Biblioteca di Villa Mercede - Dettaglio evento

Via Tiburtina 113, Roma 00185
Tel +39 06 45435049
biblioteca.villamercede@bibliotechediroma.it

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Biblioteca di Villa Mercede - Dettaglio evento

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Roma
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Nunzio Di Stefano vs Karolina Pernar

Biblioteca di Villa Mercede

Sede Via Tiburtina 113, Roma 00185
Altre informazioni Tel +39 06 45435049 | biblioteca.villamercede@bibliotechediroma.it

Data di apertura lunedì 30 ottobre 2006
Data di chiusura venerdì 24 novembre 2006

Orari:
Lunedì 13.00/19.00
Martedì 9.00/19.00
Mercoledì 9.00/19.00
Giovedì 9.00/19.00
Venerdì 9.00/14.00
Sabato 9.00/13.00
Curatori Rosanna Rago

Comunicato della mostra : Nunzio Di Stefano vs Karolina Pernar

Artisti a Villa Mercede
“Atelier d’artista, Fondazione Pastificio Cerere”
Nunzio presenta Karolina Pernar


Con il patrocinio del Municipio Roma III
in collaborazione con la Fondazione Pastificio Cerere
e il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma “La Sapienza”

a cura di
Rosanna Rago
Ideaz. Resp. Progetto Maurizio Carrassi
Resp. Biblioteca Villa Mercede Maria Vittoria Persichelli

“Ateliers d’Artista, Fondazione Pastificio Cerere”
Arte e promozione territorio di San Lorenzo

Il progetto “Ateliers d’Artista” si presenta come la dimostrazione di un’ipotesi culturale rivolta ad una collaborazione tra alcuni soggetti istituzionali e privati che solleciti una riflessione sulla scena dell’arte contemporanea in un territorio come quello di San Lorenzo particolarmente prolifico sotto questo aspetto.
La biblioteca diventa fulcro di un modello di mostra a carattere aperto, basato sul delicato concetto di relazione con l’Altro (rapporto artista-pubblico e artista-artista), un’esposizione concepita come un’opera transitiva, una panoramica multimediale composta di tante piccole mostre, vivaci molecole di una struttura che descriverà una sorta di geografia del molteplice.
L’iniziativa riunirà venti artisti, un’indicativa campionatura delle personalità più interessanti presenti sul territorio. Nove artisti affermati presentano, insieme alle loro opere, riprodotte in forma prevalentemente audiovisiva, altrettanti giovani che espongono in uno spazio inusuale, realizzando quindi un percorso di promozione culturale gestito direttamente da una realtà professionale importante presente sul territorio proponendo un approccio del tutto inedito alle loro opere. Al gruppo dei nove si affiancano tre artisti singolari (Alì Assaf, Massimo Petrucci e Rosetta Messori) che intervengono con un lavoro specifico pensato per il parco di Villa Mercede. Le opere sono state pensate in funzione dello spazio, proponendo in alcuni casi (Ruffo, Censi e Ferri) un’interpretazione figurativa di testi letterari: una dislocazione semantica quindi, che riguarderà lavori eterogenei sia in relazione agli stili che ai supporti, dove le contaminazioni linguistiche hanno carattere programmatico. Le priorità del progetto, inserito nelle iniziative di “Leggere Roma”, si rivolgono innanzitutto alla promozione, in questo particolare contesto, degli artisti nel rapporto con il territorio, tema che sarà oggetto di approfondimento nella tavola rotonda promossa presso il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza a Gennaio.

Maurizio Carrassi (Ideazione, Responsabile Progetto)
Rosanna Rago (Curatrice Progetto)




Calendario Artisti


• Piero Pizzi Cannella versus Veronica Botticelli dal 23/4 al 13/5
• Marco Tirelli vs Eugenia Lecca dal 13/5 al 31/5
• Maurizio Savini vs Valentino Diego dal 5/6 al 22/6
• Giuseppe Gallo vs Pietro Ruffo dal 26/6 al 15/7
• Alì Assaf vs Villa Mercede dal 17/7 al 28/8
• Massimo Petrucci vs Villa Mercede dal 28/8 al 16/9
• Gianni Dessì vs Eugenia Censi dal 18/9 al 30/9
• Daniela Perego vs Paolo Lecca dal 2/10 al 28/10
• Nunzio Di Stefano vs Karolina Pernar dal 30/10 al 24/11
• Bruno Ceccobelli vs Antonio Buonfiglio dal 27/11 al 22/12
• Ileana Florescu vs Claudia Ferri dal 8/1/2007 al 20/1
• Rosetta Messori vs Villa Mercede dal 22/1 al 31/1/07


