Francesco Cito - L'Isola al di là dal mare
Dal mercoledì 04 agosto 2004
al giovedì 30 settembre 2004
Comunicato stampa evento: Francesco Cito - L'Isola al di là dal mare
La mostra di Francesco Cito, è curata da Giannella De Muro (suo anche il bel catalogo della mostra) per conto della Fondazione del Banco di Sardegna con la sponsorizzazione dell'Assessorato Regionale del Turismo e la collaborazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari insieme al Consorzio Camu' e all'Associazione Culturale Marco Polo.
L'inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 4 agosto alle ore 19. L'esposizione sarà visitabile con ingresso gratuito fino al 30 settembre negli spazi del Castello di San Michele, a Cagliari.
Troppo spesso banalizzata da un'iconografia pubblicitaria e stereotipata, l'immagine che la Sardegna offre di sé al di qua e al di là dei suoi naturali confini fisici, non è certo rappresentativa di una terra ricca di storia e di civiltà quale essa invece è.
Accanto alle indiscutibili bellezze naturali, l'Isola possiede un patrimonio sociale, storico e umano che non può essere trascurato o dimenticato, ma che anzi deve essere valorizzato nei suoi aspetti più significativi per contribuire ad un ulteriore arricchimento culturale del territorio e dei suoi abitanti.
La complessità del tessuto sociale della Sardegna, la coesistenza di culture diverse, da quella metropolitana a quella rurale, la dimensione lavorativa, la ricchezza delle tradizioni, offrono una molteplicità di stimoli e spunti ad una riflessione che può essere condotta non solo a livello linguistico ma anche iconografico, quando l'attività del fotografo sia finalizzata ad una conoscenza e ad una rappresentazione obbiettiva e fedele, per quanto personalizzata, delle sue sfaccettate realtà.
Francesco Cito è nato a Napoli nel 1949, ora vive e lavora a Milano. La sua carriera ha inizio nel 1972 a Londra, dove inizia a dedicarsi alla fotografia. Dal 1975 diventa foto-giornalista free-lance, collabora per il Sunday Time Magazine, ottenendo la sua prima copertina col servizio La mattanza, sull'antico modo di pescare i tonni in Sicilia.
Nel 1980, dopo l'invasione sovietica, è uno dei primi fotoreporter che raggiunge clandestinamente l'Afghanistan, viaggiando a piedi per 1200 chilometri con vari gruppi di guerriglieri. Qui ritornerà nel febbraio 1989 come corrispondente de Il Venerdì di Repubblica per documentare il ritiro dell'esercito sovietico.
Tra la fine del 1982 e l'inizio dell'anno successivo è a Napoli per un servizio sulla camorra, pubblicato in tutto il mondo.
Dal 1983 al 1989 è, in varie riprese, sul fronte libanese come corrispondente del giornale Epoca. Nello stesso periodo inizia a recarsi anche in Palestina per riportare le condizioni del popolo palestinese all'interno dei territori occupati.
La sua presenza nei "luoghi caldi" prosegue in occasione della guerra del Golfo: sulle pagine de Il Venerdì di Repubblica documenta nell'agosto del 1990 l'arrivo dei soldati americani in Arabia Saudita dopo l'invasione del Kuwait, nonché le fasi successive della guerra. In Italia alterna reportages sulla mafia e su fatti di attualità con lavori su eventi particolari quali il Palio di Siena. Nel 1995 e nel 1996 il World Press Photo Contest gli conferisce il primo premio per i servizi Matrimoni napoletani (1995) e Siena, il Palio (1996).
Nel 1997 la Città di Atri gli conferisce il premio per l'impegno sulla Palestina.
Oltre che su Il Venerdì di Repubblica, le sue immagini sono apparse in Sette, Corriere della Sera, Epoca, Specchio supplemento della Stampa, Sunday Time Magazine, Observer Magazine, Stern, Bunte, Zeit Magazine, F**aro Magazine, Paris Match, Life, etc... Numerosissime le mostre in Italia e all'estero.