Si conclude dopo un mese di successi l'iniziativa ideata dal circolo AMANTES. REWRITING, una rassegna dedicata al fenomeno graffiti e street art, un punto di partenza per future iniziative, coprogettate insieme agli artisti, mirate alla creazione di una rete di luoghi destinati ad ospitare whorkshop e manifestazioni che diano visibilità ai personaggi che gravitano intorno al mondo graffiti writing.
Martedì 28 febbraio alle ore 15 avrà luogo all'interno del circolo Amantes un meeting/round table con artisti, giornalisti, operatori culturali e addetti ai lavori (ovviamente aperto agli interessati), riuniti per affrontare il tema della comunicazione spontanea. Hanno confermato la partecipazione:
AmnKlan (crew writers, Torino)
Bo130 (artista, Milano)
Luis Boffa (Villa Capriglio - Torino)
Massimo Ferronato (Epidemic, Torino)
Galo (artista, Amsterdam, Torino)
Olga Gambari (giornalista Torino)
Grasshopper (artista, Torino)
Jaman (Knz-Clan, Torino)
Microbo (artista, Milano)
Alessandro Mininno (fatbombers.com)
Muddy (artista, Torino)
Claudio Paletto (Cooperativa Gagé > Torino)
Daniele Pario Perra (Fresco's Removal, Bologna)
PixelPancho (artista, Torino)
Roberto Tos (Amantes, Torino)
Fabrizio Vespa (giornalista Torino)
seguirà la presentazione video di “Fresco’s Removal”, un progetto che nasce dall'analisi dei messaggi che caratterizzano i nostri paesaggi culturali in senso territoriale e concettuale, un’idea dell’artista bolognese Daniele Pario Perra che ha per risultato finale la rimozione dei graffiti di testo presenti sui muri dei territori cittadini e la successiva posa su tavola al fine di conservarli come testimonianze culturali. Obiettivo: conservare comunicazioni e tracce lasciate sui muri a testimonianza di pensieri e sentimenti contemporanei percepiti o divulgati dai membri di una comunità.
FFRESCO’S REMOVAL PROJECTT
è un progetto di comunicazione che nasce dall’analisi dei messaggi che caratterizzano i nostri paesaggi culturali in senso territoriale e concettuale insieme.
La città è un immenso cartellone pubblicitario utilizzato da tutti: enti pubblici che ricordano ai singoli cittadini loro doveri o limitazioni personali e singoli individui che ricorrono alla comunicazione pubblica a simbolo del loro pensiero e spesso in forma creativa – dalle scritte murali a piccole affissioni/annunci.
L’analisi rivela un articolata comunicazione globale che raccoglie tutti i messaggi presenti in una città. Il loro insieme forma un solo corpo comunicativo, un immenso slogan creato da quell‘ insieme di segni che formano il concept identificativo di una collettività - con relativi diritti, doveri e consumi.
Parte di questi messaggi riguarda la comunicazione murale e ciò che spesso viene identificato come scritta sul muro, oppure graffito o murales.
Fresco’s Removall, è un‘ azione che ha per risultato finale la rimozione dei graffiti di testo presenti sui muri dei territori cittadini e la successiva posa su tavola al fine di conservarli come .testimonianzez culturali.
Obiettivoo: conservare comunicazioni e tracce lasciate sui muri a testimonianza di pensieri e sentimenti contemporanei percepiti o divulgati dai membri di una comunità.
I, messaggii murali, riconducibili a formazioni o tendenze politiche, movimenti culturali, musicali ed altri, rappresentano profondamente la cultura degli ultimi decenni: la differenziazione per gruppi e il relativo senso di appartenenza.
Il numero di queste diverse realtà aggregative è talmente ampio da renderne quasi impossibile la codificazione, l’unico denominatore comune è il medium utilizzato per la divulgazione dei rispettivi messaggi: il muro.
La comunicazione murale modifica il territorio fino a connotarlo come paesaggio culturale collettivo dove la scritta di testo trasmette un segno di presenza e manifesta opinione. Al contrario la ccoperturaa del segno rappresenta l’annullamento di queste differenziazioni ed il ritorno all’omogeneità culturale - talvolta morale - oltre a rappresentare un ritorno all’ordine visivo di chi riteneva il segno antiestetico o controtendenza.
In questa direzione analisi culturale della comunità e analisi paesaggistica del territorio si fondono in un unico strumento: se della prima è un mezzo certo per la definizione delle identità, la stessa scritta rappresenta, anche per il secondo criterio di analisi, un veicolo indispensabile per cogliere variazioni di paesaggio urbano, con nuovo spirito estetico non riconducibile necessariamente all’ordine precostituito.
I graffiti murali, come altri interventi del singolo, conferiscono allo spazio urbano un forte senso di “uso” da parte dei suoi abitanti: la scritta è una struttura spontanea come i banchi degli ambulanti, i chioschi, le insegne, il bucato steso ai balconi (ancora ove consentito) e rappresenta un’interazione col territorio che spesso delimita i confini della comunità culturale residente per legittimarne il senso di appartenenza.
