Si apre a Querceto (Montecatini Val di Cecina – Pisa), domenica 22 luglio, alle ore 18.30, presso la sede dell’Accademia Libera Natura e Cultura e nella giornata inaugurale del Festival Pianistico Internazionale “Querceto International Piano Festival”, la doppia mostra personale degli artisti Emanuele Cazzaniga e Paolo Portanti, con gigantesche installazioni di perturbazione creativa della struttura architettonica del borgo, pittura su metalli, sculture minimali e soluzioni plastiche di raffinato design in supporto di ferro e con materiali vari di recupero ritrovati nell’ambiente urbano o naturale.
Due figure luminose e stilizzate, alte circa sei metri e poste in continuità di proporzione con la imponente torre centrale del Castello Ginori, simboleggeranno, nell’installazione-intervento di Emanuele Cazzaniga, l’ideale maschile e femminile, nei diversi aspetti della loro possibilità di incontro, comunicazione e strategie di corteggiamento. Una rappresentazione ingigantita, simbolica ed immediata della complessità infinita che sta dietro tutti gli atti minimi, ma complessi, inconsapevoli e di universale evocazione, che stanno dietro i rapporti tra i due generi e la loro azione reciproca ed affettuosa, temeraria, timorosa, a tratti entusiasmante, interazione.
Ritrovati spontanei e materiali di recupero ri-assemblati in un minimalismo ricondotto alla ricerca sull’essenza di forme e significati riconoscibili e familiari, caratterizza invece la dinamica e la struttura delle opere di temerario, ed insolitamente raffinato design, dell’artista Cazzaniga che troveranno allestimento nelle sale espositive interne dell’Accademia di Querceto e nella scultura in ferro, essenziale, ma profondamente evocativa di antiche atmosfere agresti, posta subito all’esterno della galleria.
Attraverso un modo di procedere quasi primitivo che ricorda le prime rappresentazioni di senso proprie dell’infanzia dell’uomo come specie-specifica o del singolo individuo ancora fanciullo, tra le intuizioni della più moderna “arte povera” e le sperimentazioni di Juan Mirò, ritorna, con un’immediatezza quasi gestuale nella costruzione dell’opera, e la capacità di veicolare forti tensioni creative interne tra gli elementi compositivi, la riproposta del quesito mai risolto, sulle caratteristiche proprie della realtà fisica ed esterna e l’istintuale bisogno-tensione verso la sua continua ermeneusi, soggettiva percezione, racconto e trasfigurata ed interiormente inedita rappresentazione.
Attraverso i sottili percorsi semantici di una nuova filosofia della forma, oggetti “morti” ed apparentemente abbandonati, riprendono così, nell’operare di un delicato e attento lavoro di cura dei particolari minimi, una vitalità intrinseca e una funzione di profondo e rinnovato significato, nella struttura ridotta che si concretizza nella sintesi tra la durezza dei supporti (ferro, sassi, ecc.) e il delicato e leggero animismo reso nelle soluzioni plastiche finali.
Sculture bidimensionali e tavole con andamento ora orizzontale ora in verticale, cornici dinamiche circolari o caratterizzate da un improbabile “neo-barocco contemporaneo”, riconducono le tracce cromatiche ed i segni gestuali complessi, nelle opere di pittura e di elegante design di Paolo Portanti.
Tra superfici disegnate da ritmature veloci nei segni del colore, spesso di brillantezza e soluzioni formali di sapore esotico, e l’evocazione di immagini di memoria dalla campagna arcaica (come gli essenziali e monocromi ritagli in ferro su due dimensioni, composizioni tendenzialmente gotiche nella costruzione in verticale su più livelli, che ricordano gli addobbi posti sui tetti dei casolari antichi) emergono le tracce di un senso vagamente tribale e sottilmente indagato e riscoperto.
Attraverso i percorsi di una ricerca etnologia ed antropologica, spesso direttamente partecipata, le atmosfere solari e vivaci o le luci cupe di ambienti tropicali impervi e lontani, appena nostalgiche, riconducono, tra l’etnico ed il tecnologico essenziale, la diretta autosuggestione immedesimativa di una rinnovata indagine introspettiva riscoperta come sconosciuta, impervia e visionariamente vitale.
Inaugurazione domenica 22 luglio ore 18.30
22 luglio - 10 agosto 2007
ACCADEMIA LIBERA NATURA E CULTURA
Via del Borgo, 1
56040 Querceto-Montecatini VC (PI)
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