Artefatto - Dettaglio evento

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Comunicato stampa evento: sedie?

Artefatto presenta "sedie?" dedicata all'opera di 12 interpreti della creatività contemporanea, portavoce di mondi espressivi diversi, ma tutti ugualmente affascinati dalle capacità espressive della sedia, oggetto condiviso da ogni cutura, elemento d'arredo che più di ogni altro accompagna le molteplici tappe della nostra esistenza.

Ecco dunque la sedia trasfigurata, sradicata dalla sua originaria funzione e colorata di un'altra vita, personificata o elevata a simbolo della condizione umana.

La raccolta propone sedie che ci raccontano di emozioni e sensazioni attraverso una materia ed una sensibilità sempre diverse che si calano nella contemporaneità di elaborazioni artistiche sorprendenti.

Nel gioco dell'interazione tra quotidianità e arte, lo spettatore osserva e può fruire dell'opera d'arte e l'opera, se pur oggetto d'arte, parla un linguaggio quotidiano.

In un cammino che passa attraverso l'espressività anche chi abbia in mente il concetto tradizionale di sedia non potrà mancare di stupirsi e lasciarsi affascinare dalle multiformi, variegate rappresentazioni artistiche di Fabrizio Martinelli, Clara Rota, Luca Ghirardosi, Davide Campiglio, Mauro Maffezzoni, Cristina Valla, Terraria, Antonella Ceccato, Antonio Caporaso, Claudio Destito, Giovanni Lauriola, Giuseppe Carrino.

La mostra apre al pubblico mercoledì 7 aprile con un aperitivo alle 18.30.


sedie?
dal 7 aprile 2004 al 29 maggio 2004
ARTEFATTO
Monza . via Carlo Prina 18 . cortile interno
tel. 039 5960047
da martedì a venerdì 10.00 . 12.00 - 15.00 . 19.00
sabato 11.00 . 19.00
oppure su appuntamento
www.arte-fatto.it
paola.pilotti@arte-fatto.it



Clara Rota
Dopo il liceo artistico, dalla metà degli anni settanta dedica i propri interessi alle arti applicate, con particolare attenzione ad un materiale antico e povero: la carta, il suo restauro, la decorazione e la manipolazione.
Con il laboratorio-galleria "cartabolo", sviluppa rinnovati stili decorativi su oggetti creati in piccola serie ed amplia la sua produzione con la realizzazione di grandi pannelli decorativi, arazzi e oggetti-sculture.
Oggi la sua attività spazia dal restauro e legatura di libri preziosi, alla realizzazione di oggetti in piccola serie, mobili, complementi d'arredo, pannelli decorativi, arazzi e mosaici di carta, alla creazione di oggetti per il merchandising museale, sculture, gioielli e lampade, all'allestimento di mostre e show room, all'attività didattica.
Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in gallerie italiane ed estere ed è presente con il suo lavoro in pubblicazioni di rilievo.


Fabrizio Martinelli
Diplomato in pittura all’Accademia di Brera, crea opere ed installazioni che giocano sulle trasparenze di materiali diversi accostati tra loro: vetro, vetroresina, ferro, legno.
Nelle sue composizioni utilizza materiali di recupero e vetroresina, come a dire il passato di certi oggetti e il presente in fatto di materiali.
Il colore, elemento costante nei suoi lavori, contribuisce alla definizione formale delle opere e consente di modularne la presenza e di calibrare la reazione all'incidenza della luce.
Proprio alla luce è infatti affidato il compito di vitalizzare le sue opere che, in sua assenza, si presentano amorfe e incolori. La luce, captata per trasparenza o per riflessione, sottolinea le forme, ne manifesta la densità, ne valorizza l'intera variabilità.
L'azione che si attiva poi tra la vetroresina e i recuperi più vari è, nella diversità delle varie occasioni, sicuramente stimolante.
L'estensione spaziale è una condizione basilare di questi lavori che, sempre più spesso, implicano una diretta interazione con l'ambiente in cui vengono inseriti facendo di esso (in installazioni apposite) un elemento proprio dell'opera.
Ha realizzato mostre personali, collettive ed ha partecipato a varie rassegne artistiche in italia e all'estero.

Luca Ghiradosi
Ha studiato scenografia all’Accademia di Brera.
La sua attivita’ di scenografo, concentratasi in una prima fase in un contesto teatrale, si è poi sviluppata nell’ambito della progettazione per allestimenti ed eventi che hanno spaziato dal mondo della moda a quello della promozione industriale. Attività che tuttora prosegue, parallelamente a quella dell’insegnamento presso l’Accademia di Brera.
Da sempre è interessato a conoscere, studiare e sperimentare tecniche artigianali di antica tradizione, come doratura, cartapesta, stucco, scagliola recuperandone le potenzialità per rivisitarle in chiave più contemporanea.


