Hans Hartung (1904-1989), tedesco
di nascita e francese di adozione,
parte dallo studio dei grandi
pittori classici del passato,
prediligendo goya e soprattutto
rembrandt, nel quale legge con
straordinaria sensibilità tensioni
nascoste e misteriose, espresse
in macchie cromatiche fini a se
stesse, per giungere a un decisivo
incontro con la poetica astrattista
di Kandinskij.
la sua vita è un continuo
peregrinare: Dresda, lipsia, Parigi,
la Costa Azzurra, la norvegia,
minorca, berlino, sono solo alcune
delle tappe della sua funambolica
esistenza, segnata oltreché dalla
morte del padre, dal dramma della
guerra alla quale prende parte da
combattente e nella quale perderà
una gamba.
Dal punto di vista artistico
Hartung si inserisce nel
contesto internazionale legato
all’informale, in cui convivono
le tendenze europee, come il
tachisme francese, e quelle
statunitensi dell’Action Painting
e dell’espressionismo Astratto.
il linguaggio di Hartung, da
subito non figurativo, unisce nei
termini di eleganza assoluta e di
equilibrato controllo l’irruenza
pittorica, costruendo infinite
variazioni giocate sul segno,
lungo una parabola che percorre
tutta la sua produzione. Durante
gli anni Cinquanta e sessanta
l’artista sviluppa un grafismo
in cui la linea si ispessisce
considerevolmente fino a
diventare paradigma di estrema
tensione: con esso egli rivendica
l’importanza dell’emozione
dell’atto creativo, palesando una
dimensione profondamente umana
in cui lo psichismo interviene
in un ponderato rapporto tra
abbandono e padronanza. si
deve tener presente infatti che
l’apparente casualità del gesto ha
invece nelle opere del pittore un
ritmo e una struttura “istintivi”,
dovuti alla profonda conoscenza
delle leggi che regolano il
linguaggio dell’immagine. e non
solo: i grandi lavori, almeno fino
agli anni settanta, non sono altro
che la trasposizione ingigantita di
progetti più piccoli, a loro volta
meditati e “costruiti” con grande
meticolosità. Quindi la componente
puramente aleatoria è da ritenersi
marginale nel processo di
creazione dell’immagine, rispetto
al modus operandi di tanti altri
artisti della congerie informale a
lui contemporanei.
il 1960, anno cardine sotto molti
aspetti, è anche quello della sua
definitiva consacrazione: riceve
il “gran Premio internazionale
della Pittura” della biennale di
Venezia. un desiderio costante
di sperimentazione giunge a
caratterizzare la sua pratica
artistica, e ciò lo conduce, a
partire dagli anni sessanta e
poi nei settanta, a fare uso di
numerosi strumenti (pistole,
stiletti, larghe spazzole, rulli) per
“operare sulla tela”, rinnovando
così la propria concezione
della pittura. inoltre, si apre
progressivamente anche all’utilizzo
di vinilici e acrilici, materiali che
consentono una maggiore rapidità
d’intervento: questo nuovo metodo
di lavoro genererà una vasta
produzione di serie grafiche, fra
cui quella realizzata per il modello
boeing della nota compagnia
aerea Air France e quella intitolata
Farandole – entrambe esposte in
mostra –, che caratterizzerà il suo
operato fino all’ultimo.
nel 1973, si stabilisce ad Antibes
in una tenuta in cui progetta la
sua casa e l’atelier e in cui ha la
possibilità di sfogare, lungo tutti
gli anni ottanta, il suo estro su
grandissime tele, anche grazie
all’utilizzo di compressori ad aria
e aerografi.
Hartung si spegne proprio qui
il 7 dicembre 1989 e, pochi anni
dopo, nel 1994, viene istituita la
Fondazione intitolata a lui e alla
Anna-Eva Bergman.
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2 luglio - 25 settembre 2011
Direzione:
Andrea busto
Progetti speciali:
Vezio tomasinelli
Pubbliche relazioni, comunicazione, ufficio stampa:
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Dipartimento didattico, bookshop, biglietteria, gruppi e informazioni:
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Francesco marini
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Mostra realizzata in collaborazione con la Fondazione Hartung Bergman, Antibes
Orario
dal mercoledì al venerdì 14.00 - 19.00
sabato e domenica 11.00 - 19.00
Visite guidate
scuole su appuntamento dal mercoledì al venerdì 9.30 - 13.00
gruppi su appuntamento dal mercoledì al venerdì 10.00 - 13.00
e durante i normali orari di apertura al pubblico
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intero 5 €, ridotto 3 € dai 6 ai 14 anni, maggiori di 65 anni, gruppi oltre 10 persone e soci touring Club italiano, gratuito Abbonamento musei torino
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