Accademia di Ungheria - Dettaglio evento

Sede Via Giulia, 1, Roma -  Mappa
Informazioni Tel info 066889671 | austrianculturerome@rmnet.it




OMAGGIO A MILLOSS

Dal mercoledì 31 gennaio 2007
al sabato 03 marzo 2007

Orari:
inaugurazione Mercoledì 31 gennaio 2007 – 0re 19.00

10.00-13.00 e 16.30- 19.30, sabato 16.30 - 19.30 (domenica chiuso)
Curatori Patrizia Veroli

Comunicato stampa evento: OMAGGIO A MILLOSS

A cura di Patrizia Veroli
Omaggio a Milloss

Mercoledì 31 gennaio 2007 – 0re 19.00
Galleria dell’Accademia d’Ungheria In Roma
Palazzo Falconieri - Via Giulia 1, Roma

Figura di spicco della danza europea nel ‘900, il coreografo e danzatore Aurel Milloss viene rievocato attraverso fotografie, spartiti, lettere, appunti: documenti che illustrano un percorso artistico caratterizzato dall’equilibrio fra innovazione e rigore formale, e che testimoniano, accanto alla passione per la danza, una particolare attrazione per le arti “parallele”, come la scenografia e la cinematografia.
Saranno presenti la Prof.ssa Maria Ida Biggi, della Fondazione Cini di Venezia, e Linda Selmin, storica della danza.
Introduzione a cura di Patrizia Veroli, studiosa e saggista di danza.

Al termine sarà servito un rinfresco.


Ufficio stampa:
Amelia Vescovi 339 3151147 ameliavescovi@libero.it


Omaggio a Milloss
31 gennaio - 3 marzo 2007
Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma, Palazzo Falconieri- via Giulia 1, Roma
Tel. 06.6889671 – e mail accadung@tin.it – http www.magyarintezet.hu/roma
Orario: 10.00-13.00 e 16.30- 19.30, sabato 16.30 - 19.30 (domenica chiuso).
Ingresso libero.

Mostra
OMAGGIO A MILLOSS
Accademia d’Ungheria in Roma
31 gennaio – 1 marzo 2007


Proseguono nel 2007 le celebrazioni per il centenario della nascita del coreografo Aurel Milloss.
Dopo la mostra organizzata a Venezia dalla Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con La Biennale di Venezia e il Teatro La Fenice, l’“Omaggio a Milloss” si sposta a Roma, presso l’Accademia d’Ungheria, che intende così ricordare un importante esponente della propria cultura.
Alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia Milloss ha donato il proprio archivio artistico e la biblioteca personale poco prima della morte, a Roma Milloss è arrivato nel 1938 legando da subito il proprio nome ai più importanti teatri della città e alla rinascita del balletto in Italia, e restando legato a questa città per tutta la vita.
Aurel Milloss è stato uno dei maggiori danzatori e coreografi europei della prima metà del Novecento, ma è stato anche un protagonista importante della vita artistica e culturale del Novecento europeo di cui ha percorso alcune esperienze fondamentali, dall’espressionismo nella Germania degli anni Venti, all’Europa del dopoguerra, fino agli anni settanta, contribuendo a rendere la danza una componente fondamentale dell’espressione artistica contemporanea. Nel suo lavoro di coreografo e regista, Milloss ha sempre promosso e difeso l’idea di una stretta collaborazione fra le arti: musica, pittura, danza, recitazione, nella creazione e nella messa in scena dello spettacolo. In questa vocazione "interdisciplinare" egli incarna una caratteristica tipica della danza e del teatro del Novecento, inaugurata dai Balletti Russi, di cui lo stesso Milloss era un grande ammiratore.
La mostra intende mettere in luce e valorizzare l’unicità e l’importanza della raccolta di documenti, immagini e rari volumi di storia e critica della danza del HYPERLINK "http://www.cini.it/italiano/03collezioni/fondi/milloss.html" Fondo Milloss conservati presso la Fondazione Giorgio Cini.
Il prezioso materiale a disposizione per questo "Omaggio" documenta la sua formazione internazionale, i contatti con i grandi maestri storici della danza di inizio secolo, il suo lavoro come coreografo e assistente alla regia nell’Ungheria degli anni Trenta e il suo rapporto privilegiato con Roma, in particolare con quello che era il Teatro Reale dell’Opera, e le numerose creazioni per quello straordinario esperimento che fu il Teatro delle Arti di Anton Giulio Bragaglia.
L’ampiezza dell’arco cronologico e il carattere eterogeneo dei materiali intendono restituire al visitatore la grandezza di un artista e intellettuale che, documentando puntualmente la sua carriera, collezionando libri, contribuendo alla stesura di un’opera fondamentale come l’Enciclopedia dello spettacolo e intervenendo nel dibattito culturale internazionale, ha avuto un ruolo determinante nell’affermazione della danza in Italia.


