GALLERIA CATARTICA,
VIA GARIBALDI 9 BIS,
011/197 078 64
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Dal 20 aprile fino al 19 maggio la Galleria CatARTica offre ai cultori
dell'arte l'occasione di conoscere il Convito di Platone attraverso le opere di artisti emergenti e affermati. Si può passare, con un colpo d'occhio, dagli infiniti mondi di Riri Negri, che sconfinano in un universo che prende forma in una galassia di luci e oscurità profonde, alla vetrata di Gianluca Polastri, in cui una Venere rinascimentale raccoglie in sé l'eredità mitologica della dea madre, di Ishtar e di Iside, per tornare a essere protagonista e simbolo assoluto della vita.
Il tratto minimale e la sensualità ludica di Marco Silombria dialogano, in questo contesto, con l'ossessione per il particolare di Francesco D'Agosto, che recupera il mito dell'auriga di Admeto, riletto attraverso i concetti di apollineo e dionisiaco. Più sussurrato, invece, l'erotismo di Horiki Katsutomi, che propone una poetica in grado di fondere la cultura dell'estremo oriente con quella mediterranea.
La leggerezza connota le sculture di Claudia Haberkern, che dedica le due opere presenti alla dea più sensuale, nata dalle onde del mare, e la dea vergine per eccellenza, l'Artemide spesso associata ad Afrodite Urania. Un angelo che perde le ali è invece l'interpretazione della punizione dell'androgino per Vittoria Gualco.
Più netta l'intenzione politica delle opere di Massimo Basili e Andrea Aste, che rappresentano in un caso la tensione amorosa tra il maturo Socrate e il giovane Agatone, colti nel momento della massima attrazione e nell'altro l'abbraccio del doppio, stigmatizzando, in questo modo, il riconoscimento sociale della coppia gay. Anche il filmato in grafica 3D di Mario Saroldi, con due statue virili classiche, unite in un valzer e sormontate da un moderno computer al posto della testa, ripropone il tema del doppio, in una chiave di lettura dell'attualità attraverso la voce del passato.
La poesia della solitudine e le atmosfere rarefatte di Guglielmo Castelli, lo sguardo penetrante della Diotima di Mantinea di Andrea Varca e il rosso fiore di Roberta Toscano, che, simbolo di Venere, diventa una denuncia nei confronti della violenza sulle donne, arricchiscono una mostra che offre al visitatore una varietà di tecniche e stili, selezionati e armonizzati con cura, con l'intento comune di raccogliere, attraverso l'atto creativo, il messaggio di Platone.
La mostra sarà presente presso la galleria CatARTica di via Garibaldi 9 bis a Torino, dal 20 aprile al 19 maggio, dalle 16,00 alle 20,00, dal martedì al sabato. Ingresso libero. Catalogo Ananke, pubblicato all'interno della rivista Convivia.