonie musicali.
L’estrema raffinatezza delle creazioni di Barabás, l’immobilitŕ in cui sono costrette, generano in chi le osserva una tensione estrema, peculiaritŕ che trasforma le stesse in opere vive, personificandole e offrendo loro dinamismo e forza. Non sfugge allo sguardo, l’origine, la matrice puramente materiale dei singoli pezzi che le compongono, ma ciň che veramente sorprende č l’applicabilitŕ plastica di ogni singolo componente. Ogni opera č una chiara allusione alla musica, che impossibilitata ormai nella produzione di suoni, riesce a riprodurre ritmi figurativi evocativi di quelli musicali.
Sono opere piene di fascino e mistero. E’ avvicinandosi, focalizzandosi su ciascuna di esse, che si riesce a scoprire la perfezione artigianale di ogni singolo elemento che compone l’opera nel suo complesso. Ed č in questa fusione fra perfezione artigianale e una sua ricomposizione in un nuovo schema artistico che si completa la produzione di Barabás.
Non si tratta dell’utilizzo assurdo degli oggetti come poteva accadere nell’arte surrealista. L’artista in realtŕ inserisce oggetti giŕ finiti, anzi perfettamente finiti, all’interno della trama concettuale delle proprie opere. Non attribuisce loro diverso significato, ma li utilizza come strumento per rafforzare la potenza del messaggio contenuto nella sua arte plastica.
Quella che puň essere definita “azione estetica” viene cosě riportata su un piano piů astratto: le singole componenti non assolvono le funzioni abituali, ma si trasformano per eccellenza in elementi visivi e formali.
In questo modo, componenti minutissimi si inseriscono uno dentro l’altro con un ordine perfetto progettato dall’artista. E’ immediato che si riconoscano le varie componenti di pianoforte che animano l’opera, ed č altrettanto immediata, la percezione da parte dello spettatore del significato profondo che ha portato l’artista a quel tipo di assemblaggi, essenziali, che da vita alla complessitŕ delle forme che ispirano le sue opere.
Le frequenti allusioni reiterate alla ricchezza del mondo vegetale e animale ( opere che di volta in volta ricordano fiori, fossili, conchiglie), hanno l’effetto di suscitare negli occhi dello spettatore suggestioni complesse, che rimandano ai virtuosismi propri della musica barocca.
Barabás nella sua produzione fa appello costante ad alcuni archetipi: il movimento continuo, la ripetizione e il dinamismo che trasforma costantemente l’essere in qualcosa di uguale e al contempo diverso che si sviluppa all’infinito.
L’eleganza e l’armonia di ogni sua opera, l’originalitŕ dell’espressione plastica, rendono Márton Barabás uno spirito attivo, testimonianza di un artista che reagisce in maniera attentissima ai grandi interrogativi della sua epoca.

Márton Barabás

E’ nato nel 1952 a Budapest. Ha terminato i suoi studi nel 1977 presso l’Accademia di Belle Arti di Budapest alla Facoltŕ di Pittura. Dipinge, realizza sculture, istallazioni, oggetti-libro. Nel 1980, artista giovane, ha esposto alle Biennale di Venezia un quadro dipinto sul coperchio della cassa di un pianoforte.
Tra il 1981 e il 1983 č membro esecutivo dello Studio dei Giovani Artisti, nel 1983 presidente dello stesso. Tra il 1978 e il 1991 ha partecipato ai lavori della “Colonia Artistica di Arti Grafiche" di Makó.
Le sue opere nascono da pianoforti scartati, non piů utilizzabili come strumento musicale. Sul loro coperchio dipinge dei quadri, dalla loro struttura crea dei rilievi plastici, e delle sculture. Le sue opere sono state presentate nel 2003 con il titolo „Pianoforti trovati e inventati” a Vienna presso il „Haus der Musik” e nel 2004 a Budapest, presso il Museo delle Arti Applicate. Ha avuto mostre individuali in vari paesi europei, e anche in Egitto, nonché in India. In Italia si presenta per la prima volta con una mostra individuale in Accademia d’Ungheria, a Roma.