Al contrario si porrebbe un problema di anonimato del territorio rispetto ai suoi inquilini e un’assenza di visioni che rende gli abitanti estranei a casa loro, implicazioni sociali comprese; talvolta anche un graffito sul muro contribuisce a risolvere le miopie programmatiche di chi non ha considerato la necessità di spazi per tutte le generazioni e non solo le più consolidate.
Un muro è sempre e comunque uno sbarramento alla circolazione o un limite della proprietà limite concettuale incluso.
In modo osato possiamo considerare lo stesso muro dal punto di vista della pianificazione estetica e territoriale e forse quando non effigiato risulta per eccesso uno spazio “non planned” per l’abitudine visiva alla decorazione di esterni propria della nostra cultura e decisamente orientata nel senso comune di horror vacui.
Forse la reazione è simile ad altri interventi che notiamo tutti i giorni: le molte autocostruzioni al limite della legge, capanni ed orti abusivi, tavolini improvvisati per il giuoco delle carte, pensiline del trasporto pubblico riusate a riparo per le prostitute, barbecue improvvisati, lastricati cittadini come territorio per gli skaters. Tutte strutture spontanee che, anche se per alcuni condannabili, sopperiscono ad una vacanza progettuale alle categorie di persone non comprese nella progettazione strutturale.
Inoltre rimane aperta la riflessione sui criteri estetici: chi trova sfregiante dei nostri landscape la pubblicità; chi invece i cartelli monito delle autorità, chi ancora le scritte sui muri.
Possiamo chiederci quante di queste scritte sui muri sono realtà del nostro vivere comune e indagare su quante persone rappresentino (decine, centinaia o migliaia) e ancor più a quante persone siano dirette poiché spesso effigiano critiche alle convenzioni più comuni. A seguito rifletteremo sul tempo necessario
all’ estetizzazione delle rovine perchè divengano siti di interesse archeologico come i graffiti del muro di berlino, ormai patrimonio dell’umanità (immaginate il muro bianco e senza scritte se può essere utile) ed indispensabile alla connotazione storica.
Consideriamo anche il rapporto di questi messaggi con l’arte pubblica: quante sculture pubbliche sono state rimosse dopo i conflitti militari o sociali degli ultimi 50 anni e quante di esse rappresentavano un passato esistente nella nostra coscienza collettiva? Quante opere dell’architettura e edifici connotati esteticamente dai precedenti regimi e tendenze sono stati eliminati? La scritta sul muro rappresenta gli stessi volumi di comunicazione, semplicemente con un medium diverso e meno impegnativo.
Forse perché non esistono/evano spazi comunicativi diretti tra singolo e collettività senza la connessione ad una rete, a un sistema televisivo o editoriale: soluzioni regolate che non consentono la semplicità mediatica di un muro. O forse perché non esiste una ipotetica bacheca di comunicazione pubblica tra singoli e collettività, un grande muro bianco in cui poter lasciare direttamente messaggi utili o semplicemente segni della propria manifesta opinione od esistenza.
TECNICA
il progetto è diviso in due parti:
parte a ,indagine : la catalogazione fotografica di simboli, e graffiti in forma di testo scritto o disegno consente il monitoraggio sociologico della comunità di riferimento.
parte b ,rimozione + conservazione : simboli e testi prescelti vengono rimossi dalla superficie originaria e successivamente posati su tela.
alcuni dati
1 il disegno/graffito, la scritta di testo o il simbolo prescelto viene consolidato (prima di essere staccato dal muro originario) con resine sintetiche.
2 dopo si applicano i collanti e la garza per lo stacco.
3 nelle 24 ore successive si stacca il tessuto con la parte di muro inclusa.
4 il prodotto dello stacco (solitamente di 1-2 millimetri di spessore) viene accuratamente livellato e consolidato con resine sintetiche.
5 successivamente si incolla sul telaio intonacato che lo ospiterà per la posa definitiva.
6 si rimuovono collanti e garza.
7 si consolida il risultato con resine sintetiche.
L’ intervento ffresco’s removal, è realizzabile site-specific rimuovendo quindi scritte o simboli presenti sui muri della città luogo dell’esposizione e riproponendoli all’interno dello spazio espositivo.
PPOST SCRIPTUM. il progetto è anche un workshop teorico - pratico che, dall’analisi della comunicazione territoriale giunge al tema della conservazione culturale, fino alle fasi applicative di sicuro coinvolgimento suggestivo per la natura dell’intervento.
CCONCEPTT l’indagine proposta consente una mappatura dei gruppi culturali presenti sul territorio e suddivisi per aree di influenza tra centri storici, zone residenziali e periferie cittadine; analizzate in modo sia verticale che orizzontale con particolare interesse alle zone di confine linguistico.
Nelle città già sede del progetto l’analisi ha rivelato un ampio panorama di tendenze socioculturali, politiche e di costume molto utili alla comprensione dei valori di riferimento della comunità.
Daniele Pario Perra
ingresso libero in galleria
al circolo con tessera arci
amantes
Via Principe Amedeo 38/a
TORINO
+39 011 8172427
amantes05@arteca.org
http://www.arteca.org