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Alitalia per l' arte

Dal Thursday 15 June 2006
al Thursday 30 November 2006

Comunicato stampa evento: Alitalia per l' arte

L'Arte Contemporanea in esposizione nelle sale Vip dei grandi scali dell'Alitalia nazionali e internazionali


opere di:
CARLO BAZZONI
FABRIZIO BERTUCCIOLI
LAURA FUSCO
PIETRO LA CAMERA
SILVIO PASQUALINI

Carlo Bazzoni nasce a Bologna il 22 luglio del 1940. Lavora come grafico creativo per importanti agenzie pubblicitarie e parallelamente comincia a sperimentare la pittura stimolato dai fermenti artistici che si respiravano a Roma negli anni sessanta.
Nel 1962 si iscrive all'Accademia di Belle Arti e successivamente frequenta il corso libero di nudo. Il desiderio di conoscere, e la continua ricerca, spingono Bazzoni a viaggiare: risiede per qualche tempo in Canada e, rientrato in Europa, continua la sua attività artistica in Germania, Belgio, Francia e Svizzera. Dal 1963, anno della sua prima mostra presso la Galleria L’Isola di Firenze, Bazzoni ha esposto numerose personali sia in Italia che all'estero, sortendo fin dall'inizio ottimi riscontri di pubblico e di critica. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Fabrizio Bertuccioli pensa che senza arte le civiltà si estinguerebbero e concepisce l’artista come un essere in progressivo divenire. Scopre l’arte ai tempi della scuola, intuendone subito il suo enorme potenziale espressivo, di cui si serve per esplorare, conoscere, comunicare. Ricordando quei momenti paragona il mondo ad un calamaio vuoto dove il contenuto è inghiottito delle leggi dell’economia e delle ambizioni di chi confonde l’essere con l’avere. Bertuccioli fa parte della Fondazione Clandestini Arte in Movimento, e con il gruppo s’impegna a trasformare la diversità dalla massa in cultura.

Laura Fusco nata a Napoli, diplomata in Grafica Pubblicitaria all’Istituto Europeo di Design di Milano; la sua formazione artistica matura tra Milano, dove ha lavorato per un decennio, e Roma, dove vive e lavora attualmente. Il suo impegno si divide tra la pittura e l’organizzazione di eventi per la promozione dell’arte contemporanea in “non luoghi”. Fertile sperimentatrice di molteplici linguaggi artistici, nella sue opere rappresenta teste umane, ripetute con una frequenza al limite dell’ossessione, plasmate attraverso l’uso di una materia pittorica compatta in cui il colore, povero di sfumature, è quasi del tutto compreso nei colori di terra. Teste reclinate, rinchiuse in un impenetrabile silenzio, esseri umani svuotati del tempo e dei ricordi: “teste senza mondi”.

Pietro La Camera considera l'arte “un'esplorazione creativa”. Il suo itinerario è caratterizzato da una progressiva acquisizione di consapevolezza. S'impegna a restituire valore etico e morale all'Arte sottraendola da una mercificazione sempre crescente. L'incontro con Alberto Gasparri avviene negli anni '70. Segue il “periodo brasiliano”, quasi un ventennio all'insegna dell'esplorazione polimaterica,e che rappresenta la fase formativa e centrale della sua vita d'artista, qui lavora con il vetro, il poliestere, la ceramica, il bronzo, la pietra. La passione per la fotografia si rafforza sotto il cielo dei tropici dove si sviluppa anche passione del cinema e realizza in collaborazione con Eliseo Visconti vari cortometraggi a carattere etnico oltre a rivestire ruoli tecnici in vari lungometraggi. Scrive pezzi teatrali infantili e realizza scenografie ed oggetti scenici per “Re Lear” ed altri pezzi teatrali. Tornato in Italia realizza a Roma l'opera Quirinale, in occasione della firma della Costituzione Europea. Stabilisce il suo studio a Trastevere dove riprende a frequentare Gasparri e con lui gli altri Clandestini.

Silvio Pasqualini affida all'arte Clandestina il compito di svelare segni e significati attraverso cui l'uomo esprime se stesso. Il suo itinerario artistico si presenta come una stratificazione di esperienze dove la creazione è il punto centrale; la tecnica, il disegno e la memoria storica sono le costanti.
Un'arte da vivere che entra nelle più famose collezioni d'oltre oceano ma non perde il suo potenziale contestativo, come nel caso dell'intervento “Clandestino Forever” alla Biennale di Venezia 2003, o della performance “Prelievo d'impronte Clandestine”. A Roma, esponendo al “Labirinto” conosce i futuri compagni d'impresa, con i quali tenta di risvegliare coscienze contemporanee mediaticamente anestetizzate


inaugurazione: 15 giugno 2006
giugno - novembre 2006



Sala Tintoretto
Aeroporto Internazionale Marco Polo
Venezia


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