L’arte di Barabás
Con i suoi primi lavori ha esplorato le possibilitŕ di innovazione nella pittura tradizionale su legno. Tuttavia era giŕ interessato al problema dello “spazio”. Un esempio di questa sua preoccupazione per lo “spazio” č la sua opera intitolata “Affittuario di Icaro”, presentata all’esposizione “Studi di giovani artisti” del 1978. Le opere piů significative di questo suo primo periodo artistico sono quelle iper-realistiche, basate sull’uso di fotografie, nelle quali la tensione č creata attraverso l’unitŕ o il dualismo tra illusione e realtŕ. Negli anni ottanta ha creato composizioni geometriche astratte ed anche realizzato un assemblaggio di lavori composti con una serie di assi ed eseguiti con la tecnica del collage, evocativo di frammenti e statue dell’antichitŕ.
Durante gli anni ’80 prese rilievo nella sua attivitŕ il processo creativo delle “statue-pitture” tridimensionali. Queste opere sono composizioni non classificabili, si situano sul confine tra la pittura e la scultura non figurativa.
I materiali utilizzati sono oggetti “trovati”: dapprima colloca pezzi di strumenti musicali, soprattutto di pianoforte (la tastiera ed il sistema di martelli), ed il compensato, che spesso taglia in modo da ricordare animali (giraffe). Le composizioni decorative, dipinte con colori vivi, appaiono come rilievi sul muro, o come statue appese o posate a terra. Gli elementi che ritroviamo in questi lavori sono il mucchio di foglie, la foglia di acanto, i pezzi di pietra, la forma “zigzagante” e la spirale. Questi lavori plastici, organizzati sulla base di forme astratte dominanti, non sono statue tradizionali, ma complesse composizioni che strutturano lo spazio.

Premi e riconoscimenti
1978-81: Borsa di studio Derkovits;
1984: Premio speciale del XIV Festival Internazionale di Pittura, Cagnes-il sud-Mer;
1986: Premio della fondazione Soros;
1987: Borsa di studio in Egitto;
1989: Borsa di studio all'Accademia d’Ungheria in Roma;
1999: Premio Munkácsy.
Selezione delle mostre individuali
2000 Budapest, Istituto Francese
2001 Londra, Centro Culturale Ungherese
2002 Brasov (Romania), Museo Civico
2002-2003 Schloss Gondelsheim, Galerie Steiner, Germania
2003 "Gefundene und erfundene Klaviere " Haus der Musik, Vienna, Austria
2003 Wiener Mechanik-Klavierskulpturen,Berlin-Spandau, Zitadelle, Germania
2004 Budapest, Museo delle Arti Applicate
2005"Mutual Influenses "(Interazioni) Istituto Ungherese di Delhi (con Eszter Balás)
2005 Atene,Cultural Center of the Municipality of Athens, Grecia
Selezione delle esposizioni collettive
1977 Studio di Giovani artisti ‘77, Art Gallery Csók, Székesfehérvár
1978 Studio di Giovani artisti ‘78, Hungarian National Gallery
1978 Studio di Giovani artisti , Grand Palais, Paris
1980 Dipinti plastici, Gallery of the plaza of the Theater, Pécs
1980 Utilizzo della fotografia nelle arti plastiche, House of the Hungarian Culture, Berlin
1980 XXXIX Biennale di Venezia
1983 Tendenze della scultura ungherese, Lisbona, Madrid
1984 XVI Festival internazionale di pittura, Cagnes-sour-Mer
1986 Eclectic' 85, Hungarian National Gallery
1987 Arte contemporanea d’Ungheria, Galerie der Künstler, Munoch
1991-96 Art Expo of Budapest
1991-92 Hommage ŕ Kandinsky II, Gallery Fészek
1993 New Painting of the east, Madrid
1993 L’Italia e l’arte ungherese degli anni ‘80, Istituto italiano di cultura a Budapest
1994 Anni ’80-Arti plastiche, Museum Ernst

Lavori in collezioni pubbliche
State art Gallery of Dresden, Metropolitan art Gallery, Deposit of the Study of Young Artists, Museum of the Army, Museum King San Esteban, Székesfehérvár, Museum Janus Pannonius, Pécs, Museum A. József, Makó, Hungarian National Gallery, Museum of Photography of Miskolc, art Gallery of Szombathely, Szombathely, art Gallery of Somogy, Kaposvár National Museum of Szceczin, Museum Tragor, Vác National Museum of Wroclaw, Museum J. Xantus, Győr.
Lavori in spazi pubblici
Separate and Landing (oil, 1085, Budapest, Airport of Ferihegy 2, Painting of the facade (1993-94, Tatabánya, House of the Public Culture) "Pannó" (oil, 1994, Tatabánya, House of the Public Culture), The boat of Noah- "pannó" (oil, 1996, Budapest, neighborhood V, School of the plaza San Esteban), Relief to Bence Szabolcsi (bronze, 1998, Budapest, neighborhood V, School of Music Bence Szabolcsi)

Inaugurazione 2 novembre 2006 19.00


2 novembre – 2 Dicembre 2006


Ingresso libero


Ufficio stampa:
Cristiana Persia
cristianapersia@tiscali.it
Amelia Vescovi
ameliavescovi@libero.it
Andrea Cangelli
andrea.cangelli@alice.it


Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma, Palazzo Falconieri
via Giulia 1, Roma
tel 066889671
accadung@tin.it
http://www.magyarintezet.hu/roma