Karolina Pernar

Il progetto sitespecific realizzato da Karolina Pernar, per la Biblioteca di Villa Mercede, s’innesta naturalmente nello spazio espositivo, divenendone parte integrante.
L’installazione scultorea prende forma nella sala di lettura, leggerezza e sospensione sono le caratteristiche dell’opera della Pernar, che in un equilibrio intimo ed intuitivo, consentono il librarsi dei segni nello spazio, sfidando le leggi gravitazionali del mondo puramente fisico. I segni tracciano nello spazio traiettorie improvvise, impensate, in un’improbabile sospensione danzante, capace di sorprendere ed incantare.
L’artista scompone e ricompone lo spazio attraverso la materializzazione di due linee sospese, (elementi-tubolari di ferro satinato), che si diramano dagli scaffali dei libri, contenitori/energetici e ne prendono vita, propagandosi in modo circolare nel luogo, come conduttori virtuali di energia, oltre la percezione umana.
Nell’opera ricorrono i temi dominanti dell’indagine artistica dell’autore: le riflessioni sulla spazialità, sul nostro ruolo nello spazio e sul rapporto spazio-temporale; codificabili attraverso il segno/traccia unica modalità linguistica. Superando la difficile duttilità materica Karolina Pernar plasma le sue sculture, risultato di linee che s’intersecano e creano forme geometriche, figure che si ripiegano, corpi sintetizzati che perdono consistenza e diventano leggeri, flebili, evanescenti.
Linee come sculture naturali che si stagliano fra l’abisso ed il cielo, vengono scarnificate in una genesi pulsante ed appassionata, per ritrovarvi infine la veste del pensiero. Ciò che viene realizzato è prova di una simbiosi vitale fra l’artista e la materia prediletta e di un raggiunto equilibrio che nella sospensione e leggerezza ci suggerisce l’essenza della realtà.
È uno svelamento ambiguo l’opera di Karolina Pernar che nel dubbio della stabilità materica, ci scuote per interrogarci sul nostro essere ed esserci; dialettica esaltante fra materia-spazio e pensiero che silenziosamente si offre al fruitore per un cammino personale.
Sculture come silhouette, somiglianti più possibile a qualcosa che vive, si muovono attorno ad uno spazio interiore, che, solo così circoscritto dalla materia, può essere visibile. Esistono forme che hanno qualcosa in comune: che sono il corpo, lo spazio in cui viviamo, lo spazio della non conoscenza.
Rosanna Rago

Nunzio

Le opere di Nunzio sono soggette a una permanente e lenta trasformazione, esse si trovano in uno stato quasi liquido, morbido, elastico caratterizzato da un mutamento continuo che si manifesta nelle forme, nella lavorazione delle superfici degli oggetti, nell’utilizzo del materiale e nel rapporto tra la forma plastica, dunque tra il corpo, e lo spazio, la parete. Le sue opere scultoree sembrano essere la concretizzazione di un unico lungo e lento processo, quasi naturale, di inarrestabile e spontanea trasformazione, mentre i singoli oggetti assumono un significato, un senso e un’essenza solo come elementi di questa catena che è l’opera nella sua totalità, caratterizzata dal cambiamento perenne. Questa trasformazione è paragonabile alla crescita e allo sviluppo delle piante: le proporzioni e il colore, la superficie e il corpo cambiano nel corso del tempo senza perdere le loro caratteristiche principali e i loro requisiti formali. In questo senso nelle opere di Nunzio non esistono periodi che si differenziano radicalmente o fondamentalmente l’uno dall’altro, ma neanche fasi in antagonismo, che si escludono a vicenda, e ancora meno una rigida linea di evoluzione caratterizzata da stadi e obiettivi. Si potrebbe piuttosto parlare di gruppi di opere dalle entità specifiche, o di cicli di scultura in cui egli sceglie determinati materiali (per es., gesso, piombo, legno) e metodi di lavorazione con i quali operare per un certo tempo, utilizzando diversi processi meccanici (colorazione, compressione, rottura) o anche chimici (cottura, ossidazione). Ma nessuno di questi metodi, nessuna manipolazione, nessuna scelta di materiali porta a un taglio netto con il passato, a una nuova tendenza estetica che si distingua radicalmente, essenzialmente e fondamentalmente dagli altri cicli delle sue opere: le sue sculture, il suo atteggiamento di base, il suo giovanile interesse, libero e senza pregiudizi, per le situazioni concrete delle costellazioni materiali rimangono essenzialmente invariati.
“La poesia concreta di Nunzio” di Lóránd Hegyi
Estratto dal Catalogo: Nunzio (Macro, Museo D’Arte Contemporanea Roma 22 gennaio 2005 1° maggio 2005)

