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I miti della scienza

Dal Friday 17 March 2006
al Sunday 19 March 2006

Curatori Donatella Berra

Comunicato stampa evento: I miti della scienza

L’arte della contaminazione



-Incontri con le scienze “I colori della ricerca”
Terza Edizione del Convegno Internazionale

-Mostra con installazioni d´arte contemporanea


Il dialogo arte-scienza, da sempre, provoca stupore e ciò significa aprire un universo di conoscenze, spesso imperscrutabili per l’artista, ma profondamente seducenti, cariche di richiami e d’interrogativi.
Così, lo sguardo e l’intensa attenzione creativa dell’artista, attraverso l’estetica dell’ immaginazione simbolica e/o della visione critico-interpretativa, indagano “l’oltre” dove il traguardo della ricerca scientifica può essere ardita creazione o presa d’atto di un limite insuperabile. Ed è così che la scienza, attraverso i suoi miti e le sue suggestioni si apre alla contaminazione dell’arte contemporanea.
Donatella Berra

La mostra è curata da Donatella Berra, artista e docente di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico Statale “ P.Gobetti” di Omegna
membro dell´Associazione “il Baobab, l´albero della ricerca”



Gli artisti e le opere

Donatella Berra
Nata a Luino (Varese) ,compie gli studi artistici a Milano diplomandosi in pittura presso l´Accademia di Belle Arti di Brera nel `78. A Venezia frequenta il corso di litografia sperimentale presso l´Accademia Internazionale di Grafica. Diverse le attività professionali nel settore:grafica pubblicitaria ed editoriale, illustrazione, allestimento per musei e strutture a Milano, Roma e Trento dove successivamente si stabilisce. In campo didattico-formativo tiene corsi di aggiornamento per docenti e corsi di animazione grafico-pittorica per l´infanzia. Partecipa ad esposizioni d´arte contemporanea -collettive e personali- in Italia ed all' estero anche con installazioni e performance..E`docente di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico di Omegna. Attualmente vive e lavora sul Lago Maggiore a Cannobio (Verbania).

opera:ICARO,vertigine d´infinito
Installazione multimateriale, 2006

Volare è possibile purché non si valichi il confine del sole. “Icarooo non osaree!” : ad urlare è solo il calore del sole. Il dio sole, che scioglie e fa perdere le ali, intese come facoltá della conoscenza poiche´”colui che comprende ha le ali”. Ma Icaro inebriato dalla vertigine d´infinito è ormai oltre ogni limite del misero umano, oltre l´altare della banalità, oltre il consentito, laddove il cielo, irraggiungibile manifestazione diretta della trascendenza, dell´infinitá si apre alla lacerazione del fulmine, lampo della disobbedienza. Icaro:perfezione di solitudine, nell´invisibile distanza che separa l´apice dalla caduta. Sullo sfondo Dedalo. Principio e fine di un labirinto, eternamente incompiuto tra i meandri del pensiero e le l´ardire della trasgressione, tra l’incubo della prigionia e l’inquieto anelito della fuga, tra l’ingegno che tarpa le ali alla vita e la vita che esala in un battito d’ali..


Gaetano Muratore

Nasce a Pantelleria nel ´59 e vive oggi a Invorio( Novara), nella dimora laboratorio dove hanno preso forma i robot ,o meglio definiti “Androidi Sognanti”. Autodidatta, un lungo passato di pittura, segnato da una continua crescita e ricerca che lo porta a ripercorrere gran parte dell’arte moderna. Nell '87 nasce “La Macchina Del Tempo”che coincide con una svolta nella vita di Gaetano .Concepita come un flipper di cemento armato la “Macchina” apre la scatola dell’infanzia, frammenti inutili –utili e giocattoli rotti vi fuoriescono incastrandosi nel blocco di cemento,animati da decine di meccanismi in un ingegnoso affresco elettrico-interattivo.Da qui la storia di Gaetano, diventa inseparabile da quella dei suoi robot.Dal ´98 esercita la libera professione realizzando tra le tante cose, installazioni per: Progetto“Mobile Kids” Daimler Chrysler Italia ,Regione Lombardia “Ortocircuito” museo della Scienza Milano , Progetto Italia “Robot i noti ignoti” Telecom Futur Centre Venezia.