Davide Campiglio
Si diploma alla scuola per ceramisti CCFP di Faenza.
Nel suo laboratorio, crea oggetti e opere espressione di un gusto in continua evoluzione e di una costante sperimentazione tecnica.
Arricchisce la sua produzione con nuove opere che nascono dalla collaborazione con architetti e arredatori.
Parallelamente sviluppa l’attività di formazione organizzando laboratori didattici di ceramica per le scuole, corsi preparatori per gli insegnanti e corsi speciali per disabili.
Di indole curiosa, sperimenta in continuazione materie e tecniche fondendo tradizione e innovazione, manualità e progetto nella creazione di opere ceramiche uniche e raffinate interpretazione e reinvenzione poetica del mondo delle cose di tutti i giorni.
Durante la sua quindicinale esperienza nel campo della ceramica artistica, arte e design, partecipa a numerose mostre personali e collettive d’arte, in Italia e all’estero, ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni sulla stampa specializzata.




Mauro Maffezzoni
Pittore, diplomato all’Accademia di Brera.
“Da anni dipinge oggetti e personaggi della vita quotidiana.
Con una scelta personalissima, e dunque totalmente arbitraria, l'artista ha stabilito
21 categorie in cui poter far rientrare il mondo che ci circonda (si va' dagli elettrodomestici
agli artisti).
La sua opera riprende quindi il sogno illuminista di Diderot, che volle descrivere nella sua Encyclopedie, tutto il mondo, a condizione che fosse stato opportunamente studiato e catalogato. In altre parole l'inventario del mondo.
Oggi Maffezzoni si è proposto di riprendere questo antico sogno dell'uomo; questa volta però a colpi di pennello.” (A.Galasso)
Sue mostre personali sono state organizzate in diverse gallerie italiane; ha eseguito interventi "site-specific” nell'ambulatorio di un medico USSL, in un negozio di elettrodomestici e ha partecipato a mostre collettive.

Antonella Ceccato
Nasce a Padova dove avvia la sua formazione nel campo della moda poi perfezionata
a Milano.
Nella sua attività associa esperienze di collaborazione con show-room a quelle di modellista e confezionista in azienda e di costumista per produzioni teatrali e televisive.
Parallelamente sviluppa le sue potenzialità artistiche con la creazione di complementi d’arredo nei quali la materia tessile, il feltro in particolare, è protagonista e partecipa a concorsi d’arte con costumi-scultura ottenendo riconoscimenti importanti.

Cristina Valla
Dopo il diploma in decorazione all’Accademia di Brera si appassiona alla ceramica raku.
Gli oggetti che crea si ispirano alla natura ed alle sue molteplici forme e testimoniano un innato senso del volume ed un attento studio del colore che è brillante e iridescente o delicato e terroso a seconda dei casi.
La sua produzione spazia dalle classiche ciotole, ai vasi, alle sculture, ai gioielli: proposta assai innovativa ed esclusiva in questo contesto.
Il "raku" è una tecnica giapponese che risale al xvi secolo.
Il suo nome, che deriva dalla famiglia che ne fu promotrice, significa: "gioire il giorno" e proprio questo è ciò che l'artista ricerca: trovare gioia e realizzazione nella fusione dei quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco.
Quello che ne scaturisce appaga sia la vista che il tatto ed è il fascino dell'imprevisto e della casualità, che caratterizzano questa tecnica, a dare a questi oggetti un'unicità irripetibile.

Terraria
Vive e lavora in un piccolo borgo tra le montagne della Valle Camonica dove crea il laboratorio Terraria.
Il suo percorso artistico la porta ad esprimersi attraverso la ceramica raku che le permette di ottenere oggetti unici nati dal lavoro con gli elementi naturali: aria, acqua, terra e fuoco.
Sviluppa la sua ricerca creando oggetti semplici nei quali abbina la ceramica a elementi naturali di recupero quali sassi, sabbia, legni, rami e pietre.
L’elemento naturale, prelevato dal suo ambiente originale, osservato, toccato e studiato continua a vivere nelle sue mani fino a quando non trova la sua continuità in una composizione decorativa, un pannello d’arredamento, una lampada, una cornice, una tazza, un ciondolo.
Dai boschi e dalle rocce grafite dal popolo camuno, ambiente naturale fortemente simbolico nel quale lavora, trae nutrimento ed ispirazione per la propria attività.







Antonio Caporaso
Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Nella sua ricerca si trovano elementi tipici del minimalismo, insieme a una particolare sensibilità per i materiali vissuti.
La costante dei lavori è l’incontro/scontro tra modularità e superfici tipicamente artificiali e segni casuali di natura accidentale.
Una ricerca basata sulla dualità che scruta e rivela segni e temi apparentemente marginali nel tentativo di catturare l’inafferabilità del tempo

Claudio Destito
La poetica dell'autore si basa su una riflessione in chiave ironica
sul rapporto vita -morte, il gioco,il doppio senso e la rilettura
della storia dell'arte in chiave ironica anch'essa.
Il suo lavoro trova ispirazione dagli oggetti intrisi di mito quotidiano,
cose molto usuali del nostro vivere quotidiano (libri, carte da gioco,bicchieri)
che si trasformano tramite un connubio di humor e lirica intensità,
in opere dal valore altamente rappresentativo.
Gli oggetti riemergono così dall'anonimato quotidiano e riplasmati,
in tempo e luoghi reali, in nuove forme di vita e di creatività.