Karolina Pernar

Nata il 19.08.1978 a Zagabria, Croazia. Nel 1997, dopo aver portato a termine la Scuola d'arte applicata e design a Zagabria, Sezione per il design del metallo, va in Italia, a Perugia, dove si specializza in oreficeria. Nel 1999 s'iscrive all'Accademia delle belle arti «Pietro Vannucci» a Perugia, sezione di scultura. Nel 2002 si aggiudica il primo premio e il premio d'acquisto al IX concorso “Edgardo Manucci» per la scultura, ad Arcevia (AN), Italia. Nel 2003 riceve la borsa di studio «A. Rannocchia» e nel 2004 porta a termine la Scuola per la lavorazione artistica del metallo «TAM» a Pietrarubbi (Pesaro-Urbino) sotto la guida dello scultore Arnaldo Pomodoro e la direzione artistica dello scultore Nunzio. Il medesimo anno si laurea all'Accademia delle belle arti. Nel 2005, in occasione della mostra della Colonia Artistica, il Museo Civico della Citta' di Rovigno le conferisce il premio Giovane Artista. Attualmente vive e lavora fra Roma e Zagabria.

Mostre

colletive
1999. Galleria «Minerva», Perugia, Italia
2002. «Arcipelago», Roma, Italia
2002. «Premio di scultura Edgardo Manucci», 9. edizione, Arcevia (Ancona), Italia
2002. «Esordi», Serra de' Conti (Ancona), Italia
2002. «Radici», Corciano (Perugia), Italia
2002. «Rinascimenti e mutamenti», Palazzo dei Consoli, Gubbio, Italia
2003. «senza limiti», Perugia, Italia
2003. «Orizzonti», Corciano (Perugia), Italia
2004. «TAM», Pietrarubbia (Pesaro-Urbino), Italia
2004. «Eccentrica», Corciano (Perugia), Italia
2005. 39. Salone di Zagabria «Umjetnost je medij», Zagabria, Croazia
2005. Mostra della colonia Artistica, Museo Civico della Citta' di Rovigno, Rovigno, Croazia
2006. 1. Salone di Vukovar, Castello Eltz, Vukovar, Croazia
2006. IX Triennale della Scultura Croata, Gliptoteka HAZU, Zagabria, Croazia

personali
2001. «...pensieri liberi...», CeKaO Zagabria, Croazia
2002. «Immersione spaziale», Galeria Medianox, Maribor, Slovenia
2005. «Karolina Pernar», Galleria di San Tommaso, Rovigno, Croazia
2006. «Karolina Pernar», Museo Civico della Citta' di Rovigno, Croazia

sculture pubbliche
Museo d' Arte Contemporanea «Edgardo Manucci», Fabriano, Italia
Castello di Pietrarubbia, Pietrarubbia (Pesaro-Urbino), Italia

