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IL DOPPIO SGUARDO DI EROS

CatARTica Arte Contemporanea

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Data di apertura martedì 26 aprile 2005
Data di chiusura domenica 15 maggio 2005

Gli artisti correlati Marco Vozza, Nanni Manolino

Comunicato della mostra : IL DOPPIO SGUARDO DI EROS

Arte e filosofia, un doppio sguardo sulla realtà: due modi differenti per esprimere l'indefinibile, due percorsi per avvicinarsi il più possibile all'inesplicabile, per arrivare a un passo dall'infinito. e poi ripartire daccapo con un nuovo percorso, una nuova ricerca.
Una mostra, "Il doppio sguardo di Eros", che nasce dalla duplice analisi originata dall'occhio del fotografo, Nanni Manolino, e dalla mente del filosofo, Marco Vozza, autori dell'omonimo libro recentemente pubblicato da Ananke Edizioni.
Protagonista delle immagini esposte è il corpo femminile, bello e sensuale, carnale e poetico, spesso privato di qualsiasi emotività attraverso inquadrature che escludono lo sguardo - quasi a voler far assorbire il soggetto dallo sfondo scenico per integrarlo globalmente nel suo mondo e analizzarlo con maggiore obbiettività.

La bellezza delle fotografie di Nanni Manolino è spesso impreziosita da una particolarità: il supporto su cui vengono stampate è una superficie grezza su cui viene steso il reagente a pennellate. Questo tipo di tecnica, che avvicina la fotografia alla pittura, dà vita ad un lavoro disuguale, non uniforme, con il duplice risultato di esaltare le sfumature e rendere unica e irripetibile ogni stampa così ottenuta all'intento dell'artista, quindi, si aggiunge una variabile dettata dal caso, con un affascinante scambio tra Eros e Thanatos che rende ancora più evidente la componente di fragilità del tema trattato.

Ma l'aspetto più emozionante è dato dalla netta sensazione che Nanni Manolino ami incondizionatamente le donne che rappresenta, ed appare evidente che ogni suo lavoro raffiguri proprio quell'amore, senza mai definirlo nettamente, quasi accennandolo per non svelarlo del tutto, per non intaccare la sacralità di quell'inesplicabile di cui si diceva in principio.
Il filosofo ci viene in aiuto citando il Paul Valéry di "Eros e mistica": "In realtà non si ama affatto qualcuno a causa delle sue qualità intrinseche. ma, al contrario, a causa della sua inesplicabilità. Amare al più alto grado è amare inesplicabilmente. La gioia di questa creazione, la sua manifesta fragilità, che tuttavia ha ragione dell'evidenza".

E il viaggio verso l'ineffabile ricomincia daccapo, senza sosta, senza certezze, ma con una nuova consapevolezza e nuovi "sguardi" da sperimentare.

Nanni Manolino
Fotografa dal novembre 1977, data legata all'improvvisa morte del padre, da cui ereditò non solo la sua prima macchina fotografica, ma soprattutto il desiderio di cogliere e trasmettere emozioni. A partire dal 1995 inizia a stampare le proprie fotografie in bianco e nero, attribuendo grande importanza a questo momento cruciale del processo fotografico.
I suoi temi preferiti sono la figura ambientata ed il paesaggio.

Marco Vozza
Insegna Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino e collabora a La Stampa.
Principali pubblicazioni: Il sapere della Superficie (1988), Le forme del visibile (1999), Esistenza e interpretazione (2001), I confini fluidi della reciprocità (2002), Nella prossimità degli affetti (2003)