BIOGRAFIA DI AUREL MILLOSS

Coreografo e ballerino ungherese naturalizzato italiano, nacque a Ozora (l’attuale serba Uzdin), località della Vojvodina, il 12 maggio 1906. Fondamentale fu l’esperienza formativa a Berlino, a partire dal 1926, nella scuola labaniana di Hertha Feist e poi presso l’Istituto Coreografico diretto dallo stesso Rudolf von Laban, il fondatore della danza moderna europea, come pure i corsi del grande maestro italiano Enrico Cecchetti, che seguì negli stessi anni a Milano e Torino.
Nel 1932 Milloss iniziò la sua lunga e feconda carriera di coreografo a Breslau. Direttore del ballo presso lo Stadttheater di Augsburg (1932-34) e la Opernhaus di Düsseldorf (1934-35), si segnalava per la fecondità creativa e lo stile in cui coniugava l’eredità tecnica della danza classico-accademica con le conquiste della nuova danza moderna.
Costretto a fuggire dalla Germania nazista nel dicembre 1935, si rifugiò in Ungheria e poi in Italia. Dove divenne coreografo e direttore del ballo presso il Teatro reale dell’Opera di Roma dal 1938 al 1945, recando un apporto decisivo alla rinascita del balletto nel nostro Paese. Dopo la guerra Milloss lavorò in molti teatri in tutto il mondo, alla Scala di Milano (1946-47), al Colon di Buenos Aires, al comunale di Firenze, al Massimo di Palermo, al Theatre des Champs-Elysées di Parigi. È stato scenografo e direttore del ballo della Opernhaus di Colonia (1960-63) e della Staatsoper di Vienna (1963-66 e 1970-73).
Milloss ha creato complessivamente 177 balletti ed è stato autore di un elevato numero di danze d’opera, oltre che celebrato regista. Danzatore dalla potenza espressiva notevolissima, versata nei registri del grottesco e del macabro, come coreografo ha teso sempre di più a fondere la tecnica e lo stile moderni con quelli classici. Con esiti eccellenti (per es. per Il mandarino meraviglioso di Bartók con la scenografia di Prampolini, 1942) partecipò direttamente al lavoro dei compositori e collaborò con i pittori Afro, Cagli, De Chirico, Guttuso, De Pisis, Mafai, Basaldella, Scialoja, Severini. Tra le sue opere di più alto impegno per ricerca psicologica e forza espressiva vanno ricordate: La follia di Orlando (su musica di Petrassi, 1947), Marsia (musica di Dallapiccola, 1948), Mystères e Memorie dall’ignoto musica di Bartók, rispettivamente 1951 e 1959) Deserti (musica di Varese, 1965), Tautologos (musica elettronica di Ferrari, 1969), Dedalo (musica di Turchi, 1972), Visage di Berio (1973), Jeux di Debussy (1975), La rivolta di Sisifo di Petrassi (1977). Della sua vasta produzione non vanno dimenticati infine Il Figliol prodigo (musica di Prokoviev), Il canto dell’usignolo (musica di Stravinskij), Estri (musica di Petrassi, Spoleto 1968), Fantasia indiana (musica di Busoni).
Aurel Milloss morì a Roma il 21 settembre 1988.

