Dal 10 ottobre al 9 dicembre 2006
Suspens, 2005
Opera di Saâdane Afif
In collaborazione con la galleria Maze
Suspens rappresenta lo scorrere del tempo e il futuro imprevedibile.
Prende il nome dalla sua installazione a parete, come tre puntini di sospensione...
...Tre orologi ciechi in plexiglas nero; il suono dei tre tic-tac crea uno strano ritmo, un suono che ci trasporta verso i nostri ricordi più intimi.
Dall’11 novembre al 9 dicembre 2006
Sphinx, 2004
Opera di Saâdane Afif
In collaborazione con la galleria Maze
Saâdane Afif
Nasce in Vendôme, Francia, nel 1970.
Attualmente vive e lavora a Berlino.
Il suo lavoro si distingue per la varietà di linguaggi interpretativi e per la marcata tendenza alla sperimentazione.
Elementi caratteristici delle sue installazioni sono l’accumulazione, controllata, di significato e significante, l’enunciazione e l’interpretazione attraverso la procedura del dislocamento ed il carattere poetico delle sue soluzioni finali. Punto di partenza è la consapevolezza dell’artista di non voler essere lo specchio della società quanto il filtro attraverso il quale la medesima viene incanalata per lo spettatore.
II suoi lavori si fanno containers attraverso i quali offrire una particolare e personale visione del mondo.
Confontandosi con le sue proposte lo spettatore è sfidato, psicologicamente e mentalmente, a reagire agli stimoli creati dalla forte componente scenografica. In questo senso, la sovrapposizione del tattile, gli aspetti visivi e sonori, insieme all’interazione spaziale, conferiscono alla sua opera una forte impronta ambientale.
Artista polivalente, i suoi registri stilistici oscillano fra il caldo ed il freddo, il buio e la luce, la parola sussurrata ed il grido.
Da sempre interessato all’enfatizzasi degli elementi procedurali e interdisciplinari sui quali basa la sua produzione, il suo lavoro è interpretato come un organismo vivente, che non esaurisce se stesso e si dispiega nel tempo e nello spazio descrivendo una delle traiettorie più stimolanti del panaroma contemporaneo (Alfonso Palacio).
La sfinge di Saadane Afif si presenta come installazione enigmatica, all’apparenza minimale. In realtà all’interno
del cubo in vetro nero, scopriamo una luce, mentre sul blocco bianco le parole di un testo che descrivono un
austronauta e le sue qualità ci portano inconsciamente ad associare le doti dell’uomo dello spazio a quelle di un
bravo artista.
L’artista è presentato in Francia dalla galleria Michel Rein.
Elisa Boccaccini
Comunicazione
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