Amantes - Circolo ARCI - Dettaglio evento

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M-MULTIMEDIA/15

Dal mercoledì 21 gennaio 2004
al mercoledì 04 febbraio 2004

Comunicato stampa evento: M-MULTIMEDIA/15

MERCOLEDì 21 GENNAIO DALLE ORE 19.00 E FINO AL 04.02.2004

M-MULTIMEDIA/15

Videoarte dall’America latina


Il progetto "M-Multimedia" è formato da una serie di mostre numerate progressivamente dove il tema della Multimedialità è analizzato e rappresentato nella molteplicità dei linguaggi possibili: Video, CdRom, installazione acustica, interattività ecc..; gli eventi precedenti sono in rete sul sito di Amantes: http://www.arteca.org/m_multimedia/home.htm



Le videoinstallazioni saranno fruibili sia dall'esterno (retroproiezione su vetrina) che dall'interno (3 monitor grande formato)






M-MULTIMEDIA/15

Videoarte dall’America latina






Ringraziamo l’Istituto Italo-Latinoamericano IILA di Roma, la Banca Interamericana di Sviluppo Centro Culturale, il Centro Culturale IDB, la Divisione di Tecnologia dell’informazione e Comunicazione per lo sviluppo.

Citando una nota frase di John Baldessari del 1970: “Il video sarà la matita degli artisti nel prossimo futuro”, viene presentata dall’Istituto Latinoamericano (IILA) di Roma una rassegna di Videoarte frutto di un’iniziativa culturale di una banca che raccoglie così esempi di video dai vari paesi dell’America latina.

Il livello di qualità è molto alto e uno dei lavori, “Vuelo terreno” di David Morey è poi stato collocato alla Biennale di Venezia. Altri premiati: “Aria” di Brooke Alfaro , “Sonetos” di Eduardo Baggio e Carlos Rocha , menzioni d’onore: “Mira la tele” Carlos Fernando Osuna, “Para llegar al cielo” di E.GMares e M. Mendiola Galvan, “0’00” di Humberto Polar.

Fra i premiati il bel lavoro di Eduardo Baggio e Carlos Rocha “Sonetos”, dove poesie concernenti politica e identità culturali si stagliano in forma di precisi e netti oggetti- simbolici, ma volutamente privati di contenuti drammatici, asciugati nella rappresentazione e proposti come segni grafici, ritmati sui tempi della poesia.

Ugualmente originale “Mira la tele” di Carlos Fernandez Osuna, fiction muta del rapporto fra individuo e televisore, dove la vita e i suoi problemi si risolvono sempre e comunque rivolgendosi alla tv e alla sua presenza invadente e consolatoria insieme. Ancora analizzato il problema politico attraverso la grafizzazione delle forme della bandiera nazionale peruviana, che dal segno passa al sangue, segno dei fondatori della patria, oggi rimessa in questione dalle crisi sociali e economiche.

“Vuelo Terreno” del venezuelano David Morey è forse il più forte di tutti i lavori presenti malgrado l’estrema semplicità della formula narrativa scelta. Una lunghissima panoramica a volo d’uccello ci scopre metro per metro l’enorme distesa di una baraccopoli di Caracas.

Enorme distesa di cubicoli costruiti di materiali di scarto, immensa discarica a cielo aperto ma abitata da migliaia di persone. Ogni tanto appaiono dei piccoli riquadri-finestre in cui si inseriscono brevi sequenze che mostrano la gente che vi abita.

Ma la tensione visiva del lavoro è tutta affidata alla lunga e impassibile ripresa della periferia senza storia, delle sue implicazioni, delle sue preoccupanti prospettive, con forti risultati

Il video è stato scelto anche per la Biennale di Venezia.

Complessivamente i lavori presentati e scelti da tutti i paesi latinoamericani hanno caratteristiche significative rispetto alla corrente produzione italiana o europea.

L’uso di formalismi legati alla presenza di un uso attento delle possibilità del video ( finestre visive, grafizzazioni, contrasto, inquadrature accurate, colori trattati) secondo il ventaglio delle possibilità dei software digitali si rifanno a una fase diversa e precedente del video: la scoperta e l’indagine delle possibilità espressive del video digitale.

Così ripercorrendo con inedita freschezza le possibilità del video e i suoi legami con la tradizione filmica i lavori della rassegna si collocano a distanza dalle scelte europee legate a processi di identificazione con i linguaggi televisivi e con un conseguente “sprofondamento” del linguaggio nei “tempi reali” della televisione e nell’ossessione della “relatività quotidiana”.

Questa “terza via” che si prefigura nella rassegna sembra densa di possibilità: una diffusione relativamente nuova e fresca del linguaggio video che porta con sé insieme forti istanze socio-culturali e una attenzione non consumata sulle possibilità di stilizzazione del mezzo.



Lorenzo Taiuti