“La passione per la terra e i suoi segreti. Così si apre il secondo appuntamento del 2005
con Babele. “Il sale della terra” è il nuovo progetto di Mariangela Meroni, ceramista e scultrice. Un po’ più che un progetto, forse: sarebbe meglio definirlo un compiuto capitolo della sua vita. Perché con difficoltà si riesce a scindere il vivere quotidiano dell’artista dalla sua ricerca. Lo stesso spazio domestico, infatti, è quasi interamente occupato da quella materia che la Meroni prepara, plasma e ritocca fino a una soluzione finale che la soddisfi.
Artefatto propone con questa mostra una selezione dei suoi ultimi lavori in cui, a seguito
di suggestioni raccolte da un maestro spagnolo durante un viaggio conoscitivo, l’artista esplora le possibilità e il dinamismo che la terra, considerata generalmente inerte, cela invece al proprio interno. I sali mescolati, infatti, si spostano continuamente e si ossidano per effetto della cottura dei pezzi, arrivando a conferire loro suggestive colorazioni.
Il punto di partenza resta sempre la terra, naturale o refrattaria, dove prima che le forme
la ceramista studia in divenire la composizione. Il sale della terra è ciò che le dà senso, le dà vitalità e ricchezza perché gli esseri vi prosperino: così Mariangela Meroni dosa i diversi sali metallici che oggi sono parte preponderante della sua sperimentazione, li incorpora nella materia e attende la loro reazioni, valutandone i movimenti che avvengono per naturali legami chimici, anche per via del processo di cottura cui gli oggetti vengono sottoposti.
E la ricerca va anche oltre, perché si scopre che è sufficiente intervenire in misura minima nel processo di realizzazione di un’opera per ottenere esiti profondamente diversi.
Relativamente alle forme, che completano la poetica materica, Mariangela Meroni si orienta principalmente al mondo di natura: l’ispirazione per vasi e sculture viene direttamente dai fiori, pur con decisa stilizzazione. Un discorso a parte merita l’applicazione delle tecniche
alla funzione luminosa. Praticamente da sempre la ceramista si dedica a declinare la materia alla diffusione della luce: le sue lampade realizzate in refrattaria e oggi colorate con ossidi, dalle forme più disparate, sono pure dispensatrici di atmosfere: si va da strutture tagliate
che lasciano filtrare il fascio luminoso quasi fosse una lama che fende il buio, a boccioli
di terra che liberano effluvi di luce destinati, come profumi, ad aleggiare liberi nello spazio.”
Sabrina Arosio
''Babele, dunque, non è la città della mitica unità definitivamente smarrita.
E’ invece quel luogo dove, proprio grazie alla confusione, è possibile tradurre reciprocamente tutte le lingue. E traduzione vuol dire innanzitutto reciproca comprensione.''
Giuseppe Cantarano ''Elogio di Babele''
BABELE . autunno 2004 . primavera 2005
MARIANGELA MERONI . “Il sale della terra”
19 febbario . 10 marzo 2005
aperitivo sabato 19 febbraio dalle 17.00
ARTEFATTO . Monza . via Carlo Prina 18 . cortile interno
tel. 039 5960047 . cell. 335 6108374
da martedì a venerdì 10.00 - 12.00 15.00 - 19.00
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