1944-2004: ricorre il 60° anniversario dell’Olocausto in Ungheria. Per ricordare la tragedia che ha coinvolto una grande porzione della popolazione magiara, l’Accademia d’Ungheria in Roma organizza dall’11 al 14 ottobre un ciclo di eventi su questo argomento. Ad inaugurare la manifestazione l’11 ottobre č la mostra “L’Olocausto nell’arte ungherese ”, una selezione di dipinti, disegni e sculture realizzate dagli artisti magiari che tra il 1938 e il 1946 hanno vissuto il dramma dell’isolamento nel ghetto, dei lavori forzati, della deportazione nei campi di concentramento. Si prosegue, alle 20,30, con la proiezione del film “Due tempi all’inferno”, di Zoltán Fábri, capofila della cinematografia ungherese, che illustra la vicenda di una partita di calcio organizzata in un lager fra i prigionieri e i soldati tedeschi. Il 12 ottobre la conferenza “Olocausto sessant’anni dopo” riporta nuovi risultati delle ricerche storiche sull’Olocausto ungherese, in Italia e in Ungheria. Chiude la manifestazione, il 14 ottobre, il concerto “Il Gallo si č messo a cantar”, musica tradizionale degli ebrei dell’Europa centro-orientale, eseguito dalla Pannonia Klezmer Band.
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“L’Olocausto nell’arte ungherese ”
Profilo dei principali artisti.
Imre Amos (1907-1945) Ha frequentato gli studi presso l’Universitŕ Tecnica di Budapest dal 1927 al 1929, poi č entrato nella Scuola d’Arte dove č stato allievo di Gyula Rudnay. Ha sposato Anna Margit, una collega. Nel 1936 č stato eletto membro della Nuova Societŕ degli Artisti. Da allora ha trascorso le sue estati nella cittadina di Szentendre, dove ha creato il suo ambiente di lavoro ideale. Nel 1937 visita Parigi, dove incontra Chagall. Nel 1938 diventa membro del Salone Nazionale. Nel 1940 viene condotto nel campo di lavoro di Vojvodina, poi al fronte orientale, e nel 1944 viene deportato in Germania, dove muore, probabilmente in un campo di concentramento in Sassonia. La sua pittura rivela l’influenza di József Rippl-Rónai e Róbert Berény. Dalla metŕ degli anni ’30 č piů evidente l’affinitŕ con Chagall. Durante la Seconda Guerra mondiale ha riportato la sua tragica esperienza in immagini desolanti e drammatiche.
Anna Margit (1913-1991) – Ha frequentato la scuola di Vaszary nel 1932-36. Con il marito pittore, Imre Amos, ha visitato Parigi e conosciuto Chagall. Il suo primo periodo č simile a quello del marito: una presentazione lirica del reale, con elementi grotteschi. Nel 1945-48 un nuovo motivo appare nei suoi quadri: marionette che simboleggiano l’uomo nella storia. Il suo stile diventa sempre piů ruvido ed essenziale.Dopo il 1949 non ha potuto prendere parte alla vita artistica per un lungo periodo, ma ha ripreso a dipingere nella metŕ degli anni ’60. La sua pittura rappresenta la tragedia e l’innocenza, con surrealistiche ed espressive metamorfosi del motivo della marionetta.
Róbert Berény (1887 - 1953) - Nel 1904 č allievo di Tivadar Zemplényi per un breve periodo, poi prosegue gli studi a Parigi, dove subisce l’influenza dell’arte di Cézanne . I suoi principali interessi sono l’espressionismo e il cubismo. Prende parte alla vita artistica della Repubblica Sovietica Ungherese, di cui diventa un leader. Il suo poster, "Stand to!" diventa uno dei simboli della rivoluzione. Dopo il 1919 emigra a Berlino, che poi lascia nel 1926. Riceve il premio Szinnyei nel 1936. I suoi capolavori vengono distrutti con molte delle sue opere, nel 1944.
Dezső Bokros Birman, (1889 - 1965) – Uno dei principali rappresentanti dell’espressionismo ungherese. Comincia i suoi studi alla Scuola di Arti Applicate. Visita Parigi, dove studia la pittura e la scultura moderna. Torna a Parigi molte altre volte, e lavora a Bratislava dal 1926 al 1932, realizzando molte statuette e ritratti. Lo sviluppo della sua arte č influenzato dalla scultura egiziana, l’ideale greco di bellezza, l’arte rinascimentale e la scultura del ventesimo secolo. Le sue opere vengono esposte a Parigi nel 1948.
István Farkas (1887 – Auschwitz, 1944) Allievo di Ferenczy Károly alla Scuola d’Arte di Budapest. Nel 1912 studia all’Académie de la Palette di Parigi. Prigioniero di guerra durante la prima Guerra Mondiale, torna in Ungheria nel 1919. Dal 1925 č di nuovo a Parigi, dove le sue opere trovano largo favore di pubblico. “Corrispondenze” una serie di Litografie pubblicate nella capitale francese nel 1928, suscitano l’estro di A.Salomon che su questa base compone versi in prosa. Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1932, Farkas si trasferisce nuovamente in Ungheria. Fedelissimo alla “Scuola di Parigi”, anche le pitture del suo ultimo periodo, pur riflettendo la tragicitŕ della vita, conservano un’atmosfera dolce. Dietro paesaggi ben proporzionati, Farkas rappresenta gli emarginati della societŕ. Nell’ultimissimo periodo, le sue opere si trasformano in visioni surrealiste.
Gyorgy Goldmann (1904 - 1945) Scultore e allievo di Strobl alla scuola delle Arti di Budapest dal 1924 al 1929, si trasferisce a Parigi.“Lavoratore” una statua del 1929, riflette il suo primo incontro con il movimento operaio. E’ fra i fondatori del Gruppo degli artisti socialisti (1934). Tutti i suoi lavori includono piccoli bozzetti per la riproduzione. Nel 1942 fu condannato all’ergastolo e deportato nel novembre del 1944 a Dachau dove muore nel 1945.
Béla Kádár (1877-1956) Inizialmente influenzato dallo stile di József Rippl-Rónai, dal 1918 in avanti diviene seguace di varie correnti alla ricerca di un proprio stile. I suoi lavori sono soprattutto rappresentazione dell’espressionismo simbolico e una delle sue opere appare in una delle mostre organizzate dai Nazisti, ma a titolo di esempio da evitare. Il suo antinazismo, drammaticamente espresso nei suoi disegni ad inchiostro, č stato oggetto di libri pubblicati negli anni del dopoguerra.
Hugó Scheiber (1873 –1950) Allievo di Henrik Papp, svolge la sua attivitŕ, oltre che in Ungheria, anche a Roma, a Berlino e in America. I paesaggi impressionisti caratterizzano le prime opere dell’artista, mentre, nell’ultimo periodo, egli realizza una serie di dipinti influenzati dal Futurismo e dall’Espressionismo.