IL FONDO MILLOSS ALLA FONDAZIONE CINI

La collezione di libri, riviste, manifesti, programmi di sala e fotografie relativi alle vicende della danza nel nostro secolo, lasciata alla Fondazione Cini da Aurel Milloss, che fu - assieme a Diaghilev – uno dei grandi maestri della danza del Novecento, comprende circa 2.500 pubblicazioni che sono state catalogate su supporto informatico e costituiscono uno tra i più importanti nuclei di consultazione relativi alla danza esistenti oggi in Europa.
La biblioteca e i carteggi sono stati completamente catalogati, ed è iniziata la schedatura del rimanente materiale del fondo. Nel Fondo Milloss è presente anche una ricca sezione musicale composta dalle partiture di cui il coreografo ha progettato o realizzato la coreografia o la regia. Le partiture riportano quindi segni e indicazioni di mano di Milloss riferiti alla scansione, alla disposizione scenica, ai movimenti, rappresentando così un documento di rilievo per la ricostruire la genesi e l’aspetto delle sue creazioni. Il lavoro di Milloss sulle partiture è strettamente legato alla sua forte preparazione musicale, testimoniata anche dagli intensi rapporti che ebbe con molti dei compositori con cui collaborò.
Ancora parzialmente inesplorata nel Fondo è la sezione relativa all’Archivio vero e proprio: decine di cartelle costruite e predisposte da Milloss nel corso di molti anni al fine di documentare la propria carriera, attraverso la raccolta di documentazione di vario genere relativa ad ogni spettacolo, tournèe o compagnia
La sezione fotografica dell’archivio, costituita da migliaia di immagini, in alcuni casi di importanti fotografi italiani e stranieri, è uno strumento indispensabile per la ricostruzione degli spettacoli e delle importanti collaborazioni con pittori e scenografi.

DESCRIZIONE DELLA MOSTRA

La mostra intende mettere in luce le tappe più importanti e gli aspetti più interessanti della carriera di Milloss, valorizzando al contempo la preziosa collezione di libri e documenti relativi alla storia della danza. Sono stati scelti alcuni temi fondamentali attorno a cui la mostra si articola e sviluppa, grazie alla possibilità di esporre materiali e documenti originali di grande interesse e in gran parte inediti.
Un primo percorso è legato alla formazione teorica e pratica di Milloss danzatore, coreografo e critico: i primi anni in Ungheria, l’esperienza formativa in Germania con Laban, la tecnica sospesa fra danza accademica e istanze del nuovo, la fuga dalla Germania nazista e il ritorno a Budapest. Intorno a questo nucleo si raccolgono le immagini e i documenti relativi ai maestri di Milloss, ai suoi esercizi nella scuola labaniana, ai suoi primi spettacoli e al clima culturale nella Berlino a cavallo fra gli anni Venti e Trenta, e ancora alle sue importanti esperienze artistiche nei teatri di Budapest, collaborando con registi e scenografi che rappresentavano l’avanguardia ungherese. Insieme a questi materiali si presentano importanti volumi di storia e critica della danza, provenienti dalla sua biblioteca, pubblicati nel primo trentennio del Novecento e dedicati ai protagonisti di quella che era allora una disciplina che lottava per affermarsi culturalmente. A questi documenti si affiancano i primi interventi di Milloss nel dibattito, assai vivo in quel momento, sulle circostanze e modalità dell’affermazione della nuova danza come arte alla pari di altre.
La seconda parte della mostra è relativa all’arrivo di Milloss in Italia e in particolare alla sua presenza a Roma. In questa città Milloss sceglie di vivere, qui diventa coreografo e direttore del ballo presso il Teatro Reale dell’Opera dal 1938 al 1945, dando, con la sua tecnica e la sua profonda educazione artistica e musicale, un apporto fondamentale alla rinascita della danza in Italia. Negli stessi anni in cui ricopre questo ruolo nel teatro più importante della capitale con importanti balletti, ma anche regie e coreografie per il teatro d’opera, Milloss intraprende le prime collaborazioni con pittori e i musicisti che hanno il loro punto riferimento nel Teatro delle Arti di Anton Giulio Bragaglia. Questo teatro era il luogo della sperimentazione, dove nascevano spettacoli lontani dal repertorio grazie all’impostazione diaghileviana di cooperazione fra le varie arti, che Milloss seppe dare al proprio lavoro. È in questi anni che Milloss incontra e collabora con pittori come Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Mario Mafai, Mario Pompei, Enrico Prampolini, Gino Severini, Toti Scialoja, e compositori come Luigi Dallapiccola, Goffredo Petrassi, Roman Vlad con i quali nascono felici collaborazioni e straordinarie creazioni.
Il percorso della mostra è arricchito da documenti relativi alla vita di Milloss, al suo impegno come intellettuale e critico nel campo delle arti, ai suoi incontri con i più importanti artisti italiani del Novecento, al suo lavoro sugli spartiti musicali delle sue creazioni.