contatto

Karolina Pernar
Zatišje 8f, 10000 Zagreb
tel. +385 98 9794 721

tel. +39 339 56 217 55
e- mail/ karolinaper@yahoo.it




Nunzio

Nunzio Di Stefano nasce nel 1954 a Cagnano Amiterno, in provincia de L’Aquila. Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma, diplomandosi nel corso di Scenografia di Toti Scialoja.
Risale al 1981 la sua prima mostra personale, presentata presso la Galleria Spazia di Bolzano e accompagnata da un testo di Gabriella Drudi, in occasione della quale espone una serie di sculture in gesso colorato e alcuni acquarelli. I gessi, dipinti per immersione, sono costituiti da due o più elementi, posti in relazione tra loro e montati direttamente a parete come quadri. Sono forme tridimensionali e superfici cromatiche al tempo stesso.
Nuovi lavori in gesso sono presentati in altre due personali, rispettivamente nel 1984 a L’Attico, nella mostra che segna l’inizio di un’intensa collaborazione con la galleria romana di Fabio Sargentini, e l’anno successivo nella galleria di Annina Nosei a New York. “Sculture che, dipinte, negano la forza di gravità pur non nascondendo la sostanza fisica […] ”, scrive Giuliano Briganti nel catalogo de L’Attico, “negano la bidimensionalità della pittura […] sembrano alludere ad una profondità senza fine”. Si intitola Leviatano la scultura in gesso che l’artista realizza eccezionalmente alla presenza del pubblico negli spazi de L’Attico, così come prevedeva la mostra collettiva “Extemporanea”, nel 1984.
Sin dal 1973 Nunzio aveva insediato il suo studio nell’ex Pastificio Cerere, nel quartiere romano di San Lorenzo, dove in seguito si stabiliscono anche Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Pizzi Cannella e Marco Tirelli. A questi artisti, iniseme a Domenico Bianchi, Achille Bonito Oliva dedica nel 1984 la mostra “Ateliers”.
Nella seconda metà degli anni ottanta appaiono le prime opere in legno e piombo, presentate nel 1986 con una nuova personale a L’Attico accompagnata da un testo di Achille Bonito Oliva. Si tratta di sculture in legno, materiale sul quale Nunzio interviene con cera, pece, carbone, pigmenti o piombo. Con alcune di queste opere Talismano, Meteora e Odissea, espone alla LXII Biennale di Venezia, nella sezione “Aperto 86”, in occasione della quale vince il Premio 2000 conferito al miglior giovane artista.
Il 1987 segna un’ulteriore svolta nella sperimentazione di tecniche e materiali diversi e nella ricerca di nuove forme espressive. E’ allora, infatti, che espone le prime sculture di legno combusto ottenute trattando la materia con la fiamma ossidrica, procedimento che conferisce alla superficie del legno un intenso colore nero. Alcuni di questi lavori sono presentati nella mostra retrospettiva che la Galleria Civica di Modena gli dedica quello stesso anno.
Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, gli appuntamenti espositivi continuano a susseguirsi numerosi in Italia e all’estero. Si ricordano le personali a L’Attico e a Bari da Marilena Bonomo nel 1988, presso le gallerie Triebold a Basilea, Di Meo a Parigi e Bagnai a Siena nel 1989, allo Studio Cannaviello di Milano nel 1990, alla Galleria dell’Oca a Roma nel 1991 e, tra le collettive, la “Nouvelle Biennale de Paris”, “L’Italie aujourd’hui” al Centre National d’Art Contemporain, Nizza, “Nuove trame dell’arte”, al Castello Colonna di Genazzano, “Anniottanta”, alla Galleria Comunale di Bologna nel 1985, “Aspekte der Italienischen Kunst”, mostra itinerante in Germania, l’XI Quadriennale di Roma, dove esporrà anche nel 1996, e la VI Biennale di Sydney nel 1986, “Los Nuevos Romanos”, a Santiago di Compostela e a Madrid, “Prospekt ‘89” a Francoforte nel 1989, “Roma interna” al Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna nel 1991, l’anno successivo “Una generazione a Roma”, a Perugia e a Umbertide e la III Biennale di Istanbul.
Nel 1992, con l’installazione Passaggio, ideata per Edicola Notte a Roma, l’artista affronta nuove dimensioni spaziali. Una serie di elementi ricurvi di legno combusto, montati in successione ritmica a formare una struttura aerea, all’apparenza leggera, attraversano l’ambiente, in un serrato dialogo con lo spazio.
La sfida di fondare, attraverso la scultura, un nuovo spazio in relazione all’ambiente nel quale l’opera si manifesta è alla base anche dei lavori presentati nella mostra allestita presso la chiesa di Santa Maria della Manna d’Oro a Spoleto, promossa dalla Galleria Bonomo nel 1993, così come in quelli esposti all’American Academy di Roma nel 1997, presso l’Associazione culturale Volume! a Roma nel 1998, alla Galleria dell’Oca nel 2003 e alla galleria Giorgio Persano di Torino nel 2004.
E’ invitato nuovamente alla Biennale di Venezia nel 1993 e con una sala personale nel 1995, quando riceve la Menzione d’Onore presentando, tra le altre, una scultura di grandi dimensioni costituita da elementi di legno addossati su lastre di ferro, la cui superficie è segnata da un cromatismo cangiante per effetto dell’ossidazione.
Al 1994 risale la sua prima personale in Giappone, alla Kodama Gallery di Osaka, cui segue la partecipazione alla seconda edizione della Biennale di Fujisankei nel 1995, dove la sua scultura in bronzo Ombre, realizzata per l’Hakone Open-Air Museum, viene premiata con il Prize for Excellence. Sempre nel 1995 la Galleria d’Arte Moderna di Bologna gli dedica, nella sede di Villa delle Rose e per la cura di Pier Giovanni Castagnoli, un’importante mostra che ripercorre il lavoro di un decennio.
Nel 1997 presenta per la prima volta delle opere in bronzo nella Galerie Alice Pauli di Losanna, dove espone nuovamente nel 2001.
Il 2000 si apre con una personale alla Galleria Fumagalli di Bergamo, che è occasione per la pubblicazione di un libro dedicato al lavoro di un ventennio. La sua più recente mostra antologica è stata allestita al MACRO-Museo d’Arte Contemporanea Roma, a cura di Danilo Eccher, nel 2005. Nello stesso anno presenta nella nuova sede della Galleria Persano a Torino, due grandi lavori in legno per i quali ha impiegato autentiche strutture di case rurali recuperate in Croazia, intervenendo per la prima volta su costruzioni preesistenti.
Risale alla fine del 2005 la mostra personale alla Galleria dello Scudo di Verona, curata da Lea Vergine, dove espone una serie di installazioni in legno combusto che fondano inediti e stranianti spazi abitabili.

Inaugurazione Lunedì 30 ottobre 2006 ore 19.00
30 ottobre - 24 novembre 2006

Biblioteca di Villa Mercede
Via Tiburtina, 113