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Francesco Sena - "Sympathy For The Devil"

Dal mercoledì 19 novembre 2003
al mercoledì 19 novembre 2003

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Comunicato stampa evento: Francesco Sena - "Sympathy For The Devil"

SYMPATHY FOR THE DEVIL
FRANCESCO SENA

mercoledì, 19 novembre2003, ore 19.30
testo a cura di Gabriella Serusi






SYMPHATY FOR THE DEVIL
di Gabriella Serusi

Di questi tempi conviene stare dalla parte di Satana.
E non perché ce l'ha cantato fino alla nausea quell'innocuo diavoletto di Marilyn Manson da dietro la maschera di cerone bianco su cui è stampato, come un marchio di fabbrica, il suo sorrisone mefistofelico; e nemmeno perché ce l'ha lasciato intendere fra le righe del suo diario fresco fresco di stampa, uno come Kurt Cobain che la vita - finché ha resistito - se l'è resa un inferno davvero. Per il Re delle Tenebre e per le sue rappresentazioni, nutriamo una naturale e spiccata simpatia, un semplice quanto doveroso atto di riconoscimento verso chi o cosa ci ricorda, nell'era dei buonismi e dell'ottimismo a tutti i costi, che "non tutte le strade portano al cielo" e che quello che abitiamo tutti i giorni è l'inferno dei viventi. Un inferno fatto di miserie, di guerre, di immagini, di retorica, di corpi a buon mercato, di censure del pensiero, di violenze, che tuttavia sfuggono al nostro sguardo di spettatori incantati del mondo. In questa società dello spettacolo di debordiana memoria, dove ciò che esiste è solo ciò che si vede, e tutti - volenti o nolenti - siamo impegnati 24 ore su 24 nel grande gioco del guardare, ben vengano i black out che potenziano l'immaginazione .
Si spengano quindi le luci: questa sera va in scena l'inferno di Francesco Sena. Per quanti conoscono il lavoro di questo artista torinese profondamente legato alla rappresentazione del paesaggio urbano e delle sue spoglie memorie architettoniche, Symphaty for the Devil, potrebbe suonare come uno scherzo o una beffa ai danni della pittura e dello spettatore. Di fatto, il grande wall painting presentato da Amantes, è un ulteriore slittamento in avanti del pensiero fantastico di Sena. Se nelle immagini a cui l'artista ci ha da qualche tempo abituati, ciò che riconosciamo è una geografia di luoghi disabitati e ostili all'uomo, in questo caso, una folla di diavoli e di dannati ci si presenta come in un'orgia gioiosa e confusa, dove i personaggi sono intenti ad ogni sorta di bestialità irriverente. Partendo da una delle tante rappresentazioni iconografiche di diavoli e dannati, Sena oltrepassa la soglia del realismo e si avventura nell'ordine del simbolico. Ciò che ci si prospetta nel lampo della visione fosforescente, è l'inferno della psiche - un regista come Chabrol direbbe Il buio nella mente.
Concepita come una visione psicotica, l'immagine resiste sulla retina qualche minuto, al massimo qualche ora, poi scompare per effetto naturale dei materiali usati. In quel lasso di tempo Sena ci traghetta , quasi fosse un Caronte dei nostri giorni, fino alle soglie dello spazio tormentato e infernale del nostro inconscio. Oltre la porta, ognuno disponga per se stesso: aprire gli occhi oppure farsi trasportare da un'improvvisa simpatia per il Diavolo.







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