opera:ANDROIDI SOGNANTI
Installazione e performance

“Androidi Sognanti”: una popolazione in progress di individui meccanici,in movimento, ciascuno con un “carattere” o un tratto dolcemente affettivo, periodicamente revisionati e manutenzionati,mai veramente finiti ; come la continua ricerca scientifica che vuole ricostruire l´uomo.
Figure simil-umane ,oggi più comunemente definite androidi, assemblati con materiali di scarto e tecnologia di consumo contesa al rottamatore: un pezzo di lavatrice, un vecchio otturatore, un motorino di un frullatore sporgono a stento riconoscibili, scaturisce la struttura di queste sculture antropomorfe,veri capolavori di Junk technology, che animano spazi di ricerca creativa e performance.


Antonella Prota Giurleo

Nasce a Milano dove frequenta il liceo Artistico di Brera. Dal 1968 al 1991 insegna educazione Artistica. Dal 1996 si dedica alla pittura,realizza installazioni ed espone le sue opere. Dal 2004 partecipa ed organizza convocazioni di Mail art.
Ha realizzato diverse mostre personali in Italia ( Siena, Milano, Torino; in provincia di Verbania, a Lesa; in provincia di Vercelli, a Breia, Varallo e Quarona; in provincia di Como, a Sormano; in provincia di Milano a Corsico, Gaggiano, Vittuone, Cesano Boscone, e Buccinasco) e all’estero (Città del Messico, Lima, Puno). Ha partecipato a numerose collettive in Italia, Spagna, Corea, Turchia e a convocazioni di Mail art in Giappone, Spagna, Brasile, Argentina, Malesia, Francia, Belgio. Vive e lavora a Corsico (Milano).
Nelle sue opere esprime la fiducia nella possibilità di costruire la propria e l’altrui vita all’insegna dell’armonia attraverso le relazioni tra donne e tra donne e uomini.

opera:Il BANDOLO DELLA MATASSA
Installazione, 2006 - Calchi in sincer, fili di lana e di cotone

Uno dei miti della scienza consiste nel “trovare il bandolo della matassa”, nel dare risposta cioè alle domande chiave: Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?
A partire da mani di donna tanti fili si intrecciano a significare la ricerca della scienza ma anche delle singole individualità, in una sottolineatura della capacità delle donne di tessere fili, di intrecciare relazioni, di costruire vita.
Molti sono i miti di riferimento, dalle Parche a Penelope, passando per Arianna e Aracne, il filo rappresenta un elemento importante nella mitologia.


Giuseppe Strano Spitu

Nasce nel ´66 a Reggio Calabria. Studia Pedagogia e frequenta l`Accademia d`Arte Drammatica. È scultore e realizza istallazioni.
Nella sua opera sono presenti la trasparenza, il vuoto ed il movimento.Ha realizzato diverse mostre d´arte contemporanea individuali in Italia e Spagna. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive in Francia, Spagna, Italia, Olanda, Finlandia; ha preso parte a molti simposi europei in Olanda, Italia, Ungheria, Austria, Serbia, Slovakia e Romania. Alla sua personale attività artistica , affianca quella di vivace organizzatore e curatore di mostre collettive sia in Italia, a Reggio Calabria e Calitri, sia in Spagna, a Madrid, Zaragoza, Monzón, Teruel e Marbella e mantiene vivo il dialogo creativo tra i due paesi e gli artisti coinvolti nelle manifestazioni. Attualmente vive e lavora a Saragozza, in Spagna.

opera:SENZA TITOLO
Installazione multimateriale, 2006
Fuoco=coscienza

Il fuoco è luce, calore, fondamentale per la trasformazione delle sostanze, per cuocere gli alimenti,per la creazione artigianale; in sostanza elemento base per l'elaborazione della cultura e la civilizzazione.
Secondo la psicanalisi,Prometeo rubando il fuoco a Zeus e donandolo agli uomini, libera l'umanità definitivamente dalla dipendenza divina, creando così l'essere cosciente.


17-18-19 marzo 2006


Villa Giulia
Verbania


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