I MATERIALI DELLA MOSTRA

- fotografie originali e ingrandimenti: sono state scelte le immagini relative alle prime interpretazioni come danzatore e alle prime prove come coreografo, agli spettacoli romani della stagione 1938-45, ai rapporti personali con importanti esponenti della cultura e dell’arte del Novecento. Per alcune delle foto più belle e significative sono stati realizzati ingrandimenti che esaltano le qualità espressive di Milloss come danzatore, conferendo all’allestimento un aspetto teatrale e scenografico.
- i documenti: si tratta di materiale di diverso genere – libretti di sala, rassegne stampa raccolte da Milloss, locandine - utile per la ricostruzione della vicenda artistica di Milloss e nel contempo per delineare alcuni aspetti salienti di una parte importante della cultura artistica italiana.
- manifesti: sono esposti i manifesti degli spettacoli principali, con alcuni esempi, risalenti agli anni Venti e Trenta, particolarmente pregevoli dal punto di vista grafico.
- lettere: si presenta una scelta delle lettere che documentano i rapporti del coreografo con artisti, compositori e critici, documenti utili in alcuni casi a ricostruire la genesi delle creazioni di Milloss.
- spartiti: la scelta tra i numerosi spartiti di Milloss testimonia la profonda conoscenza musicale del coreografo, che studiò al conservatorio violino, pianoforte e direzione d’orchestra, e il suo intenso lavoro sulla trama musicale delle sua creazioni. Alcuni esemplari riportano fitte annotazioni e indicazioni del coreografo, costituendo un esempio del suo metodo di lavoro.
- raccolta iconografica: nel corso della sua carriera Milloss ha costruito un’ampia e complessa raccolta iconografica di immagini di danza. Si tratta di dodici raccoglitori, che contengono numerosi fascicoli al loro interno, associati secondo criteri di affinità stilistica, appartenenza a un genere o a una scuola. Ogni fascicolo contiene un numero variabile di fogli sui quali Milloss ha applicato immagini (per lo più ritagli di giornale) di danzatori, coreografi e compagnie di diversi paesi, tecniche e stili. Milloss ha creato così una sorta di “atlante iconografico” del panorama coreografico europeo del Novecento, e nel contempo ci ha fornito un’interessante chiave di lettura del suo sguardo critico.
- volumi: l’ampia biblioteca del coreografo contiene libri preziosi e rarissimi che coprono un arco cronologico e tematico ampio e particolarmente ricco. A partire da volumi originali di trattati coreutica del XVIII secolo, per passare a testi di fine Ottocento che contengono le prime immagini fotografiche e sequenze cronofotografiche di movimenti e danze; infine i primi esemplari di storia e critica della danza che risalgono al primo trentennio del Novecento e furono uno degli elementi indispensabili nella formazione di Milloss come coreografo e teorico.
- scritti: Milloss è stato anche uno storico e critico della danza. Fin dalle prime esperienze come coreografo la sua attività creativa si lega a uno studio e a una riflessione acuta su quella che era allora una disciplina in fase di affermazione. I suoi numerosi interventi sui quotidiani e nelle riviste specializzate testimoniano il suo impegno e il suo ruolo nella definizione di una disciplina e della sua storia. A questo aspetto della sua vita sono riconducibili due ordini di documenti: i suoi scritti in materia di danza, insegnamento della disciplina, definizione di un vocabolario tecnico e artistico, critica e ricezione di spettacoli e danzatori; e i documenti relativi al suo ruolo centrale nella nascita e costruzione di un’opera importante come l’Enciclopedia dello Spettacolo diretta da Silvio D’Amico, di cui Milloss fu uno dei più importanti collaboratori.
- filmati: per la mostra è stato realizzato un documentario assemblando contributi video di vario genere: frammenti di coreografie di Milloss, spezzoni di interviste alla televisione italiana e a quella ungherese nelle quali il coreografo si racconta descrivendo episodi della propria carriera e spiegando la propria poetica, e infine scegliendo alcuni frammenti di film ai quali Milloss ha partecipato come attore: Oltre l’amore (1940, di Carmine Gallone) e Lo sconosciuto di san Marino (1946, con Anna Magnani e Vittorio De Sica), o come coreografo: Quo vadis? (1951) e Guerra e pace (1955).