Giovanni Lauriola
Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Milano.
La conoscenza, facoltà peculiare dell'essere umano, nasce dalla sovrapposizione
di esperienze che l'individuo accumula durante il corso della sua vita.
Procedimento del tutto simile alla scenografia per un teatro, nel quale basta cambiare gli sfondi per ritrovarsi in un bosco o in una città, nel presente come nel passato.
I colori di Giovanni Lauriola ricoprono la superficie di un contenitore che è lo specchio del suo interno.
L'artista procede per stratificazione e sottrazione di materiali diversi, incolla, graffia,
incide piccoli calligrammi sul colore volutamente opaco.
Ci presenta una visione frammentata della realtà, che accosta alla memoria fotografica
il gesto di colore puro.
La scelta del materiale povero, il cartone o la carta da pacco,
ci indica che per Lauriola l'arte non è materia preziosa e indistruttibile
ma piuttosto membrana sensibile che ci segna col passare degli anni.

Beppe Carrino
Ha studiato all’ Accademia di Brera.
Tagli, pieghe, cuciture, intrecci , nodi, incastri sono tecniche antichissime,
le prime tecnologie che nella loro essenzialità ideativa definiscono
la specificità culturale di un popolo e della sua civiltà .
L’ azione del tessere richiama l’ esistenza di un demiurgo, di una entità superiore
che controlla il senso della continuità e della discontinuità nell’ intrecciarsi
di presenza e assenza come è rintracciabile in molti miti .
Ogni forma si situa nel gioco delle connessioni e delle giunzioni ove i nodi
stabiliscono un vincolo per le energie, una condensazione centripeta delle forze.
La tessitura rappresenta in modo metaforico il divenire delle esistenze
e il loro rapportarsi a un ordine (ordito) che tutte le supporta nella sua mitica “ assialità ”
e nella invisibile presenza di una legge.

Stefania Pilotti
Ha studiato grafica all’Istituto Statale d’Arte di Monza e, dopo avere lavorato per 10 anni come art director in agenzie di pubblicità a Milano, sposta i propri interessi sull’elemento tridimensionale.
I suoi oggetti sono elementi di un mondo fantastico, i sogni dei bambini fatti realtà.
Una volta evocano il mondo delle fate, un’altra quello delle forme e dei colori
e un’altra ancora quello dei sogni.
Materiali e oggetti della vita di tutti giorni trasfigurano e si appropriano
di una nuova vita ora con le sembianze di un trono per gli gnomi,
di una lampada del paese delle meraviglie oppure come tappeto per volare.
Le sue creazioni, tracce tangibili del gioco e dell’immaginario infantile,
sono il risultato dell’utilizzo libero da schemi razionali
di forme, colori, materie del nostro ambiente quotidiano.



sedie? – opere


Clara Rota

Poltroncina da meditazione
Cartone ondulato

Fabrizio Martinelli

L’arte nel sedere
Materiale di recupero, ferro, vetroresina colorata

Clessidra
Legno di recupero, vetroresina colorata

Luca Ghirardosi

Una sedia in legno anni '50, oggetto della memoria comune, si arricchisce
Di una bocca scolpita in polistirolo che come schienale accoglie il "sedente"
In un denso bacio di ricordi.
Legno, polistirolo, tessuto

Davide Campiglio

Geo
Semigres, smalto

Mauro Maffezzoni

Sedia
Acrilico su tela, plexiglass

Sedia plastica rossa
Acrilico su tela

Sedia plastica rossa
Acrilico su tela

Sedia plastica rossa
Acrilico su tela

Antonella Ceccato

Miss
Feltro

Cubo leggero
Polistirolo, gomma

Cristina Valla

Siedo
Ceramica raku

Terraria

Elfi
Legno e ceramica raku

Antonio Caporaso

Fronte / retro
Legno verniciato, asse di legno recuperato, conetti d’acciaio

Claudio Destito

Senza titolo
Legno

Giovanni Lauriola

Solseduta
Seduta in abete, ali in multistrato. Colori alla caseina su imprimitura in gesso acrilico
E parti in segatura su legno
Interventi: tamponature eseguite con le dita della mano rivestite di stoffa, graffi, tratti, calligrammi ottenuti con punte metalliche, spatole, raspa

Beppe Carrino

La sedia del poeta,1992
Bambù, stoffa

Stefania Pilotti

Puck
Plastica, ferro, gommapiuma, lana, legno, cartapesta, alloro, corda


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