A cura di Anthony van den Bossche
Scenografia : Olivier Peyricot
Coproduzione : Cité du Design/Centre culturel français de Milan
Mostra creata in occasione della Biennale Internationale Design 2006 Saint-Étienne
Coordinamento Milano : Federica Sala
Intimamente legato alla concezione di oggetti più o meno carismatici, il design è prima di tutto un principio: manipolare una materia a scopi funzionali o decorativi.
Con l’arrivo di Dolly e degli OGM, è ormai la natura stessa che viene destinata ad una infinità di manipolazioni: piante e animali saranno assemblati e “dissemblati” a seconda delle nostre necessità o dei nostri desideri «estetici».
L’idea può sembrare ripugnante, ma è pur sempre costitutiva del nostro rapporto con il mondo vivente.
«Lo statuto di oggetto applicato all’animale e il suo controllo totale sono il risultato di un lungo processo di “artificializzazione” portato avanti dall’uomo, che ha addomesticato gli animali per il piacere di possederli e di utilizzarli, che li ha a poco a poco trasformati per adattarli all’evolvere dei propri bisogni, che li ha messi al proprio servizio in mille modi» dice in breve Eric Baratay nel suo libro intitolato “E l’uomo creò l’animale”.
«Eden DNA» è una risposta di principio a questo problema di principio, a cominciare dal «principio di precauzione». Se il divario naturale tra ottimisti e pessimisti implica una visione contraddittoria del principio di precauzione sugli OGM commestibili (con i primi che fuggono dal pericolo di perdere il treno del progresso privandosi della sperimentazione e con i secondi che fuggono dal rischio della sperimentazione per la paura di un progresso «in-dominabile»), il mercato della genetica resta una realtà tangibile ed economica. Produciamo, vendiamo e consumiamo OGM. Saranno i test sulle conseguenze di questi nuovi prodotti a deciderne il divieto o meno, indipendentemente dai dibattiti sui principi e comunque dopo un utilizzo sufficientemente lungo. La fusione tra la nozione di oggetto e quella di vivente sta accelerando, non è più il caso di stupirsene. L’uomo ha già deciso, soltanto il suo caso resta da esaminare.
Animale strumento« Graze » è un progetto di cane geneticamente modificato per svolgere la funzione di aspirapolvere. Il suo pelo elettrostatico attira la polvere del vostro appartamento quando si rotola per terra. Quando viene portato fuori per la sua passeggiatina quotidiana, Graze scodinzola scuotendosi per allontanare la polvere dal suo mantello.
Inoltre, Graze adora leccare il pavimento e mangiare tutto quello che vi lascerete cadere.
La creazione di razze di cani funzionali o decorativi è inesauribile. Vera e propria manipolazione genetica su scala artigianale, l’incrocio di razze al fine di ottenerne di nuove è una pratica che si perpetua fin dall’addomesticamento del lupo. L’uomo accoppia e mischia le razze come i colori su una tavolozza. Il bull-terrier, ad esempio, che fu creato nel 1860, è il risultato dell’incrocio tra il bulldog (di cui ha mantenuto la ferocia durante i combattimenti e la mancanza di sensibilità a livello della pelle) e il terrier da cui ha ereditato la taglia e la resistenza. E’ stato utilizzato durante tutto il XIX secolo nei combattimenti con tori, orsi e topi. La razza è stata riconosciuta ufficialmente nel 1933 dal Kennel Club dopo vari incroci ed un lavoro di selezione, che hanno consentito di ottenere orecchie dritte fin dalla nascita, una testa perfettamente ovale ed una grande varietà di mantelli. Oggi come oggi esistono più di 300 razze di cani ufficialmente riconosciute.
«Carpe Koï giapponesi »
Animale grafico La carpa Koï giapponese è il primo progetto di design grafico animale. Da 200 anni, gli allevatori della provincia di Nigata incrociano con pazienza questi pesci tra loro al fine di creare nuovi motivi ornamentali in movimento negli acquari degli appassionati. Opachi o metallici, monocromi o multicolori, le carpe diventano un campionario di colori e di materie da mescolare per ottenere ciò che i giapponesi chiamano « gioielli viventi ». Quando è stabilizzato, il motivo viene battezzato e accede allo statuto di nuovo lignaggio. Esistono oggi 120 lignaggi repertoriati. La più nota è la carpa Tancho, una semplice riproduzione della bandiera giapponese: una carpa bianca con la testa ornata di un piccolo punto rosso. Il design grafico animale funziona su due livelli di creazione: il primo riguarda l’allevatore e il secondo il compratore, che mischia i diversi motivi nella sua vasca per ottenere una coreografia di forme e di colori piacevoli all’occhio
Cocktail vernissage: giovedì 19 aprile 2007 ore 18.00-23.30
19 aprile - 20 maggio 2007
Galleria del Centre culturel français de Milan
Corso Magenta 63
Milano
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