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Ugo La Pietra - Le strutturazioni tissurali. Il segno randomico 1964/65

Dal giovedì 08 ottobre 2009
al venerdì 20 novembre 2009

Orari:
tutti i giorni h. 16.00/19.30; lun-sab-festivi esclusi
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Comunicato stampa evento: Ugo La Pietra - Le strutturazioni tissurali. Il segno randomico 1964/65

«(.) fin dall'inizio degli anni Sessanta i segni trasformano in visualizzazioni immediate fenomeni inerenti all'organizzazione spaziale urbana che si traducono in ritmo, regolare ripetitivo monotono, incapace di corrispondere alla natura dell'immaginario, piuttosto orientato a incasellare, imbrigliare in sistemi omologati e omologanti i comportamenti umani.

Come nelle tele punzonate di Castellani, nelle Strutturazioni tissurali di metacrilato di Ugo La Pietra, vere e proprie mappe di cosmi dalla pelle scabra e inveduta, s'insinua sempre una smagliatura che rompe la coesione del tessuto, una discontinuità nel territorio. (.)»

Con queste parole Elisabetta Longari nel testo introduttivo al catalogo, pone l'accento sulla ricerca artistica di La Pietra sviluppata attorno alla teoria del Sistema Disequilibrante che in questa mostra raccoglie una trentina di opere (alcune di grande formato e altre di media e piccola dimensione) realizzate a metà degli Sessanta su diversi supporti (metacrilato, tela, carta).

La Pietra, dopo le esperienze segniche con il Gruppo del Cenobio (1962-63 con A. Ferrari, A. Verga, A. Vermi, E. Sordini) e quelle della Lepre Lunare (1964 con V. Orsenigo), a metà degli anni Sessanta esplora il tema degli "elementi di disturbo all'interno della base programmata" con una serie di opere sia pittoriche (tele e disegni) che realizzate su metacrilato trasparente,

Queste ricerche visive sono chiaramente riferibili alla sua teoria "traducibilità dei nessi intercorrenti all'interno di una struttura urbana in visualizzazioni spaziali" (ed. Ares, 1966) in cui l'artista descrive con molti esempi come è possibile leggere la struttura urbana usando la tecnica delle visualizzazioni alla macroscala "attraverso elementi formali ridotti e piccoli elementi: punti".

Gillo Dorfles, in una mostra di La Pietra alla Galleria Cenobio di Milano del 1965, utilizzava per la prima volta il termine randomico: "la programmazione delle aree strutturali nelle opere di Ugo La Pietra è di tipo randomico, provvista cioè di un alto quoziente di randomicità, di azzardo".

Anche Germano Celant, nella presentazione della mostra di Ugo La Pietra allo Studio 2B di Bergamo nel 1967 parla di "un'apertura problematica sul tema della tessitura in cui è dato di notare la presenza di un disturbo, sorta di noise informazionale; un disturbo evidentemente non di ordine irrazionale ma programmatico, un dato di fatto che mira a porre l'accento sul disordine connesso al lento e graduale mutamento dell'aspetto della realtà visuale".

Le opere esposte in questa mostra sono quindi la testimonianza di una ricerca su cui La Pietra fonderà successivamente la teoria del Sistema Disequilibrante, teoria che utilizzerà proprio elementi di disturbo per evidenziare (decodificare) le rigidità sociali e ambientali della struttura urbana.

Una teoria che rappresenta ancora oggi uno dei contributi più originali all'arte concettuale e all'architettura radicale della seconda metà degli anni Sessanta.

Biografia

Artista, architetto, designer e ricercatore nella grande area dei sistemi di comunicazione, sviluppa dal 1962 un'attività tendente alla chiarificazione del rapporto "individuo-ambiente". Dal 1960 attraversa diverse correnti artistiche ("arte segnica", "arte concettuale", "arte ambientale", "arte nel sociale", "narrative art", "cinema d'artista", "nuova scrittura", "extra media", "neo-eclettismo", architettura e design radicale) e promuove gruppi di ricerca (Gruppo del Cenobio, Gruppo La Lepre Lunare, Gruppo Design Radicale, Global Tools, Cooperativa Maroncelli)

Negli anni Sessanta sviluppa un'intensa attività sperimentale, che si concretizzò nelle teorie del "Sistema disequilibrante", un contributo originale e personale al design radicale europeo.

Comunica le sue ricerche attraverso opere e mostre: invitato a realizzare ambienti sperimentali nel 1968 alla Triennale di Milano e nel 1972 al Museum of Modern Art di New York per la mostra "Italy. The New Domestic Landscape", è stato anche curatore della Sezione Audiovisiva alla Triennale di Milano del 1981, della mostra "Cronografie" alla Biennale di Venezia del 1992, della Sezione "Naturale-Virtuale" alla Triennale di Milano del 1996.

Ha diretto le riviste: In, Progettare Inpiù, Brera Flash, Fascicolo, Area, Abitare con Arte; attualmente dirige la rivista Artigianato tra Arte e Design.

E' stato redattore di settore delle riviste Domus, D'ARS e AU.

Vincitore del 1° premio al Festival del Cinema di Nancy nel 1975 e del Premio Compasso d'Oro nel 1979, del 2° Premio al Concorso per il Parco Urbano ex Manifattura Tabacchi a Bologna nel 1985 e selezionato per il 1° grado al Concorso per la ristrutturazione delle Colonne di S. Lorenzo a Milano.

Dal 1985 ha organizzato mostre e seminari, portando la cultura del progetto all'interno di diverse aree artigiane. Ha realizzato più di 900 mostre personali e collettive in Gallerie d'Arte e Musei in Italia e all'estero dal 1962 ad oggi.

Fin dagli anni Settanta ha svolto attività didattica in numerose Facoltà di Architettura e Scuole di Design e dal 2000 al 2005 ha coordinato il Dipartimento "Progettazione Artistica per l'Impresa", da lui fondato, all'Accademia di Belle Arti di Brera.

Inaugurazione giovedì 8 ottobre ore 18.00/20.00

8 ottobre - 20 novembre 2009

INGRESSO LIBERO

PROGETTO DI Riccardo Zelatore

CATALOGO CON TESTO DI Elisabetta Longari

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