“La pittura naif dei pittori rom ungheresi”
Dal venerdě 16 gennaio 2004
al venerdě 13 febbraio 2004
Comunicato stampa evento: “La pittura naif dei pittori rom ungheresi”
Venerdě 16 gennaio, ore 19.00
Galleria dell’Accademia
Inaugurazione della MOSTRA
“La pittura naif dei pittori rom ungheresi”
Inaugurazione a cura di Márta Schneider, Sottosegretario alle relazioni internazionali del Ministero del Patrimonio Culturale Ungherese
Venerdě 16 gennaio, ore 20.30
Serata CINEMATOGRAFICA
Proiezione di cortometraggi di:
Norbert Szirmai – János Révész: Meglio la Fradi (Jobb a Fradi)
Zsolt Varga – József Kővári: La fiera dei cavalli (Lóvásár)
József Kővári: La mia terra domenica (Szülőföldem vasárnap)
Judit Csík: Radio C (Rádió C)
Con traduzione simultanea in italiano
Al termine delle serate verrŕ servito un rinfresco
Accademia d’Ungheria in Roma, Via Giulia 1 – Palazzo Falconieri
Tel 06 68896721
Ufficio Stampa: Cristiana Persia
“La pittura naif dei pittori rom ungheresi”
Roma, 16 gennaio – 13 febbraio 2004
Accademia d’Ungheria, Palazzo Falconieri, via Giulia 1
Orario: dal Lunedě al Venerdě 10-13 16-19.30
Sabato 16.30 – 19.30
Tel. 06 6889671
Ingresso Libero
Si inaugura il 16 gennaio a Roma, presso l’Accademia d’Ungheria in Roma, la mostra “ La pittura naif dei pittori rom Ungheresi”. Promossa dalla fondazione “Romart”, presieduta da János Rékasi, la mostra offre un’ampia panoramica di quadri di artisti autodidatti rom ungheresi. Oltre 100 tele a rappresentare la vena artistica di un popolo conosciuto invece essenzialmente solo per la sua musica. Sono i colori sgargianti ad identificare immediatamente gli artisti di questo popolo.Non mancano mai nelle loro opere tinte vivaci, ardenti, variegate, sia che si rappresentino tragedie sia che la tela diventi semplice espressione per rappresentare una profonda gioia di vivere. Ed č dunque il colore, tratto saliente della cultura di questo popolo, che trionfa nei quadri, come parte integrante, distintiva, della tradizione Rom. Due le grandi linee tematiche che possono essere individuate fra gli artisti della Mostra. Da una parte i cosiddetti “pittori sognatori” portano sulla tela le loro ansie, le loro paure, raffigurando occhi che esplorano la profonditŕ dell’esistenza. Dall’altra predominante la rappresentazione della realtŕ. Gli artisti in questo caso scolpiscono i modi di vivere, i mestieri tradizionali rom che piano piano stanno sparendo, o anche, se li si interpreta in maniera prospettica, rappresentano i momenti piů significativi della migrazione di questo popolo. L’espressivitŕ, l’intensitŕ e l’ardore sentimentale non possono non toccare da vicino lo spettatore che ammira le loro opere.